ROMA – SINO AL 7 OTTOBRE NON CAMBIA NULLA. E COSI VIA A COLPI DI DECRETO

Il nuovo DPCM è una fotocopia dei diversi provvedimenti anti-contagio previsti da norme antecedenti o emanate dal ministero della Salute. Le novità si contano sulle dita di una mano.

Roma – Sono prorogate fino al 7 Ottobre le misure anti-Covid contenute nel Dpcm del 7 agosto scorso. È quanto dispone il provvedimento firmato dal presidente del Consiglio il 7 settembre scorso e già pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. In pratica sono riconfermate tutte le misure anti-contagio a partire dalle tre regole d’oro che ci seguono dall’inizio dello stato di emergenza. E che si ripetono dappertutto con ossessionante cadenza: igiene delle mani, distanziamento di 1 metro almeno, utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi, accessibili al pubblico e laddove non sia possibile garantire il mantenimento del distanziamento sociale.

Una firma e via sino al 7 ottobre

Il Decreto, in sostanza, conferma innanzitutto le regole di comportamento già vigenti. L’unica vera novità consiste nella generalizzazione dell’obbligo di indossare la mascherina nell’orario che va dalle 18 alle 6 nei luoghi aperti al pubblico dove c’è il rischio di assembramenti, in poche parole i luoghi cosiddetti della movida.

In effetti il Decreto recepisce l’ordinanza emanata dal ministro della Salute subito dopo Ferragosto. In tali orari la mascherina dovrà essere indossata negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico, nonché negli spazi pubblici, cioè piazze, slarghi, vie del centro e lungomari. In definitiva in tutti i luoghi ove, per le caratteristiche fisiche dell’ubicazione, sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea ed occasionale.

Sono state confermate le chiusure delle discoteche. Così locali e sale da ballo resteranno chiuse per tutto il mese di settembre ed anche gli stadi non potranno accogliere il pubblico. Le partite di calcio continueranno a giocarsi a porte chiuse. Il nuovo Dpcm recepisce inoltre anche le prescrizioni contenute nell’ordinanza del ministro della Salute sui viaggi di rientro compreso l’obbligo di quarantena per chi arriva dalla Romania e dalla Bulgaria.

Tra le poche novità, rispetto al precedente documento del 7 agosto scorso, c’è l’autocertificazione per l’ingresso in Italia per i passeggeri provenienti da Paesi finora “off limits“. La dichiarazione serve per attestare la residenza presso una persona fisica, anche non convivente, con la quale, però, vi sia una stabile relazione affettiva. L’autocertificazione servirà anche per le comunicazioni all’Asl e sarà obbligatoria una quarantena di 14 giorni. Limite questo che potrebbe essere ridotto da un successivo provvedimento qualora gli scienziati siano dell’avviso.

Il provvedimento conferma anche il divieto di ingresso dagli Stati inseriti nella “black list” che attualmente comprende 16 Paesi. In ogni caso chi rientra dall’estero dovrà sottoporsi a tampone obbligatorio se proviene da Paesi a rischio come Spagna, Malta, Grecia e Croazia. È concesso il ricongiungimento delle coppie internazionali che finora erano rimaste separate a causa dei divieti di ingresso in Italia. Infatti adesso chi si trova all’estero potrà entrare in Italia per raggiungere la persona con cui ha una stabile relazione affettiva, anche se non convivente.

Limitazioni sui mezzi pubblici

Per quanto riguarda il trasporto locale si potrà occupare solo l’80% dei posti passeggeri su autobus, tram, metropolitane (sui vagoni della linea M1 metro-Milano sono in via di dismissione cartelli e segnali di distanziamento, ndr)  e treni regionali. Taxi esclusi. Dovranno però essere garantiti efficaci sistemi di aerazione e ricambio dell’aria. Una regola importante e necessaria, soprattutto, in vista dell’imminente riapertura delle scuole dove è già previsto che gli scuolabus potranno viaggiare pieni ma solo se la permanenza a bordo dei ragazzi non supererà i 15 minuti. E con finestrini aperti, anche d’inverno, a tempi intervallati.

Capienze ridotte e finestrini aperti anche d’inverno

In caso di traffico o impedimenti viari l’unica certezza, salvo altre interpretazioni spregiudicate, sarà l’abbandono del mezzo sulla pubblica via con relativo fuggi, fuggi generale. Battute a parte si spera, per lo meno, che venga prevista una corsia preferenziale.

 

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