SARA’ IL PROSSIMO PAPA?

Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, è stato chiamato a guidare l’ex Propaganda Fide. Una candidatura fortissima alla successione di Papa Francesco.

Si chiama Luis Antonio Tagle, ma si fa chiamare Chito. E’ l’arcivescovo di Manila (Filippine) e, da ieri, è anche il Prefetto per la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, quella che un tempo si chiamava Propaganda Fide, per espresso volere di Papa Francesco.

Il “Francesco Asiatico”, come viene già soprannominato Tagle, ha 62 anni e rappresenta una sorta di enfant prodige, se si considera l’età più avanzata di coloro che, solitamente, raggiungono posizioni di primissimo piano nelle gerarchie ecclesiastiche.

Nel suo nuovo ruolo, il cardinale sostituirà l’italiano Fernando Filoni (spostato all’Ordine del Santo Sepolcro), finendo così per confermare la sua straordinaria reputazione, che, già nel 2013, lo aveva fatto annoverare tra i cosiddetti “papabili”, anche se la bussola poi si orientò su Bergoglio.

Proprio Bergoglio, d’altra parte, ha in un qualche modo ratificato il successo dell’arcivescovo filippino, dal momento che, con una scelta decisamente irrituale, ha proceduto alla nomina nella giornata della festa dell’Immacolata Concezione, quasi a voler sottolineare una sorta di passaggio di consegne.

Tagle è molto amato in un Paese in cui la Chiesa Cattolica è ancora assai popolare. Con una politica vicina ai dettami di Papa Francesco, il cardinale ha d’altra parte saputo costruirsi una fama eccellente anche al di fuori dei confini nazionali. E’ un teologo autorevole e stimato, si è dottorato a Washington e, da adesso in poi, amministrerà uno degli asset centrali (anche dal punto di vista economico) della Chiesa romana.

Anche a voler considerare la vicenda con la dovuta cautela, non c’è chi nell’ambiente non consideri la nuova nomina come una mossa di Bergoglio per provare a preconfezionare la propria successione, muovendosi in netto anticipo rispetto a tutti gli altri. Un po’ come spesso accade negli ambienti accademici, si sta predisponendo una candidatura forte, per distacco superiore a tutte le altre, di modo che, agli occhi dell’opinione pubblica (interna ed esterna al Vaticano), diventi poi naturale e quasi automatico il passaggio di consegne, quando sarà l’ora. Al contrario, per questa via, risulterà molto più ostico il percorso di chiunque intenda ostacolare tale staffetta e formulare opzioni terze.

Che i gesuiti siano ottimi politici, d’altra parte, non lo scopriamo certo ora.