ROMA – VITALIZI: FATTA LA LEGGE, SCOPERTO L’INGANNO. POI LACRIME DI COCCODRILLO.

Anche una casalinga-parlamentare sarebbe in grado di redigere una legge. Basterebbe avvalersi degli esperti di Camera e Senato, dipendenti dello Stato, che sanno perfettamente come fare. Invece hanno fatto un pastrocchio, sicuri che sarebbe stato bocciato sul piano legislativo e di legittimità. Cosi è stato.

Roma – Risultato implacabile frutto di una visione distorta delle normative che regolano, direttamente ed indirettamente, il taglio dei vitalizi. Inutile l’ira del M5S che ne è stato l’ispiratore e di tutti gli altri partiti che piangono lacrime di coccodrillo. Difficile credere che soprattutto gli uffici che istruiscono una legge, peraltro contrastata come quella dei vitalizi, non erano al corrente dei mancati presupposti legislativi e dei necessari requisiti  giuridici che il provvedimento doveva contenere per non incorrere in alcuna censura. Questo pastrocchio se non impugnato con argomenti fondati, ripristina lo status quo, che vigeva precedentemente.

Vito Crimi. Lacrime di coccodrillo: sapevano che il provvedimento faceva acqua dappertutto. 

Così tutti, da destra a sinistra passando per il centro, sono contenti ed hanno il loro futuro assicurato dai benefici che “la casta” ha generato, abolito e fatto risorgere, mettendo in croce soltanto i componenti della commissione. È incredibile ma vero. Forse bastava un maggiore impegno, professionalità e rigore da parte dei legislatori (promotori dell’iniziativa) per evitare che la proposta venisse bocciata. Cosi facendo si è prestato il fianco a chi ha avuto pure ragione nell’impugnare una legge che faceva acqua da tutte le parti. Insomma a voler essere maliziosi pensiamo che chi ha scritto la legge sui vitalizi sapesse bene che sarebbe stata respinta. Il resto è palcoscenico e lacrime di coccodrillo. 

Tre voti a favore e due contrari, quelli dei senatori della Lega, Simone Pillon e l’ex Cinquestelle Alessandra Riccardi. Così la Commissione Contenziosa del Senato ribalta la decisione assunta con la delibera del Consiglio di presidenza che, nell’ottobre del 2018, aveva deciso il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari.

Simone Pillon

Immediate, e di segno opposto, le reazioni alla decisione: se da una parte Maurizio Paniz, ex deputato e avvocato che ha difeso nel ricorso la maggior parte degli ex senatori che hanno presentato ricorso, canta vittoria affermando che: “…E’ stato ripristinato lo Stato di diritto”, da altre parti si grida allo scandalo. Tutti, però, beneficeranno di tale risultato. Che calamità e disgrazia…!”

È vero la Commissione Contenziosa del Senato ha annullato, con un fendente, la delibera sul taglio dei vitalizi, ripristinando tematiche da clima elettorale di antica memoria, a propulsione grillina. Le affermazioni più gettonate sono state eclatanti: “…Ci provavano da mesi…” e “…Lo hanno fatto di notte, di nascosto…”, tuona così sia il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi ma non convince. Se vogliono fare davvero il repulisti dei vitalizi che facciano una legge come Dio comanda e bocciarla sarà davvero difficile. Per lo meno. 

Maurizio Paniz.

“…La delibera – argomenta invece Paniz – è stata annullata perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a cinque requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera. In primo luogo non deve essere retroattivo, mentre questo taglio lo era; in secondo luogo non deve avere effetti perenni, come invece li aveva la delibera; in terzo luogo non deve riguardare una sola categoria ma deve essere “erga omnes”, mentre qui si colpivano solo gli ex parlamentari; in quarto luogo deve essere ragionevole, mentre questo taglio raggiungeva l’80% degli importi; infine deve indicare dove vanno a finire i risparmi che non possono finire nel grande calderone del risparmio, e anche su questo punto la delibera era carente…Una soddisfazione professionale poiché non è stato difeso un privilegio ma un diritto ed in uno Stato di diritto questa è una vittoria di tutti…”.

Le proteste di piazza contro la casta.

Più cauto il commento del senatore di Forza Italia Giacomo Caliendo, che presiede anche la commissione:“…La commissione contenziosa del Senato ha accolto in parte i ricorsi e ha annullato la delibera sui vitalizi in alcune parti…”. È opportuno, pertanto, aspettare “…Di leggere le motivazioni…” per vedere se ci saranno eventuali impugnazioni. In ogni caso eccoci arrivati alla fine del primo giro di giostra. Le motivazioni del provvedimento saranno inoppugnabili. C’è da giurarci.