ROMA – NASCE ITALEXIT SULLE CENERI DEL PRIMO MOVIMENTO 5 STELLE: SEGUIRA’ DI BATTISTA?

Un tentativo di costruire un Paese improntato sul “socialismo di mercato” in stile Boris Nikolaevič El'cin? se cosi fosse potrebbe anche riuscirci ma se l'aiutasse Di Battista, la strada sarebbe spianata.

Il nuovo soggetto politico di Paragone.

Roma – In questi mesi è stato tra i politici antieuropeisti più attivi. Tramite dirette su Facebook o messaggi su Twitter, l’ex del Movimento 5 stelle Gianluigi Paragone ha incendiato il dibattito politico italiano. Nelle ultime ore, inoltre, ha presentato una nuova formazione politica, che si prefigge l’obiettivo di dialogare con i “…Delusi dal populismo…”.

Giuseppe Conte, a più riprese bersagliato da Paragone

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Un partito che non si riconosce né nella destra né nella sinistra ma che lega il suo atto costitutivo a una sola prerogativa: portare l’Italia fuori dell’Unione Europea. Il partito, dall’inequivocabile nome Italexit, è stato presentato  alla Camera dei Deputati insieme alla prima candidata: Monica Lozzi, presidente del VII municipio di Roma che un giorno fa ha lasciato ufficialmente (e la lista si allunga a dismisura) il Movimento di Grillo per poi correre a sindaco di Roma alle prossime amministrative. Gianluigi Paragone, che ha abbandonato i pentastellati dopo essersi rifiutato di votare la legge di bilancio del Conte II, non ha mezze misure e attacca frontalmente il suo vecchio partito: “…Senza sapere cosa vuol dire, è diventato neoliberista…”. Ma non solo, Paragone ammonisce anche sul comportamento della Lega che a suo dire, sembrerebbe strizzare l’occhio per una presidenza a Draghi, ovvero colui che viene descritto come “…Un campione di neoliberismo politico…”.

Monica Iozzi

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Paragone e Lozzi puntano, dunque, a improntare la propria campagna elettorale sulla rottura del Patto di Stabilità e dei vincoli di Maastricht che, come rondini a primavera, in ogni campagna elettorale vengono criticati dalla maggior parte delle compagini politiche. Allora in cosa si differenzia questo nuovo esperimento politico? “…In realtà l’unico partito politico che mancava era proprio questo – confessa Paragone – tutti gli altri partiti, infatti, pensano di restare nella Ue e di correggerla, ma per me è inutile, oltre che impossibile…”.

A livello ideologico il neopartito si basa principalmente su una visione macroeconomica con delle forti tendenze al sovranismo. Secondo il manifesto dell’ex pentastellato, un maggiore interventismo statale nell’economia, la salvaguardia dei prodotti e dei lavori italiani, non potranno mai avvenire fino a quanto non si rinuncerà all’euro e ai parametri di Maastricht. Sono proprio questi due ultimi elementi che secondo Paragone hanno condotto al declino economico italiano nell’ultimo decennio. Solo tornando a stampare carta moneta e compiendo massicci investimenti pubblici si potrà invertire la tendenza e ritornare a crescere.

Secondo Paragone la comunità europea è alla base della regressione economica italiana
Secondo Paragone la comunità europea è alla base della regressione economica italiana

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Una sfida difficile quella del neo-partito che tenta di unire elementi di Keynes alla molto più basilare propaganda salviniana, senza però dimenticare quella trasversalità grillina nella società. Paragone si basa su quella che comunemente viene chiamata la Modern Monetary Theory. Secondo questa teoria economica, il deficit di bilancio non è un problema finché c’è piena occupazione nell’economia. Ciò che conta veramente è tornare al cambio flessibile e all’indipendenza della Banca d’Italia, distruggendo il vincolo esterno con l’Europa. Il resto verrà dopo.

Tra gli autori del manifesto di Italiaexit risulta obbligatorio citare il celebre scrittore e influencer no euro Thomas Fazi, il quale nell’ultimo biennio ha cambiato più volte maglia, passando dai think tank populisti di sinistra con Stefano Fassina alla collaborazione con Paragone.

Stefano Fassina

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Al momento Alessandro Di Battista sembrerebbe esterno al progetto ma non è detto che Paragone non tenti in qualche maniera di arruolare il più celebre e seguito dei dissidenti grillini. Qualora anche Di Battista dovesse seguire Paragone in questo tentativo di costruire un Paese improntato sul “socialismo di mercato” in stile Boris Nikolaevič El’cin, allora le p, allora le possibilità di Italexit di concorrere a qualche carica istituzionale diventerebbero più che concrete. 

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