ROMA – L’OROSCOPO DEL GOVERNO DRAGHI: ONESTA’ E FEDELTA’, INDIPENDENZA E SPINTA AGLI ECCESSI

Il nuovo esecutivo, dicono le stelle, farà strada e tendenzialmente potrebbe spingere l'acceleratore per la vera ripartenza del Paese risolvendo un bel po' di problemi. Occhio agli eccessi e alla prerogativa di indulgere in mezze verità.

Roma – Sotto il segno dell’Acquario nasce l’esecutivo a firma Mario Draghi. Sono stati mesi confusionari, tra voci di corridoio che ne annunciavano l’imminente arrivo: chi se lo augurava e chi faceva gli scongiuri, tra fan e detrattori, chi vede il salvatore e chi il liquidatore.

Arrivata l’approvazione del Colle, la lista dei ministri è immediatamente rimbalzata ovunque, tra riconfermati, silurati (sfortunatamente troppo pochi), volti nuovi e qualche riciclato.

Un mix tra tecnici e politici, come vuole il momento. Non fosse che la parola “tecnico” non è benvista dagli italiani, memori del Governo Monti e delle tragedie causate da politiche che hanno letteralmente strozzato e fatto a pezzi quel che ancora restava della classe media.

Mario Monti, mamma mia…

Accantoniamo dunque per una volta i politici, anche perché si tratta di volti più o meno noti (nel bene e nel male) e concentriamoci invece sui tecnici, appunto. Chi sono coloro che, verosimilmente, guideranno le sorti del Paese fino al 2023?

Vediamoli insieme. Mettiamo da parte Draghi, sul quale sappiamo già a sufficienza, e Luciana Lamorgese, che ben conosciamo (per fortuna o purtroppo).

Cominciamo da colui che occuperà il posto di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio: Roberto Garofoli, classe 1966, nato a Taranto, super magistrato e giudice del Consiglio di Stato, con un passato come Capo di Gabinetto del Ministero di Economia e Finanze, nonché condirettore della Treccani Giuridica.

Roberto Garofoli

Protagonista delle polemiche per i fondi pro Croce Rossa nel 2018, additato dai 5 Stelle come la famosa “manina” colpevole della norma in cui si stanziavano 84 milioni a favore della CRI. Caso che finì in una bolla di sapone, dopo che Giuseppe Conte stralciò tale norma. Dopo la bufera ha presentato le proprie dimissioni subito dopo la chiusura della legge di bilancio 2018, bersagliato dagli attacchi pentastellati.

Daniele Franco è invece il nuovo ministro dell’Economia. Nato a Trichiana nel 1953, entra a far parte di Banca d’Italia nel 1979.

Daniele Franco

Ha ricoperto l’incarico di consigliere economico presso la Direzione Generale degli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea dal 1994 al 1997. Successivamente è rientrato in Bankitalia con il ruolo di direttore alla Direzione Finanza Pubblica del Servizio di Studi (1997-2007). Nel maggio 2013 diventa presidente della Ragioneria generale dello Stato, incarico che ricoprirà fino al 2019.

Anche lui finisce nel mirino del Movimento 5 Stelle quando, nell’ottobre 2018, viene accusato insieme al ministro Tria e a Garofoli per i fondi destinati alla CRI. A maggio 2019 diventa vicedirettore generale della Banca d’Italia, per poi diventarne Direttore Generale nell’anno successivo. È anche Presidente dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

Questi primi due nomi, dunque, sarà bene tenerli lontano dai fondi per la Croce Rossa.

Passiamo al Ministro dell’Ambiente, ovvero il fisico Roberto Cingolani.

Roberto Cingolani

Classe 1961, milanese, è stato direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova dal 2005 al 2019; responsabile dal 2019 dell’innovazione tecnologica di Leonardo, è stato anche membro (dal 1988 al 1991) della squadra guidata dal premio Nobel per la fisica Klaus von Klitzing, del Max Planck Institut di Stoccarda.

Ha ricoperto ruoli di ricercatore e, successivamente, di professore associato e ordinario di fisica generale. Tra il 1997 e il 2020 è stato professore in visita presso l’Università di Tokyo e la Virginia Commonwealth University.

Marta Cartabia ricoprirà il ruolo di Ministro della Giustizia.

