DISOBBEDIENZA CIVILE NEL NOME DI MAHATMA GHANDI

In un momento storico come quello che stiamo vivendo forse non tutto dovrebbe essere accettato obbligatoriamente. Un po' di sana disobbedienza, per una causa giusta, potrebbe renderci più liberi. Lemme dixit.

Forse è il caso di prendere coscienza che il tempo sta per scadere. Come ho già rilevato in altri articoli è in atto una manipolazione di massa, mentale, sociale e culturale e come campo di prova per iniziarla è stato scelto il popolo italiano. Vedo che stanno insorgendo vari movimenti culturali che si sono resi conto di come sia in atto una vera dittatura culturale che passa attraverso la paura, in particolare la paura in tema salutistico/sanitario.

Come potete valutare tutti i gruppi o i movimenti intraprendono vie legali, giudiziarie o politiche rimanendo all’interno delle regole, senza disturbare minimamente il sistema dittatoriale in atto. Forse sarebbe il caso di svegliarsi e agire più incisivamente. Vi starete chiedendo ‘come’. Molto semplice, basta seguire l’esempio di disobbedienza civile promosso da Gandhi. Forse non lo sapete ma il grande Gandhi consigliò al suo popolo di non usare il Sale nell’alimentazione.

Lemme dixit…

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Non usando e dunque non comprando il sale, gli Indiani avrebbero così messo in difficoltà le casse dello Stato inglese. Starete obiettando: “…Sì, vabbè, cosa c’entrano Gandhi e il sale con la situazione attuale. Lui e il popolo indiano erano sotto il dominio inglese ma noi no, non siamo sotto gli Inglesi e siamo in democrazia…”. Seguitemi nella riflessione e capirete. Gli Inglesi avevano il monopolio del sale in India e con il guadagno derivante pagavano gli stipendi ai militari per il controllo dell’ordine pubblico e per far rispettare le leggi dell’Impero ovvero del ‘sistema egemonico’ inglese.

Gli inglesi in India.

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Con questa azione di disobbedienza civile suggerita da Gandhi cominciarono a non arrivare più soldi nelle casse dello Stato e il sistema iniziò a implodere. Vi è chiaro, ora, il parallelismo? Se vogliamo vivere da uomini liberi la prima regola è non aver paura di usare la disobbedienza civile. È importante disobbedire, ad esempio, per fare in modo che non arrivino più soldi al sistema bancario o al sistema statale che ci impoverisce e ci espropria lentamente dei nostri beni accumulati con anni di lavoro, risparmio e sacrifici. Non bisogna farsi ingannare dal sistema la cui prima arma è l’iniezione di paura. Vi ricordo che la paura blocca l’evoluzione!

Evoluzione=Rivoluzione?

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Nel nostro caso blocca la Ri-voluzione. Non disperate, grazie ai buonisti, schiavizzati e ammaestrati, il sistema imploderà, manca poco. L’importante è essere consapevoli di ciò che è in atto e che sta per accadere se non viene fermato. Bisogna agire con strategie personali per non essere schiavizzati e sottomessi al sistema. Parola d’ordine: disobbedienza.

Grazie ai buonisti, ai sinistroidi (presto, grazie a loro stessi, saranno ‘sinistrati’) il sistema dittatoriale che loro alimentano imploderà. Per accelerare i tempi dell’implosione è necessario dar seguito alla parola d’ordine: Disobbedienza.

La disobbedienza è un diritto dell’uomo libero. Bisogna finirla di comportarsi come pecorelle smarrite guidate dal politicamente corretto, dal falso buonismo, intrisi di un’ipocrita cultura di sinistra che degli ideali di sinistra non ha nulla, ma ha tutto il ‘sinistro’ che di più non si può.. Ve lo dice uno che conosce molto bene la mentalità e la cultura di sinistra.

Giorgio Gaber

Gli unici che potevano smantellare lo stato sociale, demolire la cultura di sinistra e andare contro il mondo del lavoro e dei lavoratori, togliendo loro sempre più diritti, erano e sono i membri della nuova classe politica che si professa di sinistra e va contro la destra ma gioca molto lontano dagli ideali politici della sinistra storica. Si tratta di un giochino psicologico. Andate a sentire la canzone di GaberDestra-sinistra’ “…Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…”.

Capirete tutta la situazione, soprattutto quella attuale. Vi faccio presente che quello che i buonisti di sinistra chiamano accoglienza, riferendosi ai migranti, in realtà è una vera e propria invasione programmata da chi detiene il potere mondiale per debellare lo stato sociale e culturale dell’Italia e per instaurarvi una vera dittatura, con la privazione del libero pensiero, della libertà di opinione, libertà di azione, libertà di lavoro, libertà di fare impresa, libertà di progredire in un processo democratico, in sintesi è in gioco la nostra libertà di essere Italiani, libertà che i nostri padri e i nostri nonni hanno conquistato con le loro vite.

I nostri padri sono morti per la Libertà.

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Come agire in pratica per applicare il principio della disobbedienza? Basta disobbedire nel vostro piccolo, anche un piccolo e banale disobbedire a prescindere dall’oggetto della disobbedienza. Chi non se la sente di disobbedire in pubblico, può farlo in privato. È sufficiente l’intenzione a disobbedire, la disobbedienza mentale. Disobbedire significa non rispettare le regole che vi vengono imposte da questo regime dittatoriale. I diversamente colorati sono dei maestri in materia, disobbediscono e trasgrediscono ogni regola e nessuno dice loro niente.

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Attiviamo un nuovo modello culturale, quello dei ‘disobbedienti’. Un esempio di disobbedienza civile potrebbe riguardare l’uso del denaro contante ed espletarsi nel rifiuto di pagare tutto con la carta di credito. Questo semplice rifiuto, apparentemente banale, ha in sé il potenziale rivoluzionario del rifiuto del sale di Gandhi. Il sistema non teme le manifestazioni di piazza, non teme i movimenti politici, non teme le sommosse popolari, non teme il voto, anzi, il tutto rafforza il sistema. Quello che teme e che fa veramente paura al sistema è la disobbedienza perché è sinonimo di Risveglio e Libertà.

 

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