SETTIMO MILANESE – IN QUALI MANI CADRA’ ITALTEL: PIU’ DI 600 I LAVORATORI A RISCHIO.

La storica azienda italiana, un tempo leader nel settore delle telecomunicazioni, ha bisogno di cadere in buone mani in grado di assicurarle investimenti e futuro tecnologico concorrenziale. Si invoca un intervento governativo.

Lavoratori Itatel in ansia
Lavoratori Itatel in ansia

Settimo Milanese – Se non arriveranno offerte concrete a breve, l’ormai storica azienda Italtel rischierà di ridurre drasticamente la propria attività già duramente tagliata negli anni scorsi. In questa settimana verranno analizzate le proposte d’acquisto o di partecipazione che l’Italtel ha fino ad ora ricevuto ed entro l’8 settembre il Cda delibererà sul futuro della società controllata da Exprivia (81%) e partecipata da Cisco (19%). Da alcune indiscrezioni potrebbero essere già in atto alcuni contatti con la Sirti e l’Ericsson di cui fa parte Sielte Spa. Oltre a queste due più blasonate società telefoniche ci sarebbero altre 4 aziende che stanno sondando il terreno per capire i margini d’acquisto.

La sede della storica azienda telefonica.

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Sempre da quanto trapela in queste ore concitate una di queste offerte sarebbe per l’intero perimetro aziendale, le altre solo per alcune parti. Qualora, invece, le trattative andassero male sarebbero più di 600 i lavoratori a rischiare il fine lavoro. L’Italtel tra il 2018 e il 2019 ha subito una decrescita importante, motivata dall’Ad Stefano Pileri:

“…Se nel 2018 ci eravamo occupati principalmente di high level design su 6mila Comuni – ricordava Pileri – nel 2019 ci siamo concentrati sulla progettazione esecutiva con tutte le complessità tecniche e amministrative che questa si porta dietro. Gli enti locali necessitano di una documentazione molto dettagliata per rilasciare permessi. Non a caso il Piano Nazionale Banda UltraLarga (Bul) sta affrontando tutta una serie di difficoltà di roll-out…”.

Stefano Pileri

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Tra i grandi assenti alla trattativa c’è il Mise, che a più riprese aveva assicurato la partecipazione attiva alla vicenda. L’Italtel rappresenta una dei pilastri fondamentali dell’industria italiana, permettere che vada a finire in mani non responsabili sarebbe non solo un grave delitto ma rappresenterebbe soprattutto un suicidio economico. I sindacati hanno ricordato al ministro i suoi impegni sollecitando un intervento del governo. 

Stefano Patuanelli

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…Dopo oltre un mese dall’ultimo incontro – dichiarano Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e Roberta Turi, coordinatrice Italtel per la Fiom-Cgil nazionale – al Mise e dopo tre giorni dalle proposte di acquisizione di Italtel, non è stato ancora convocato nessun confronto con l’azienda e le organizzazioni sindacali. Il Governo aveva preso l’impegno di valutare con un intervento pubblico, a fronte della richiesta dei sindacati, per scongiurare lo smembramento di Italtel, che rappresenta un patrimonio industriale italiano delle comunicazioni fondamentale. Ma alle parole non sono seguiti i fatti e il Governo non sembra si stia occupando della questione. Chiediamo cosa si intenda quando si parla di impegno e di strategia del settore delle telecomunicazioni. È necessaria una convocazione urgente da parte del Governo del tavolo di confronto annunciato. Di fronte all’inerzia della politica, il Cda di Italtel si riunirà a giorni per decidere senza alcuna garanzia quindi di salvaguardia dell’integrità aziendale e dei posti di lavoro…”.

I lavoratori Italtel da anni in agitazione.

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