ROMA – STATO D’EMERGENZA: SINO A FINE ANNO, C’E’ DA SCOMMETTERCI.

Roma – L’emergenza sanitaria  in Italia sarà prorogata fino al 31 ottobre oppure fino al 31 dicembre? Insomma come siamo messi? Niente di tutto questo. Spunta una terza ipotesi: non lo sarà, almeno cosi pare. La matassa ancora non si è dipanata del tutto.

La dichiarazione resa del premier Giuseppe Conte, lo scorso 10 luglio, di una probabile proroga dell’emergenza Covid-19 ha provocato una vera e propria esplosione di polemiche. Le opposizioni sono”insorte” contro questa”scellerata prospettiva” ergendosi a scudo difensivo dello Stato, tanto che lo stesso leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha tuonato come suo solito:”…Se il governo pensa di prorogare lo stato di emergenza a fronte di un’emergenza sanitaria ormai inesistente (dice lui), la Lega farà le barricate dentro e fuori il Parlamento…”. Barricate che sino ad oggi, ovviamente, non si sono viste. Al coro di voci contrarie si è aggiunta anche quella della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha dichiarato che l’Italia sarebbe l’unica nazione d’Europa a prendere una decisione simile.

Giuseppe Conte

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Mentre la maggioranza, fatta eccezione per alcune frange contrarie di Italia Viva e dello stesso Pd, attende la decisione del Parlamento, il mondo medico-scientifico appoggia pienamente l’eventuale prolungamento emergenziale in quanto la pandemia non è finita. Secondo il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, sussiste ancora la necessità di strumenti legislativi e istituzionali per agire in fretta contro i recenti, seppur contenuti, aumenti di contagi e focolai. “La proroga è assolutamente indispensabile” aggiunge Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza.

Roberto Speranza.

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Cosa accadrebbe, nello specifico, se dopo il 31 luglio non ci fosse più lo stato d’emergenza? Molti provvedimenti, adottati proprio in virtù dello stesso, rischierebbero di saltare, come ad esempio la disposizione che blocca i licenziamenti e lo stesso commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri che si sta occupando, attualmente, di acquisire gli strumenti necessari per rendere possibile la ripartenza dell’anno scolastico 2020-2021. Ma, in ogni caso, queste situazioni pendenti verrebbero sanate con un decreto legge appropriato che, probabilmente, porterà fino alla fine dell’anno lo smart working, l’uso obbligatorio della mascherina e il distanziamento sociale.

Domenico Arcuri

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D’altro canto, è anche vero che senza la condizione di emergenza il governo sarebbe sprovvisto di uno strumento rapido per attuare misure preventive, quali i Dpcm che, a seguito di polemiche da parte della maggioranza, sono stati ”parlamentarizzati“ nel cosiddetto” Decreto Covid”, quello che riunisce tutti i primi Dpcm sul lockdown. Incrociando i dati relativi ai report del Parlamento europeo si può affermare che ad oggi lo stato di emergenza, in senso stretto, vige ancora in Italia.

L’emergenza non è finita. Almeno cosi pare in un clima di estrema confusione.

Quasi tutti gli altri Paesi hanno proclamato la fine della misura: il primo a farlo è stato il Portogallo, l’ultimo il Lussemburgo. In altri, come ad esempio la Lituania, è in vigore lo stato di”situazione estrema” fino a data da destinarsi. E noi riusciremo a liberarcene? Una conferma definitiva si potrà avere al ritorno del presidente del Consiglio che in questo momento è impegnato a Bruxelles nei negoziati del Recovery Fund

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