SAVONA – PUO’ DIRE MESSA UN PRETE PEDOFILO? PER LA CHIESA SI.

Il Vescovo dice che il sacerdote ha pagato il suo debito con la giustizia italiana, è stato anche in carcere ed è interdetto dai pubblici uffici. La Chiesa nel suo ambito è sovrana, c'è stata l'assoluzione del tribunale ecclesiastico che è molto severo dunque don Massaferro può dire messa. Amen

Borghetto Santo Spirito – Nel dicembre scorso Papa Francesco aveva abolito il “segreto pontificio” sui casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti sui minori. L’articolo 1 del provvedimento recita, infatti, che non sono coperti dal segreto pontificio le denunce, i processi e le decisioni riguardanti i delitti in materia di abusi su minori. Gli articoli successivi seguono a ruota con quella che può essere considerata una vera e propria riforma della Chiesa di Roma nella lotta alla pedofilia all’interno degli ambienti ecclesiastici che, per secoli, ha avuto come complici proprio le alte sfere vaticane e le curie. Papa Francesco, con la sua tolleranza zero e la condanna dei rivoltanti reati che si sono consumati e si consumano dentro le parrocchie e negli oratori, ha inteso dare uno stretto giro di vite a chi si macchia di simili atrocità sui minori ma non tutti sarebbero del suo stesso avviso.

Papa Francesco e la sua tolleranza zero contro la pedofilia nell’ambito ecclesiastico. 

Infatti don Luciano Massaferro, 54 anni, detto don Lu, ex parroco della chiesa di San Vincenzo e San Giovanni di Alassio, condannato per pedofilia con sentenza definitiva, era già tornato a dire messa nel circondario di Albenga poco meno di due anni fa. Da qualche mese il prete ha continuato ad officiare il suo ministero dietro l’altare della chiesa di Sant’Antonio da Padova a Borghetto Santo Spirito ma qui, fra il silenzio dei parrocchiani, qualcuno ha deciso di denunciare il fatto all’associazione Rete L’Abuso, che si occupa delle vittime di abusi sessuali nel clero.

Don Luciano Massaferro, detto Don Lu.

Ma com’è possibile che un prete pedofilo torni a conferire i sacramenti? Il sacerdote in questione è sì un pedofilo per la legge italiana ma non lo è affatto per la legge del Sacro Soglio. Il tribunale canonico, pur prendendo atto della condanna penale definitiva in Cassazione e di quella in sede civile, aveva avviato un proprio processo che si è concluso con l’assoluzione.

Don Lu durante il trasferimento in carcere.

I giudici della Curia competente, diretta dal cardinale e arcivescovo metropolita di Genova monsignor Angelo Bagnasco, nel luglio del 2018, avevano deciso di riabilitare in toto don Massaferro con la seguente motivazione:”…In quanto non consta che egli abbia commesso i delitti a lui ascritti…”. Don Lu riconosciuto colpevole di molestie sessuali ad una ragazzina di 12 anni nel 2009, era stato condannato a 7 anni e 8 mesi poi ridotti a 6 anni e quasi del tutto scontati in carcere. L’uomo, che da sempre si è professato innocente, è stato condannato anche al risarcimento del danno alla parte civile. I genitori della ragazzina sarebbero stati costretti a fuggire da Alassio per rifugiarsi in altra città onde sottrarsi ai seguaci di don Lu che avevano minacciato ritorsioni.

Monsignor Angelo Bagnasco.

 Anche il sindaco di Borghetto, Giancarlo Canepa, 48 anni, ha chiesto spiegazioni al vescovo di Albenga monsignor Guglielmo Borghetti che non ha tardato a rispondere:”…Il sacerdote ha pagato il suo debito con la giustizia italiana – ha detto Borghetti – è stato anche in carcere ed è interdetto dai pubblici uffici. Non sarà nominato parroco. Però la Chiesa nel suo ambito è sovrana, c’è stata l’assoluzione del tribunale ecclesiastico che è molto severo. Don Massaferro può dire messa. Non ha una chiesa fissa e si è prestato a celebrare dovunque mancasse un prete…”.

Francesco Zanardi, presidente Rete L’Abuso. 

La patata bollente è poi passata nelle mani di Francesco Zanardi, presidente di “Rete L’Abuso”,  che ha annunciato battaglia a colpi di carta bollata:”…Cosa ne penserà la famiglia della vittima? – aggiunge Zanardi – al di là degli appelli di tolleranza zero di Papa Francesco è certo che Borghetti, teoricamente mandato per fare pulizia nella diocesi dello scandalo, di pulizia ne ha fatta davvero poca e anche male… Stiamo preparando un’istanza alla Procura di Savona per chiedere che venga verificato il rispetto della normativa preventiva a tutela dei minori. Vogliamo sapere se il prete è controllato nelle sue attività e da chi perché non può tornare in contatto con i ragazzini…”.

Giancarlo Canepa, sindaco.

Il primo cittadino Canepa ha comunque chiesto un appuntamento al vescovo di Albenga per saperne di più. Poi le restrizioni derivate dalla pandemia hanno bloccato le celebrazioni liturgiche ma la situazione pare sia rimasta invariata.