USA – GUERRA CIVILE E STRAGE DA COVID

Le proteste e il distanziamento sociale, pressoché inesistente in tutte le città a stelle e strisce, potrebbero innescare una vera e propria strage.

Washington – Esplode il Covid in tutta la sua potenza virale e dilagano le rivolte. L’America non è mai apparsa così debole. Le fratture sociali innescate da questi due avvenimenti stanno fornendo al pubblico internazionale la possibilità di guardare al cuore delle contraddizioni insite nella nazione a stelle e strisce.

Nelle ultime ore si sono verificati nuovi sconvolgimenti che hanno ulteriormente spostato il baricentro delle proteste. In primo luogo, a Minneapolis, sono stati arrestati anche gli altri tre agenti che erano presenti al momento dell’arresto di George Floyd, mentre l’imputazione per l’ex agente Derek Chauvin è stata modificata da omicidio colposo a omicidio volontario. Inoltre, per le strade di San Francisco si è registrato un nuovo omicidio. A cadere per terra in un lago di sangue è stato un ragazzo di appena 22 anni, Sean Monterrosadi origini latino-americane, colpito da 5 proiettili perché accusato di aver rubato in farmacia durante i disordini cittadini. Gli agenti si sono giustificati sostenendo che il ragazzo fosse armato di martello che da lontano pare somigliasse ad un’arma da fuoco. Menzogne che anche l’ispettore Shawny Williams avrebbe avallato giustificando il suo sottoposto: “…Dopo aver percepito una minaccia per la sua vita…Le indagini hanno poi accertato che non si trattava di un’arma bensì di un martello nascosto nella tasca della felpa indossata dalla vittima…”.

A Brooklyn, invece, un poliziotto è stato accoltellato al collo, due ufficiali hanno riportato ferite d’arma da fuoco alle mani mentre un civile è stato colpito dalla polizia. Al momento sarebbero oltre 10mila gli arresti effettuati dalle Forze dell’Ordine.

Nelle ultime ore a destare più preoccupazione sarebbe la strategia della forza utilizzata da Trump, ferreo sostenitore della repressione militare. Il presidente americano, dopo aver fatto circondare la Casa Bianca da una rete di ferro da guerra, ha più volte minacciato l’utilizzo dell’esercito per placare le rivolte. Le dichiarazioni di Trump hanno innescato dubbi e perplessità oltre ad ulteriore nervosismo, specie perché questa mossa potrebbe ritorcersi contro il governo, inasprendo ancor di più le proteste. A sottolinearlo è stato l’ex segretario alla Difesa Jim Mattis, nonché il primo capo del Pentagono dell’amministrazione Trump. In un intervento sulle colonne della rivista The Atlantic, Mattis ha attaccato senza remore l’uomo più potente del mondo:”…È il primo presidente nella mia vita che non cerca di unire il popolo americano e non ci prova neanche, invece cerca di dividerci…Stiamo assistendo alle conseguenze di tre anni di assenza di una leadership matura…”. 

Per l’ex segretario la soluzione sarebbe una sola“…Unirci senza di lui, attingendo alla forza della nostra società civile: non sarà facile, come hanno dimostrato gli ultimi giorni, ma lo dobbiamo ai nostri concittadini, alle generazioni passate che hanno versato sangue per difendere le promesse fatte ai nostri figli…”.

Jim Mattis

 

Nel frattempo proteste, saccheggi e scontri da guerra civile continuano senza tregua. Non solo tra i manifestanti e le Forze dell’Ordine ma anche contro i suprematisti bianchi che quotidianamente tentano di sabotare le rivolte mediante l’utilizzo di ordigni artigianali. Una situazione esplosiva che potrebbe degenerare ancor di più dalla nuova esplosione della pandemia e dal fatto che in America il sistema sanitario funzione su base privatistica dunque assai discriminante.

Secondo i dati forniti dalla ieri Johns Hopkins University nelle ultime ore i casi accertati sarebbero stati quasi 20mila per un totale di 1.852.561 contagiati e oltre 107 mila morti. Nell’ultima settimana, rivela l’ateneo americano, 19 Stati su 50 hanno avuto una media di nuovi casi superiore a quella della settimana precedente. Le proteste e il distanziamento sociale, pressoché inesistente in tutte le città a stelle e strisce, potrebbero innescare una vera e propria strage. In quel caso, se le preoccupazioni delle autorità si rivelassero corrette, per gli Stati Uniti si potrebbe aprire una crisi sanitaria, economica e sociale, senza precedenti.