ROMA – MELONI ALL’ARREMBAGGIO. CONTE METTE PAURA PER RINVIARE LE ELEZIONI

Le elezioni, tanto invocate dal centro-destra, non sono una priorità per il governo Conte che sembra volerle rinviare, per colpa della pandemia, ovviamente. Giorgi Meloni pensa male ma pare c'azzecchi.: non vogliono le urne perchè per loro è finita.

Giorgia Meloni

Roma – L’Avvocato del popolo fa politica e sponsorizza i 5 Stelle e Pd. Guai a chi non vota i partiti della maggioranza. Parola di Conte. Di Giuseppe Conte. Infatti il trionfo declamato a Bruxelles può diventare, giorno dopo giorno, una vittoria di Pirro. Bisogna attendere. A smontare gli entusiasmi per i miliardi del Recovery Fund è lo stesso Paolo Gentiloni, commissario europeo all’economia. Così parte l’attacco diretto contro l’Avvocato del popolo da parte della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che non le manda a dire:

Paolo Gentiloni.

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“…Il commissario europeo all’Economia Gentiloni smentisce le nostre più rosee previsioni – grida Meloni come a Campo de’ Fiori – e dice che le risorse del Recovery Fund arriveranno nella seconda metà del 2021. Un’altra conferma che in Europa non è stato ottenuto quel trionfo che ci racconta la maggioranza giallorossa e che la questione dei tempi, oltre a quella delle condizioni, rimane uno dei punti più critici dell’accordo raggiunto nel Consiglio europeo...”.

Per dovere di cronaca bisogna dire che mai nessuno ha affermato, almeno da parte dell’attuale maggioranza, che le risorse Ue sarebbero arrivate subito. Anzi sin dal primo momento era cosa risaputa che se ne sarebbe parlato nel 2021 e che, comunque, quello stipulato era un buon accordo a condizione che le generazioni future non dovessero pagarne le conseguenze.

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Dunque Meloni toppa di brutto. E in ogni caso il problema non è questo. Purtroppo le elezioni regionali sono vicine e la “campagna elettorale” impazza. Tanti saranno gli attacchi reciproci da parte di entrambi gli schieramenti. Dobbiamo solo verificare ciò che ci viene propinato da tutti i partiti. “Occhio vivo e antenne tese” dunque, e non ci vuole altro. Facile in un momento di grande fragilità e sofferenza economica, per l’Italia, sollevare indignazione e paure, molto spesso infondate.

Infatti a causa delle aziende che chiudono, dei tanti italiani che perdono il lavoro, le famiglie che non ce la fanno ad andare avanti, ci troviamo veramente in una situazione difficile. Ma la Meloni continua per la sua strada ripetendo le stesse identiche cose che aveva già ripetuto nei mesi scorsi: “...L’emergenza è ora, non tra un anno o due, quando non ci sarà quasi più nulla da salvare…“. Gentiloni, insiste la leader del partito di destra, in un’intervista ha ammesso che i 209 miliardi tra fondi e prestiti cominceranno ad arrivare nella seconda metà del 2021 e che, secondo il commissario europeo all’Economia, bisogna prendere subito il Mes. Che in quanto a condizioni l’accordo europeo nasconde più di un’insidia:

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“… Altro che Coronavirus – grida con indignazione Meloni – il governo Conte vuole metterci paura per conservare sè stesso. E cosa c’è di meglio che diffondere la paura? Multano i commercianti ma poi permettono ai clandestini di scappare non sapendo nemmeno se sono contagiati…”.

In poche parole alla pasionaria di FdI non sono piaciute le parole del premier su come saranno distribuiti i soldi del Recovery Fund. Soprattutto quando Conte ha fatto intendere che “converrebbe” ai cittadini di sostenere i partiti della maggioranza perché così i soldi dell’Europa e del fondo garantito dalla Commissione UE verranno meglio spesi. E arriveranno più copiosi nelle regioni dove si vota. L’indignazione per simili presunte affermazioni, consente di creare una tempesta elettorale perfetta. Sempre che Conte si faccia cogliere in fallo.

Il professor Walter Ricciardi

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Certamente il nervosismo incontrollato di Giorgia Meloni sembra derivare dalla paura che le elezioni regionali vengano rinviate, per motivi di sicurezza, a causa del Covid-19. In particolare per un aumento dei contagi. L’ipotesi era stata resa pubblica da Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute, che ha dichiarato tutto il suo pessimismo: “…Se la circolazione dei virus aumenterà ulteriormente, sia la riapertura delle scuole del 14 settembre che le elezioni del 20 e 21 settembre potrebbero essere messe a rischio…”.

Strake al governo Conte.

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Parole che avevano suscitato enormi polemiche tanto che poco dopo lo stesso professore aveva goffamente tentato di rimediare spiegando che il suo pensiero era riferito ai Paesi stranieri. Comunque la semplice possibilità di un rinvio ha creato un grande caos mediatico, che è stato strumentalizzato dall’opposizione. D’altronde la voglia di confrontarsi alle urne è tanta perché il centrodestra ha tutto da guadagnare. Se vincesse, infatti, partirebbe l’avviso di sfratto al governo, mentre se scivolasse per terra la debacle sarebbe dovuta al richiamato “ipotetico ricatto“, che sta sbandierando ai quattro venti Fratelli d’Italia. Certamente non verrebbe mai riconosciuta al governo la vittoria elettorale, se non con tanti distinguo. Così parte il siluro finale dell’onorevole Meloni, con una dichiarazione al vetriolo: “…Le elezioni si devono svolgere, stavolta siamo disposti a fare davvero qualunque cosa. Adesso basta...”. Ogni commento è superfluo.

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