TIRANA – BOSS DELLO SPACCIO IN TRAPPOLA

Boss albanese, ben piazzato anche in Italia nel mercato degli stupefacenti, catturato dai carabinieri e dalla polizia di Tirana.

TiranaDa Pavia a Tirana, arrestato il capo degli spacciatori del nord Italia. La Polizia Albanese ha fermato T.F., 49enne albanese a capo del sodalizio criminale che aveva allestito una ramificata rete di spaccio in differenti città del nord e centro Italia. A differenza degli altri 5 criminali, il T.F. era riuscito a fuggire in Albania, sottraendosi all’arresto. Ma la richiesta di estradizione avanzata dalla Procura della Repubblica di Pavia ha consentito di allargare le indagini in ambito internazionale, con particolare riferimento al territorio albanese, dove carabinieri e la polizia albanese sono riusciti a trovare il nascondiglio del latitante determinandone cosi l’arresto.

L’uomo era il capo e massimo esponente di una banda criminale che i militari della Compagnia Carabinieri di Stradella (PV) erano riusciti a sgominare nel novembre scorso. In quell’occasione infatti, a conclusione di congrua attività investigativa denominata “Brova”, coordinata dal sostituto procuratore Camilla Repetto, i militari avevano arrestato i primi 5 componenti del gruppo accusato di ricettazione, detenzione illegale di armi e munizionamento nonché detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Il comando dei carabinieri di Pavia

I criminali erano tutti residenti in piccoli Comuni in provincia Pavia: V.O., 25enne italiano residente a Bosnasco e V.S. 28enne italiano residente a Lungavilla venivano trasferiti nelle carceri della provincia di Pavia mentre R.V., 52enne albanese, autotrasportatore e R.C., 21enne italiano, entrambi residenti a Broni insieme a T.D., 26enne albanese, domiciliato a Casanova Lonati, venivano tradotti presso la casa circondariale di Pavia.
Da quanto si apprende con il lockdown c’è stato un calo del 70% dei reati dunque, nel pavese, le attività di spaccio si sono limitate a piccoli episodi tra cui qualche “consegna a domicilio”.

Nel corso dell’attività d’indagine, corroborata da molteplici servizi di osservazione, controllo e pedinamento, i militari avevano appurato che la banda aveva allestito una ramificata rete di commercio di droga consistente in cessioni al dettaglio ad acquirenti locali, oltre a consegne di ingenti partite di stupefacenti in differenti città del nord e centro Italia, riuscendo a piazzare ben 3,5 chili di cocaina e 2,25 di marijuana.

I carabinieri in azione

L’intera attività, avviata nel novembre 2018, ha documentato 86 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti portando poi all’arresto di 14 persone accusate di detenzione ai fini di spaccio, ricettazione, detenzione illegale di arma comune da sparo e munizionamento. Sempre in quell’occasione i militari avevano trovato e sequestrato 2 pistole, di cui una rubata e l’altra non censita in banca dati, munizionamento di vario calibro, tutto abusivamente detenuto, più di 2 chili di cocaina e quasi 2 di marijuana – con valore di mercato pari a circa 150mila euro – oltre a 13.430 euro in contanti, sicuro provento dell’attività commercio illegale, nonché bilancini di precisione e diverso materiale per il confezionamento.