TANTO TUONO’ CHE PIOVVE: IL RITORNO DELLA DC

La Balena bianca si presenta con un nuovo look e lo scudocrociato stilizzato ma sul leader c’è qualche dubbio

il simbolo nuovo…

ROMA – Si è conclusa l’assemblea costituente del Partito popolare di Centro svoltasi presso la sede del museo storico nazionale dell’Arte Sanitaria in Roma. Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, convocherà il congresso entro due mesi al termine dei quali il partito sarà ufficialmente presente nella compagine politica italiana con la nuova definizione:”…Potremmo chiamarlo partito del Popolo italiano o partito Popolare – ha detto Gianfranco Rotondi – comunque questo sarà il riferimento, nel merito del simbolo certamente lo scudo crociato…Se si ricrea un partito unitario con le forze che si ispirano al Ppe, i popolari partono dal 10%…”. Anche Paola Binetti sulla stessa lunghezza d’onda del testimone di nozze di Berlusconi: ”…Se questi entusiasmi maturati oggi riusciranno a dare vita a una tela forte e concreta – ha aggiunto la nota psichiatra azzurra – mantenendo le promesse emerse, credo che occuperemo un vuoto che sta diventando imbarazzante…“.

Gianfranco Rotondi.

Con Italia Viva Lorenzo Cesa farà pappa e ciccia, come ha annunciato lui stesso:”… Con Renzi ci auguriamo di fare un percorso comune – ha continuato Cesa – con la possibilità di un incontro di intenti con Mara Carfagna e la sua neonata associazione Voce Libera…Dobbiamo fare in modo che tutte le forze centriste moderate che fanno riferimento al Ppe, come Forza Italia, tutti siano insieme perché c’è bisogno di dar vita ad un grande centro popolare nel nostro Paese che significa stabilità, significa mediazione e buon senso, elementi di cui l’Italia ha bisogno…”. Anche un vecchio DC come Calogero Mannino non poteva mancare al grande ritorno del partito che fu di Don Sturzo e De Gasperi: ”… Un partito di cattolici, di ispirazione cristiana, di antropologia cristiana, un partito di centro è ciò che serve – ha chiosato Calogero Mannino – per ridare al sistema politico italiano punti di riordino in assenza dei quali la crisi politica diverrà presto crisi istituzionale…”. In sala ci sono pure il figlio di Andreotti e la figlia di Aldo Moro ma non sono i soli rampolli di nomi altisonanti della prima Repubblica.

Lorenzo Cesa.

L’assemblea dei partecipanti, che ha riunito tutti i partiti di ispirazione Libertas, è composta da 150 delegati appartenenti a ben di associazioni. Di seguito gli interventi dei big che non aspettavano altro che un momento come questo, almeno per sognare i bei tempi andati. Per più di qualcuno morti e sepolti ma con la Dc, miracoli a parte, anche i morti tornano in vita. Lazzaro docet: ”…Dovremo darci, quando si avvicinano le elezioni politiche, un programma popolare e un candidato premier – ha aggiunto Rotondi – poi cercheremo in parlamento i consensi sul nostro Governo. Non su quello degli altri. Non ci faremo chiedere da nessuno con chi andremo. Chiederemo chi viene con noi…”. Robetta da nulla, ottimo inizio: ”…Senza un centro forte, autorevole e autonomo nella proposta politica ma capace di fare sintesi con forze differenti, si va verso una radicalizzazione pericolosa e disgregante – ha continuato Cesa – è solo il primo di tanti appuntamenti che riproporremo in ogni regione per arrivare, nel più breve tempo possibile, alla costituzione di un partito veramente popolare che, richiamandosi all’eredità di Don Sturzo e De Gasperi, sia in grado di riunire tutti coloro che si riconoscono in questo progetto e vogliono far ripartire lo sviluppo, solidale, dell’Italia. Una sfida vede convintamente presente l’Udc, con i suoi parlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali, dirigenti e militanti…”. Poi è stata la volta di Giuseppe Gargani che nulla ha aggiunto al semplice entusiasmo dialettico e retorico dei suoi predecessori: ”…Abbiamo dato vita ad una aggregazione di associazioni cattoliche e partiti di ispirazione cristiana per creare un nuovo soggetto politico – ha concluso l’ex sottosegretario alla Giustizia – siamo una forza alternativa alla destra pericolosa, che prima non c’era. Neppure il Movimento sociale è stato pericoloso come questa destra venuta fuori su cui si buttano fiammiferi. Noi siamo alternativi a questo ma anche ad una sinistra senza identità e abbiamo il sacrosanto dovere di creare un centro per far risorgere la politica in Italia…”.

Calogero Mannino.

Un centro? Un centro sinistra? Un pentapartito? Qualche corrente e un accidente. Più che una rinascita in stile moderno sembra un vecchio refrain già sentito e che ha portato l’Italia al disastro. Di guai ne abbiamo già abbastanza.

Giuseppe Gargani.