TRENORD CONTRO LA COSTITUZIONE? RIDERS E PENDOLARI SUL PIEDE DI GUERRA.

Soltanto una legge può limitare la libertà di circolazione di un individuo e la norma stessa deve motivarla. Salute o ordine pubblico, nient'altro cosi come è stato per la pandemia. Montano le proteste.

Milano – Siamo sicuri che si possa vietare di portare le biciclette sui treni? Qualcuno ha sollevato il dubbio che la decisione di Trenord – niente più bici sui treni dal 3 giugno – potesse compromettere il diritto al lavoro. La cosa però non troverebbe riscontro in quanto il viaggio, sia in treno o altro, non ha diretta corrispondenza con il lavoro esercitato, quindi questa obiezione non troverebbe conferma. C’è però chi si appella alle regole sulla libertà di circolazione, contenute nell’articolo 16 della Costituzione. E qui qualche riscontro sembra proprio esserci: la libertà di circolazione è intoccabile, o meglio, può essere sempre limitata ma solo da una legge. È ciò che i tecnici del diritto chiamano “riserva di legge”. Quindi, proprio secondo una lettura testuale dell’articolo 16, vietare il trasporto di biciclette sui treni potrebbe limitare la libertà di circolazione degli individui.

Intanto, mentre Trenord vieta di portare le due ruote sui convogli, dal 15 maggio Trenitalia consente di portare, gratis, o meglio estende la gratuità anche a biciclette pieghevoli opportunamente chiuse, monopattini, hoverboard e monowheel. Non solo: «per includere il massimo dei modelli – scrivono da Trenitalia Spa – abbiamo ampliato le dimensioni di ingombro massimo consentite sino a 120x80x45 cm».

Come abbiamo già letto e visto in più occasioni il divieto di Trenord sta scatenando proteste di ogni tipo, prima fra tutti quella dei riders, tantissimi, che ora rischiano di perdere il lavoro. Sull’argomento è già intervenuta anche Deliverance Milano, un collettivo politico di precari e fattorini attivi nel delivery food nonché una rete di supporto a sostegno dei lavoratori in lotta della smart city che aveva pubblicato questo video a riguardo https://www.facebook.com/deliverancemilano/videos/305521193806539/. Tra i più colpiti sono i pendolari, e quindi anche i riders della linea Mortara – Milano Porta Genova, piccola stazione vicinissima ai navigli, da tempo diventata un vero e proprio punto di riferimento per i riders. A qualsiasi ora del giorno e della notte è possibile trovarne almeno una decina, italiani e stranieri, giovani e meno giovani, con in spalla quello zaino quadrato nel quale conservano e trasportano le nostre ordinazioni. Spesso poi la sala d’attesa di quella stazione si trasforma anche in un punto d’incontro per la pausa pranzo: biciclette parcheggiate di fronte alle panchine e riders intenti a divorare un panino al volo.

Per Trenord, però, la situazione è diventata ingovernabile. “…Troppe biciclette a bordo dei treni – spiegava Trenord è impossibile garantire la sicurezza e le norme sul distanziamento. Per queste ragioni Trenord ha disposto il divieto di portare bici in carrozza. Resta consentito il trasporto di biciclette pieghevoli, monopattini e mezzi simili non ingombranti, con dimensioni non superiori a 80x120x45cm, e riposti in modo da consentire l’accesso, la movimentazione e la disposizione dei passeggeri in sicurezza a bordo treno…”.

Come detto prima secondo l’articolo 16 della Costituzione la libertà di spostamento dei cittadini può essere limitata solo dalla legge ma anche in questo caso la limitazione deve essere puntualizzata per motivi di sanità o di sicurezza pubblica. Solo una legge generale, come un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ben conosciamo, potrebbe disporre una generica limitazione della libertà, delegando poi al governo, le disposizioni  di attuazione della stessa norma:

“…Da pendolare  – commenta Silvia Baldina, capogruppo del Movimento 5 stelle di Vigevano – capisco quanto intralcino le bici in treno ma, invece di mettere carrozze adibite al trasporto delle biciclette, la regione Lombardia le vieta. Pare quasi che il Governo voglia incentivarne l’uso mentre la regione lo ostacoli…”.

“…Un vero e proprio schiaffo alla mobilità sostenibile da parte di Trenord – aggiunge Alessio Bertucci, segretario del Pd di Vigevano – in un periodo dove le bici vanno letteralmente a ruba, grazie anche al bonus del governo, Trenord decide di vietare il trasporto delle biciclette sui propri treni. Sembra assurdo ma è proprio così. Invece che aumentare il numero delle carrozze adibite al trasporto di bici e incentivare la mobilità sostenibile come succede in tutto il mondo, Trenord sceglie di andare contro corrente. Come al solito siamo di fronte a disservizi e inefficienze di Trenord che pagheranno sempre i soliti pendolari, in primis i tanti riders lomellini, già sfruttati come abbiamo sentito questa settimana, che con questa decisione non potranno recarsi al lavoro…”.