ROMA – L’OPPOSIZIONE OSTEGGIA IL GOVERNO MA NON PROPONE NULLA DI BUONO

Siamo sotto scacco ma Il Covid impazza e le regole bisogna seguirle purchè agli italiani si diano regole certe e sensate. Facciamo i conti con i soldi che abbiamo in tasca e non con quelli che incasseremo. Forse.

Se potessero ammazzarsi...

RomaI risultati ottenuti dall’Italia sul fronte della lotta al Covid-19 non sono acquisiti per sempre. La sfida è aperta e tutto si rimette in discussione giorno dopo giorno. Per questo bisogna insistere e continuare sulla linea della prudenza che finora ha sortito gli effetti sperati. Ma la battaglia politica non conosce soste. E non ci sono virus che tengano. Così Matteo Salvini dice di essere contrario alla proroga dello stato di emergenza ed alle nuove chiusure delle attività economiche.

Infatti durante una conferenza stampa tenutasi a Genova insieme al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e con il sindaco Giovanni Bucci, il leader del Carroccio scende in campo contro le annunciate norme restrittive allo studio del governo. Nessuna apertura, quindi, in favore del nuovo Dpcm.

Nemmeno a parlarne, conferma Salvini, che non ravvisa l’opportunità di un ulteriore stato di emergenza. Secondo il capo della Lega l’attuale situazione pandemica può affrontarsi con la vigente normativa, senza inutili sconvolgimenti alla vita del Paese: “…Non è una scelta sanitaria ma una scelta politica…”, conclude secco Salvini.

L’ex ministro dell’Interno fa la pagella delle priorità e delle banalità, sempre secondo lui: “…Prudenza sì, mascherina sì ma decisamente contro alla chiusura di bar, ristoranti, teatri e musei…“. Lo scontro tra il centrodestra e l’attuale maggioranza è piuttosto vivace ma improduttivo. Un conto è la prudenza, altra cosa, invece, è l’allarme sociale che può derivarne. Fare i negazionisti in un periodo di recrudescenza del virus, è non solo inopportuno ma anche pericoloso.

Lo scontro tra gli opposti scranni, comunque, non si placa. È stato assicurato, più volte e da fonti governative accreditate, che Conte non intende tornare alla chiusura coatta. Il presidente del Consiglio, infatti, si è affrettato subito a smentire alcune voci preoccupanti che affermavano il contrario. E che, a dire il vero, non si sono ancora placate: “…Non c’è nessuna intenzione da parte del governo di chiudere ristoranti, bar e locali – ha detto il premier – né di anticiparne l’orario di chiusura introducendo di fatto il coprifuoco…”. Ma sarà proprio cosi?

Intanto a Genova il governatore Toti che, almeno ufficialmente non sembrerebbe filo-leghista, è stato un po’ più cauto di Salvini. L’ex giornalista prestato alla politica ha evidenziato che sull’uso delle mascherine ci vorrebbe solo un po’ di buon senso. Certamente non intende fare le barricate ma poi, di fronte all’intransigenza della posizione leghista, Toti aggiunge una postilla chiara e tonda: “…Non possiamo assistere al ritorno di un lockdown strisciante…“.

Se per esempio, sostiene Toti, si è da soli sul molo di Genova a guardare il tramonto, certamente la mascherina non servirebbe a nulla. Si tratta, dunque, di proporre agli italiani regole chiare, limpide e semplici che consentano di convivere con il Covid. Perché non si può fare altrimenti. In buona sostanza tutti i personaggi politici con incarichi istituzionali mirano a farsi interpreti del proprio elettorato ma molto spesso le questioni si “gonfiano” di banalità.

Certamente in questo momento sono necessari maggiore responsabilità e spirito di adattamento. E le Regioni non si possono tenere all’oscuro di tutto. E pare che il Governo, questo, l’abbia compreso. E non è poca cosa. Conte e compagnia bella stanno cercando di coordinare con le maggiori realtà periferiche attività in piena sinergia. Dall’altro lato, però, ci sono governatori che vorrebbero fare e disfare in totale autonomia. E questo, di contro, non funziona. E sarebbe il caos. Vedi le tristi esperienze della primavera scorsa.

Il premier con i governatori d’Italia

La parola d’ordine è una sola: resistere e tirare dritti verso la strada del recupero e della ripartenza vera. Facendo i conti con i soldi che si hanno in tasca e non con quelli che avremo in prestito agevolato o a strozzo. Sino ad oggi il Governo ha favorito le banche e le grandi multinazionali. Adesso inizi con l’agevolare i lavoratori ed i professionisti di ogni specie e categoria in uno con piccole e medie aziende. Roma non deve fare finta di dare, per poi minacciare di riprendersi tutto. Ma non vedete come siamo ridotti?

 

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