ROMA – MENO MALE CHE SILVIO C’E’: DA 25 ANNI I SOLITI REFRAIN E LE LETTERE DEL CAVALIERE

Il collante del centrodestra dovrebbe rimanere ancora lui, nonostante siano passati più di 25 anni dalle glorie azzurre. Oggi Berlusconi ripete i suoi metodi di comunicazione e si ritiene certo di sfondare in diverse regioni e comuni del Bel Paese. Contento lui.

Il Cavaliere irresistibile.

Roma – “…Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’ e, siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò...” Intonava, nel 2002, Lucio Dalla in una memorabile canzone sempre bella ed attuale. Ma è anche l’incipit con il quale quasi tutti i candidati alle elezioni inondavano i cittadini, anni addietro, attraverso le cassette postali di ogni condominio del Bel Paese, di lettere pubblicitarie, volantini e immaginette per sponsorizzare il partito e il candidato in lista. Da tempo tutte queste cose sono state superate da altre forme di pubblicità non meno aggressive quali mail, sms, chat, Facebook e pubblicità su tutti i social-network e diversi quotidiani, rigorosamente online. Certo oggi sentire parlare di “lettere di carta” sembra anacronistico. Ma nonostante tutto c’è ancora chi utilizza questo mezzo per avviare una campagna elettorale, nelle regioni dove si vota, per presentare il proprio programma elettorale e, soprattutto, per ringraziare ogni singolo candidato che abbia deciso di entrare in lista.

Manifesti e immaginette elettorali.

 

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Il Re della lettera agli Italiani rimani uno solo: Silvio Berlusconi e la sua Forza Italia. Stavolta il Cavaliere ci riprova e in una lettera, rigorosamente di carta e con affrancatura virtuale inviata ai candidati azzurri, il leader azzurro ha rivendicato l’anima moderata ed europeista del suo partito, descrivendolo come il “collante moderato e responsabile della coalizione di centrodestra“. La verità è che una parte della classe dirigente di Forza Italia è spaesata e a disagio nella coalizione monopolizzata da Matteo Salvini e Giorgia Meloni e vorrebbero smarcarsi. Ma le attuali percentuali di consenso non permettono alcuna manovra. Però ci tentano. E potrebbe essere l’ultima volta.

Inossidabile…

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Poiché una vittoria del centrodestra nelle Regioni chiamate al voto potrebbe essere l’elemento capace di indebolire ulteriormente l’asse tra Pd e M5S, Berlusconi essendone consapevole ha deciso di impegnarsi attivamente per trainare la coalizione al successo. Infatti l’ex premier ha scritto ai candidati azzurri in vista delle Regionali e delle amministrative rivendicando l’anima non estremista del partito:

“…Chi vuole che il centrodestra non soltanto vinca – ha scritto Berluscama sia in grado di governare in modo efficiente, con buonsenso, con capacità, con esperienza, guardando all’Europa, all’innovazione, al futuro, non può che scegliere Forza Italia che è il collante moderato e responsabile della coalizione…”.

Come novello Gian Burrasca l’irridente Berlusconi, come se il tempo non fosse passato, cerca di marcare la propria presenza e guidare il centrodestra come ai tempi d’oro quando la Lega di Bossi, nata nel 1984, si attestava su percentuali intorno all’8% e An (l’attuale FdI e prima ancora PdL) a circa il 15% mentre FI, nata nel 1994, era il primo partito nazionale. Tempi che furono e che non torneranno.

Proprio come il “batacchio” della campana quando suona, nella lettera Berlusconi ribadisce che Forza Italia è l’unico movimento in Italia che ha nel proprio Dna valori assoluti come libertà, garantismo, cristianesimo ed europeismo. Per questo l’ex premier invita chi vuole cambiare l’Italia in senso liberale a scegliere FI. Il leader azzurro, con un bisticcio di parole che piace, ha spiegato che proprio questo colore, oggi come sempre, rappresenta la forza politica determinante per il successo del centrodestra. Lo sarebbe sul piano numerico, in quasi tutte le realtà, ma anche sul piano politico. Berlusconi non si ferma alle analisi, oltre al proprio incoraggiamento, offre ai candidati anche consigli di comunicazione su come condurre la campagna elettorale. E lui, in questo, rimane insuperabile, inossidabile nel tempo:

Carta e non mail. Tanto al 50% degli italiani non frega nulla della politica…

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“…Devi tener presente – ha spiegato l’imprenditore milanese nella sua lettera ai candidati – che almeno il 50% degli italiani non sa nulla e non vuol sapere nulla della politica italianaNoi portiamo nel governo delle Regioni e dei comuni la nostra esperienza politica ma anche la nostra esperienza di vita nel lavoro, nelle professioni, nell’impresa, nella cultura, nel sociale, nelle amministrazioni locali. È proprio in base a questi criteri che abbiamo scelto i nostri candidati e posso dire con orgoglio che oggi rappresentano il meglio dell’offerta politica...”.

Poi il Cavaliere conclude la missiva al solito suo. Galante e anfitrione quando si parla di donne. Specie se giovani e belle:”…Soprattutto perché per sposare una giusta causa politica, la nostra, moltiplicherai i tuoi già numerosi impegni di donna, di madre, di lavoratrice...”.  Certo ci vuole un grande coraggio nel continuare a ripetere sempre le stesse cose da oltre 25 anni.

Ma il vero dramma è che in questo contesto politico, con gli attuali leader di partiti e le stesse coalizioni, 5 Stelle a parte, sembrano messaggi ancora moderni e attuali. Come per magia e in assenza di fantasia. E che dire della forma? Più elegante la formula della lettera, anche se vetusta, anziché l’uso smodato dei social e delle fake-news che condizionano “l’utente” mettendolo in confusione. Insomma tutto questo per dire Meno male che Silvio c’è (già cantata mi pare) e che sarà ancora una volta protagonista. Finale scontato (già detto anche questo). E allora ditelo…

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