SALVINI-DE LUCA: IL DUETTO DA AVANSPETTACOLO CHE FA RIDERE L’ITALIA E TUTTA L’EUROPA.

Fra ciucci e matti da camicia di forza la politica italiana mostra il suo vero volto. Una faccia di cui vergognarsi. Insulti e parolacce, ecco di che cosa sono capaci i politici italiani. Il disgusto dilaga a macchia d'olio.

Incontenibile il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nei confronti di Matteo Salvini. L’occasione è ghiotta ed è quella della finale di calcio Napoli-Juventus. Polemiche e scaramucce tra i due politici che “non se le mandano a dire“, per quanto accaduto a Napoli dove la folla si è riversata in strada dopo la vittoria in finale di Coppa Italia contro la Juventus. Migliaia di persone appiccicate le une alle altre e senza mascherina, in barba alle norme su assembramenti e distanziamento sociale, hanno manifestato la propria soddisfazione come se insieme alla Juventus avessero battuto anche il Covid-19. Immagini sconcertanti che si sono trasformate inghiotta occasione per il capo della Lega che non ha perduto tempo nell’esternare il proprio dissenso, alla sua maniera ovviamente: “…Mi domando dov’era il signor De Luca, quello che voleva usare il bazooka contro i milanesi? – ha detto il leader del Carroccio –  Siccome hanno rotto le scatole a me per la distanza e la mascherina, qui c’erano migliaia di persone. Sono contento per loro ed è un bel segno per Napoli ma non possono condannare Salvini. Io lascerei più libertà…”. De Luca appena udite le parole di Salvini non ha atteso un attimo nel ribattere con la solita, tagliente e puntuale prosopopea da avanspettacolo: 

La festa dei tifosi del napoli dopo la partita

“…Primo, se uno organizza il 2 giugno a Roma con la Vispa Teresa (Meloni) una manifestazione in violazione di tutte le norme anti-assembramento – ha detto Masaniello con piglio da mattatore – e poi si permette di aprire bocca, vuol dire che questo esponente politico ha la faccia come il suo fondoschiena, tra l’altro usurato. Secondo motivo di ciucciaria, direbbe Eduardo: si fa un assembramento notturno e l’equino domanda al presidente della regione ‘che dici..?’. E’ giusto il caso di ricordare a questo somaro geneticamente puro che l’obbligo di garantire il rispetto delle norme nazionali riguarda il ministero dell’Interno e il prefetto. Il presidente della regione non c’entra niente. Infine, siamo di fronte ad atti di volgare sciacallaggio… Se avessimo criterio di strumentalità, noi Regione Campania avremmo dovuto dire parole di fuoco nei confronti di altre realtà del Nord e nei confronti di altri sistemi sanitari in cui si sono registrati morti a migliaia. Se fossimo stati sciacalli, continua De Luca, avremmo scatenato una campagna di aggressione mediatica nei confronti di altre realtà del Paese. Ma noi, diversamente dal Neanderthal, siamo persone civili e ribadiamo la nostra solidarietà ai nostri concittadini di altre parti d’Italia che hanno sofferto e affrontato tragedie inimmaginabili, guardiamo con spirito di coesione nazionale alle vicende dell’epidemia, ricordando che la Campania è stata la regione più rigorosa nel chiudere tutto quando c’erano le prime avvisaglie…”.

Lo sguardo vispo di De Luca

Subito dopo, durante un’intervista, Salvini ha ribattuto punto su punto: “…Sono con mia figlia e De Luca è l’ultimo dei miei problemi. Questo signore sarebbe anche divertente, se non fosse squallido, perché lui e Crozza fanno una bella coppia…” . Al di là del divertente siparietto e del tifo pro e contro l’uno o l’altro, la politica è un’altra cosa e non se ne parlerà nei libri di storia, ma solo nei cabaret…”. Salvini e De Luca, sostanzialmente, non sono affatto diversi. Anzi sono speculari. L’uno offende l’altro con una disinvoltura che sconcerta. Un comportamento davvero rivoltante e che dovrebbe essere censurato attesi i ruoli istituzionali che ricoprono i due politici sulla cui caratura culturale stendiamo un velo pietoso. Questa è la politica dell’anno del Signore 2020. In poche parole abbiamo ciò che ci meritiamo. Ed il futuro appare ancora più nebuloso. Che sfiga.