ROMA – TUTTI HANNO STRAVINTO: M5S CROLLATO, ITALIA VIVA NIENTE MALE. CONTENTI LORO

Adesso è il momento della digestione del risultato ma qualcuno ha già il mal di pancia. Tutti sorridono davanti alle telecamere ma c'è chi piange lacrime amare. Con il cavolo che hanno vinto tutti...

Roma – Tutti contenti e felici, almeno davanti alle telecamere. Adesso la vittoria va digerita nonostante qualcuno abbia già il mal di pancia. Per la sconfitta. I giorni successivi alle elezioni, infatti, servono per fare mente locale con l’esito delle urne e per una valutazione più serena ed approfondita. Però non sempre è così. Poche le variabili di diversità tra i leader degli opposti schieramenti. L’unico comune denominatore è che ogni partito ha migliorato la propria percentuale di consenso, indipendentemente dall’effettivo esito. Strano ma vero.

Così Renzi, per il suo partito, sbandiera ai quattro venti un risultato straordinario. Italia Viva, per la prima volta, si  è presentata alle urne ed è riuscita a strappare un 24%. Un traguardo strepitoso, dice don Matteo. Italia Viva, in Campania, ha battuto sette e mezzo mentre in Sardegna è cresciuta in maniera cospicua. In Val d’Aosta l’8% e non è poco. Ci si aspettava un po’ di più in Toscana ma il buon Matteo fiorentino si dichiara ugualmente felicissimo, soprattutto per la disfatta del Matteo di Pontida. Contento lui… La Toscana rimane saldamente nelle mani del centrosinistra con Eugenio Giani arroccato con forza al suo 48%.

Conte e Zingaretti, comunque, escono entrambi rinforzati da questa competizione elettorale. Probabilmente il segretario del Pd ha vinto la partita più difficile anche perché tutti davano la Toscana al centrodestra, con qualche riserva ovviamente. Invece in Veneto si è avuta conferma della forza elettorale del presidente Zaia, data per scontata. Ma in politica può sempre accadere tutto e il contrario di tutto. Zaia ha affermato la sua lista mentre quella di Salvini è caduta a picco. Adesso il buon Matteo del Carroccio dovrà vedersela con Zaia quando si prenderanno decisioni importanti, anche a Roma.

Zaia però smentisce su tutta la linea. Non cambierebbe nulla fra lui e Salvini: “...E’ la quinta volta che presento la lista, ed è la quinta volta che vengono fatti questi ragionamenti – dice Luca Zaiaquesta è una votazione fine a sé stessa e riguarda la mia amministrazione. Il tema politico si affronta con le elezioni politiche. Quando si svolgeranno le vere elezioni nazionali gli equilibri cambieranno…”. Salvini è avvisato e ne tragga le dovute conclusioni. Zaia però predica bene e razzola male. Infatti il governatore del Veneto si comporta già da leader nazionale commentando i risultati della Toscana dove la Lega, quella di Salvini ovviamente, poteva fare molto di più.

Per quanto riguarda la performance dei Pentastellati il discorso non cambia. Anche loro hanno vinto, dicono, ma ci credono solo loro. Il flop ha travolto il partito di Grillo che, dietro la lavagna, si sta leccando le ferite. Nonostante l’indubbia affermazione referendaria non abbia fatto da traino a regionali e comunali come i 5S si attendevano. Gli elettori che condividevano la politica di Luigi Di Maio & Company sono confluiti in Italia Viva, soprattutto, e in misura minore in tutti gli altri partiti. Fratelli d’Italia compreso.

È andata decisamente peggio anche in altri territori dove il Movimento aveva mietuto consensi su consensi nelle scorse politiche: “…Esito inferiore rispetto al passato – ammette Vito Crimi – bisognerà fare meglio…”. Meglio di che? Al Sud è andata male, praticamente assenti al Nord. E parlate di fare meglio? Cioè di scomparire del tutto? Sia in coalizione che da soli i risultati del M5S hanno segnato il passo quando non sono crollati. Una debacle da arrivederci e sogni d’oro.

Fratelli d’Italia, secondo copione, avrebbe vinto e stravinto strappando voti a destra e a manca, si fa per dire. Un trionfo per Giorgia Meloni che sogna accordi e coinvolgimenti al governo ma cosi non sarà. Si ha macinato qualche voto in più ma nulla di che. Tranne in Puglia dove la lista di Raffaele Fitto, prima FI poi FdI, è arrivata al 20%. Così la Giorgia de’ noantri si sente autorizzata a lanciare una sfida alla Costituzione italiana invocando il presidenzialismo. Poi c’è Forza Italia. O, meglio: c’è ancora Forza Italia? Silvio c’è. E, a sentirlo, ha vinto anche lui. 

 

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