VATICANO – WHATSAPP FA ANCORA DANNO: LA CHAT INCASTRA LADY MAROGNA?

Lo scandalo si arricchisce di prove e nuovi indizi. Perlasca e Becciu erano soliti comunicate tramite chat. Alcuni messaggi sono proprio espliciti e parlano di soldi e bonifici. Che sarebbero finiti nelle tasche dell'imprenditrice sarda.

CDVSi continua a scavare negli scandali finanziari del Vaticano e a quanto pare non siamo ancora arrivati al fondo. Delle casse, s’intende. Torniamo ovviamente sulla strana vicenda Becciu-Segreteria di Stato-Marogna, di cui abbiamo già scritto su queste colonne nei giorni scorsi. Ripartiamo dall’ultimo accadimento, in ordine cronologico, che vede protagonisti Cecilia Marogna, titolare della Logsic Doo di Lubiana, in Slovenia, e l’ex cardinale Angelo Becciu. Quest’ultimo, conterraneo della donna, sarebbe stato estromesso dalle prerogative cardinalizie per mano dello stesso Santo Padre per il presunto coinvolgimento nello scandalo dell’acquisto del palazzo di Sloane Avenue a Londra.

Lady Marogna, 39enne sarda, è accusata di peculato e appropriazione indebita aggravata, avendo incassato 575mila euro direttamente dalla Segreteria di Stato Vaticana. Denaro questo che arriva dalle donazioni dei fedeli e destinato – molto, ma davvero molto teoricamente – ad opere caritatevoli e di beneficenza laddove ce n’è più bisogno.

Arrestata dalla Guardia di Finanza mentre tentava la fuga in aeroporto, e su richiesta della magistratura pontificia, la simpatica e furba manager è al momento ospite delle patrie galere in quel di San Vittore, a Milano. Il Gip infatti ha convalidato l’arresto, a fronte di importanti elementi di prova giunti dalla Procura di Roma che indaga su rogatoria dei Promotori di Giustizia del Vaticano: tredici pagine di documenti che ricostruiscono, passo dopo passo, ogni dettaglio sulla chiacchierata amicizia tra la sconosciuta Cecilia e l’alto prelato.

La cosiddetta pistola fumante è rappresentata da alcuni messaggi Whatsapp del 20 Dicembre 2018, pare intercorsi tra Becciu e monsignor Alberto Perlasca, all’epoca capo dell’Ufficio amministrativo della Segreteria di Stato vaticana: “Ti ricordi la questione suora colombiana? Pare che qualcosa si muova e il mediatore deve aver subito a disposizione i soldi – scrive Becciu li inviamo però in diverse tranche sul conto che più sotto ti indicherò. Primo bonifico: 75.000 euro intestato a ‘Logsic doo’. Causale: voluntary contribution for a humanitarian mission”. Giusto per gradire l’antipasto.

Lady Marogna

Successivamente nelle chat dei porporati sembra comparire anche la figura del Papa, stando all’interpretazione di questi messaggi piuttosto chiari: “Ti ricordo che ne ho riparlato con il SP e vuole mantenere le disposizioni già date e in gran segreto”. Scriverebbe Becciu. Ma con la sigla SP si riferisce al Santo Padre oppure no? Vuole far intendere a Perlasca che il Pontefice sia al corrente dell’operazione e quindi di non essere troppo fiscale sulle modalità di elargizione? Messaggio al quale, peraltro, monsignor Perlasca risponde “ok per suora“. Qualcuno potrebbe obiettare che se l’obiettivo era salvare una vita umana, forse non era necessario andare tanto per il sottile. Ma le cose non stanno così.

La chat che inguaia…

L’indagine in origine sarebbe partita da una segnalazione delle autorità slovene al Vaticano su movimenti bancari anomali della Logsic Doo: nove bonifici emessi dalla Segreteria di Stato, tra il Dicembre 2018 e Luglio 2019, per un ammontare complessivo di 575.000 euro. Diverse delle movimentazioni eseguite, peraltro, riguardavano spese non compatibili con l’oggetto sociale della società. Prada, Tod’S, Hogan, Missoni, La Rinascente, Montblanc, Louis Vuitton, Maxmara, Poltronesofa, Auchan, alberghi prestigiosi come l’Hotel Bagni Nuovi di Bormio e l’Hotel Cervo in Costa Smeralda, questi sono i fruitori delle cosiddette operazioni umanitarie nel Terzo mondo.

Lo scandalo dai mille rivoli

Questo rimane il nodo fondamentale della vicenda. Gli inquirenti contestano alla Marogna l’utilizzo a scopi personali del denaro ricevuto. Movimenti di cui Becciu e Perlasca pare fossero a conoscenza poiché avrebbero continuato a scambiarsi messaggi nel merito e su cui pare improbabile che Papa Francesco abbia dato l’avallo. Men che meno probabile che i due prelati, come sostiene Becciu, siano stati truffati dalla femme fatale. L’inchiesta prosegue veloce. 

 

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