SESTO SAN GIOVANNI – IN MACELLERIA PER COMPRARE LA COCAINA. ARRESTATI PUSHER.

Sgominato un bel giro di spacciatori che avevano messo su una rivendita di cocaina piuttosto fiorente all'interno di una macelleria. Il titolare, prima di cedere la droga, si faceva un giretto in monopattino per vedere se ci fossero o meno scocciatori in uniforme nei paraggi. Arrestati in 10, due sono latitanti all'estero.

I carabinieri impegnati nell'operazione

Sesto San Giovanni – Nelle province di Milano, Monza e Pavia i militari del Comando Provinciale di Milano, hanno arrestato per spaccio 12 persone, di cui 8 marocchini, 3 italiani ed un venezuelano di età compresa tra i 24 ed i 64 anni. Le indagini, avviate ad ottobre dalla stazione Carabinieri di Sesto San Giovanni insieme alla sezione Operativa della Compagnia, sono state avviate in seguito a varie segnalazioni di famiglie disperate e preoccupate per la diffusione di cocaina tra i propri figli. Da quelle indagini è così emersa la presenza di un gruppo criminale dedito appunto allo spaccio di cocaina.

La base operativa del gruppo era una macelleria etnica nel comune di Monza, luogo in cui i principali indagati trasportavano la droga per consegnarla ai “clienti” che la ricevevano dopo trattative svolte proprio in macelleria non prima che il responsabile avesse compiuto, a bordo di un monopattino, un giro di controllo dell’isolato per verificare che non “piovesse”, ovvero che non ci fossero sbirri a rompere le uova nel paniere. A capo del gruppo c’erano tre componenti della famiglia del macellaio, che poi usava altre 4 persone per la fornitura della coca nascosta in un garage nel comune di Concorezzo, provincia di Monza Brianza.

La rete di spaccio tra Monza e Sesto San Giovanni

I carabinieri sono riusciti ad identificare i responsabili di ben 150 episodi di detenzione e spaccio di stupefacenti nei comuni di Monza, Sesto San Giovanni e Milano, attività che fruttava profitti settimanali rilevanti ai quattro spacciatori. Cinque persone sono state arrestate in flagranza di reato con  le accuse di detenzione di armi da fuoco clandestina e spaccio di sostanze stupefacenti. La vendita di droga avveniva avvalendosi di un gergo ad hoc per identificare i quantitativi richiesti (“uno schiaffo”, “un pugno”, “una sberla”). Sempre gli uomini dell’Arma hanno recuperato e sequestrato tre chili di cocaina ed una pistola con matricola abrasa.

Dei dodici criminali ne sono stati rintracciati e fermati solo dieci, considerando che gli altri due sarebbero “fuggiti” all’estero. Durante le operazioni, che hanno visto coinvolte anche le unità cinofile del Gruppo Carabinieri di Orio al Serio è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, anche un italiano di Monza, classe 1971: aveva ben 50 grammi di cocaina.