Marta Cartabia

Nata a San Giorgio su Legnano (Milano) nel 1963, è costituzionalista, giurista e accademica. Nominata giudice della Corte Costituzionale nel 2011 dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stata la prima donna a ricoprire l’incarico di Presidente della Corte Costituzionale (2019-2000).

Attualmente è docente ordinario di Diritto Costituzionale e di Giustizia Costituzionale all’Università Bocconi di Milano. Ha conseguito il PhD presso l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole nel 1993 ed è stata Research Scholar alla Michigan Law School. Vanta inoltre un ruolo come membro del Fundamental Rights Agency Legal Experts a Vienna. Le sue pubblicazioni ammontano a oltre 230, tra libri e articoli.

Alle Infrastrutture e Trasporti troviamo Enrico Giovannini, romano, classe 1957.

Enrico Giovannini

Docente di statistica economica presso l’Università Tor Vergata, insegna Statistica e Analisi e Politiche per lo Sviluppo Sostenibile, materia di cui è professore anche presso la LUISS e alla Scuola Nazionale di Amministrazione. Membro del Comitato Scientifico dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, è anche presidente della Commissione per la redazione della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del MEF, nonché membro di diverse fondazioni nazionali e internazionali.

Responsabile del progetto Futura Network dal 2020, nel 2013 è stato nominato da Giorgio Napolitano membro dei famosi “saggi” che avrebbero dovuto aiutare a salvare l’Italia dalla crisi economica e istituzionale. È stato nominato Co-chair dell’Indipendent Expert Advisory Group on the Data Revolution for Sustainable Development nel 2014, dall’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Ha svolto l’incarico come ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali durante il Governo Letta.

Patrizio Bianchi prende il posto di “Banchi a Rotelle” Lucia Azzolina come nuovo Ministro dell’Istruzione.

Patrizio Bianchi

Nato nel 1952 a Ferrara, è ricercatore presso la facoltà di Economia dell’Università di Trento, nonché professore associato e ordinario a Bologna e Ferrara, dove è anche stato rettore dell’Università. In politica ha svolto l’incarico di assessore all’Istruzione in regione Emilia Romagna per i due mandati Errani e Bonaccini.

È stato coordinatore della task force ministeriale voluta dal ministro Azzolina nel 2020, volta a gestire la ripartenza scolastica dopo i mesi della pandemia di Covid. È stato anche consigliere di amministrazione dell’IRI e presidente di Sviluppo Italia. Vanta circa 250 articoli pubblicati e la bellezza di 40 libri.

La professoressa Cristina Messa sarà ministro dell’Università e della Ricerca.

Cristina Messa

Classe 1962, nata a Monza, è docente di Diagnostica per immagini e radioterapia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Diventa professoressa associata, e successivamente ordinaria, nel suddetto Ateneo dopo un’esperienza di ricerca presso il San Raffaele di Milano. Dal 2005 al 2012 è stata direttrice dell’unità operativa complessa di medicina nucleare all’Ospedale San Gerardo di Monza. Dal 2012 al 2013 ha diretto il Centro Bio-immagini Molecolare e il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Milano-Bicocca.

Infine, troviamo il noto Vittorio Colao al Ministero dell’Innovazione.

Vittorio Colao

Bresciano, classe 1961, arriva da un’esperienza presso la banca Morgan Stanley e la società McKinsey & Company. Nel 1996 diventa DG di Omnitel e, dopo che la società viene acquisita da Vodafone, ne è arrivato ai vertici, in Italia e nell’area EMEA.

Lascia Vodafone nel 2004 e diventa amministratore delegato di Rcs MediaGroup, ma vi ritorna nel 2008 per ricoprire anche in quella sede l’incarico di Ceo. Nel 2015 diventa amministratore non esecutivo di Unilever. Nel 2018 si dimette da Vodafone e l’anno successivo entra a far parte del comitato direttivo della wireless Verizon. È stato a guida della tanto discussa task force “Fase 2” per la ricostruzione economica dell’Italia dopo la pandemia.

Tirando le somme: volti nuovi e vecchie conoscenze, alcuni rassicuranti, altri meno. I curricula appaiono notevoli. Speriamo che sia notevole anche il lato umano, virtù di cui oggi abbiamo un disperato bisogno.

 

 

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