ROMA – PFIZER TRADISCE GLI IMPEGNI: ENTRO L’ESTATE PRONTO IL NOSTRO REITHERA

Le premesse con Pfizer erano già precarie ma dopo questo nefasto annuncio la casa farmaceutica non si smentisce. Speriamo che gli altri vaccini siano distribuiti a tappeto in attesa di quello interamente italiano che sembra davvero il migliore.

Roma – A pochi giorni dalla notizia che l’Agenzia italiana del Farmaco ha autorizzato il secondo vaccino sviluppato da Moderna, arriva l’ennesima doccia gelata nella lotta alla pandemia. Pfizer, uno dei produttori dei due vaccini sin qui approvati dall’Unione europea, ha annunciato che a partire da oggi sarà tagliata del 29% la fornitura di vaccini all’Italia.

L’improvviso annuncio della riduzione delle dosi del siero per problemi di produzione, ha provocato le ferme rimostranze del commissario Domenico Arcuri, che si è detto pronto “a tutelare la salute degli Italiani in ogni sede”.  Anche quella legale.

Domenico Arcuri

Arcuri ha altresì annunciato che analoga comunicazione è stata data a tutti i Paesi della UE ma, almeno in questo caso, non è che ci sia da gioire per il mal comune. Come la Francia che ha già affermato di dover rivedere il ritmo delle vaccinazioni a causa del forte calo atteso delle forniture del vaccino americano. L’Italia e altri Stati europei dovranno a questo punto ridefinire lo schema delle vaccinazioni.

Pfizer e Biontech, dal canto loro, hanno fatto sapere di avere pronto un piano per aumentare la capacità di produzione in Europa nel secondo trimestre. Già dal 25 gennaio si dovrebbe tornare al programma originale con un aumento delle consegne a partire da metà febbraio. O giù di lì.

Staremo a vedere se quanto comunicato dai colossi farmaceutici corrisponderà a verità, mentre già si fa strada l’ipotesi dell’inaffidabilità se non addirittura del ricatto. E per Pfizer le premesse ci sarebbero state tutte.

Pfizer: problemi di produzione. Sarà vero?

Con molta probabilità invece la decisione di inviare meno fiale potrebbe essere determinata dal fatto che le forniture commissionate e acquistate dai vari Paesi sono computate in dosi e non in fiale. Questione di vocaboli o di interessi più onerosi?

All’interno di ogni fiala sono risultati presenti e adoperabili ben 6 dosi di vaccino, contro le 5 inizialmente previste. La fortissima pressione produttiva potrebbe aver fatto decidere Pfizer a consegnare un numero inferiore di fiale dalle quali ricavare le successive dosi.

Ci sono già regioni virtuose come la Campania che, utilizzando interamente il contenuto, rispetto a quanto previsto, sono riuscite ad andare ben oltre il 100% delle somministrazioni. Di contro c’è il rischio di non poter utilizzare interamente le 6 dosi lasciando un residuo inutilizzato.

La sede dell’Ema.

L’Ema, l’Agenzia europea per i Medicinali umani (e successivamente l’Aifa italiana), pur indicando di procedere all’estrazione di sei dosi per ciascuna fiala, aveva raccomandato di non “raschiare il fondo” mischiando residui di fiale diverse.

Quale che sia la verità sulle motivazioni, il taglio delle consegne potrebbe causare gravi conseguenze anche in considerazione dei richiami che devono essere effettuati dopo 21 giorni. In via precauzionale sono state annullate le prenotazioni per la somministrazione della prima dose previste nei giorni 18,19,20 e 21 gennaio, mentre continuano ad essere somministrate le seconde dosi come da calendario.

Per fortuna nessun intoppo per la distribuzione del vaccino di Moderna, le prime somministrazioni, come annunciato, sono state programmate per oggi 18 gennaio. La speranza è ora affidata al vaccino sviluppato da Irbm Pomezia e l’università di Oxford, prodotto da AstraZeneca, che ha già ricevuto il via libera dalle autorità britanniche il 30 dicembre ed è stato autorizzato anche in India, Marocco e diversi Stati dell’America latina.

La sede di Irbm a Pomezia

La risposta dell’Ema potrebbe arrivare entro fine mese. Per quanto ci riguarda speriamo il nostro vaccino ReiThera sia pronto prima dell’estate e che i piccoli slittamenti delle somministrazioni causati da Pfizer non pregiudichino l’obiettivo di tornare al più presto ad una vita nomale e a una ripresa dell’economia.

Pare che il nostro “sieromade in Italy produca anticorpi subito dopo la somministrazione, è realmente efficace, verrà inoculato in un’unica dose, si conserverà a temperature da frigorifero domestico e sembra che abbia effetti collaterali trascurabilissimi.

Il grande staff di studiosi che lavora sul vaccino italiano ReiThera

Anche quello prodotto a Cuba sembra sia a buon punto e verrà distribuito gratuitamente dal governo sia alla popolazione locale che ai Paesi di tutto il mondo che ne faranno richiesta.  

 

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