SIRACUSA – LAVORATORI SFRUTTATI E CONTRIBUTI RUBATI. IN GABBIA FUNZIONARIO PUBBLICO E IMPRENDITORI COLLUSI.

Ormai lo sfruttamento ed il lavoro nero dei lavoratori dilagano a macchia d'olio in tutta Italia con la complicità di funzionari e dirigenti pubblici corrotti. La GdF ha posto fine all'ennesimo giro di schiavisti e truffatori.

Siracusa – La Guardia di Finanza aretusea ha eseguito un provvedimento emesso dal g.i.p. del Tribunale su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di 4 persone, 3 imprenditori siracusani e un dirigente pubblico. L’operazione si è svolta nell’ambito di un’indagine di polizia economico – finanziaria che oltre a smantellare le ricorrenti illecite condotte finalizzate allo sfruttamento della manodopera e alla percezione  illegale di contributi pubblici, è culminata con l’individuazione di un giro di corruzione che orbitava intorno a un dirigente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa. Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Siracusa e con la collaborazione di personale del NICTAS della locale Procura della Repubblica, hanno evidenziato un generale contesto illecito, nell’ambito del quale sono state accertate reiterate violazioni alle disposizioni di legge in materia di retribuzione dei lavoratori e a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In tal senso viene contestato ai tre imprenditori arrestati, amministratori di fatto di una società operante nel settore dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti, di avere sottoposto i dipendenti a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno. Le attività investigative dispiegate, comprendenti anche intercettazioni telefoniche e riprese video sui luoghi di interesse, coniugate con le informazioni rese da alcuni lavoratori, hanno acclarato plurime condotte in violazione di legge.

In particolare è emerso che ai dipendenti sono stati corrisposti salari con una tariffa oraria (4 euro) inferiore della metà rispetto a quella prevista dai contratti collettivi (8 euro), nonché agli stessi “schiavi” non sono state generalmente corrisposte le indennità di malattia, il lavoro festivo e notturno e gli straordinari. In sostanza i tre imprenditori-schiavisti arrestati avrebbero dolosamente violato le norme del contratto collettivo di categoria in materia di retribuzione e le disposizioni che tutelano la salute e la sicurezza sul lavoro dei dipendenti, realizzando un notevole risparmio di spesa nella gestione dei costi di manodopera, beneficiando di un indebito vantaggio concorrenziale rispetto alle altre imprese operanti nello stesso settore. Inoltre le Fiamme Gialle hanno scoperto che la società in questione avrebbe indebitamente ottenuto dalla Regione Sicilia un finanziamento a fondo perduto di circa ottocento mila euro, già erogato nella misura del 40%, per la costruzione, in Augusta, di una nuova piattaforma per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi. Per ottenere la sovvenzione, dicono gli inquirenti, gli indagati avrebbero rappresentato agli organi competenti una situazione artificiosa della realtà, dichiarando di osservare gli obblighi dei contratti collettivi nazionali e di rispettare le norme sul contrasto al lavoro irregolare e sui riposi dei lavoratori. Pinocchio docet…

Ai tre imprenditori vengono contestati, in concorso, i reati di “illecita intermediazione e sfruttamento del lavoro” e “truffa aggravata ai danni dello Stato”. Infine è stato disposto il sequestro di 318.620 euro, percepiti indebitamente in danno della Regione Siciliana, da eseguirsi in via diretta e per equivalente, nei confronti della società e dei tre amministratori di fatto poi arrestati.