UN ANNO CHE INIZIA COI BOTTI. AH NO, SONO BOMBE.

Ok, il generalissimo non era uno stinco di santo ma se il semplice fatto di essere una brutta persona giustifica automaticamente l'essere bombizzato da un drone alla faccia di qualunque norma internazionale e opportunità politica bè, sento l'impellente necessità di procurarmi un bunker antiatomico.

Eccallà, l’abbiamo sfangata per questo 2019 e gente, auguri. L’anno nuovo inizia davvero col botto. Il botto di un petardone che rischia di far saltare in aria le dita della politica internazionale, nello specifico. Bombardare la massima carica militare di uno stato sovrano teocratico, nervosetto e con una passione per l’uranio. Sul territorio di un altro stato sovrano occupato da più di 15 anni. In una delle aree geopolitiche più calde del mondo. Senza previa dichiarazione di guerra. Cosa mai può andar male?

Gli anglosassoni ultimamente sembrano sempre più propensi a strappare ai cialtroni popoli mediterranei la palma dell’incoscienza e purtroppo sono meglio armati.

Ok, il generalissimo non era uno stinco di santo (nota per i lettori: difficile diventare un generalissimo o un politico di spicco solo accarezzando gattini e raccogliendo fiori), ma se il semplice fatto di essere una brutta persona giustifica automaticamente l’essere bombizzato da un drone alla faccia di qualunque norma internazionale e opportunità politica bè, sento l’impellente necessità di procurarmi un bunker antiatomico. Ora, nella nostra piccola baita delle sciocchezze, in cima al monte Maseiscemo, normalmente non tratteremmo la politica internazionale, tanto meno mentre ci riprendiamo dai bagordi. Ma le considerazioni di cui sopra servono a introdurre l’immagine folgorante che ci ha attraversato il cervello in questi giorni: in una tempesta geopolitica da far sudare freddo l’Andreotti dei tempi d’oro, l’Italia ha davvero un timoniere d’eccezione.

Riuscirà Di Maio, tanto per cominciare, a non confondere Iran con Iraq?

Ma forse è il momento di emanciparci dalla Nato e rifugiarci nelle nerborute braccia della Provvidenza, nella persona di Papa Francesco. L’Occidente, ignorando i capricci yankee, deve dirimere le questioni mediorientali una volta per tutte con una sana vecchia ordalia per far contenti conservatori e progressisti: lotta a schiaffoni tra il Papa e l’ayatollah.

Volendo a cuscinate per rendere il tutto anche un po’ queer.

Buon anno!