ROMA – L’OMBRA DEI SERVIZI SEGRETI SULLA SCOMPARSA DI TIZIANO ALLEGRETTI

La vicenda potrebbe evolvere verso una svolta ma occorrono ulteriori verifiche e controlli specie sulle ultime testimonianze che attesterebbero la presenza di Tiziano nel capoluogo lombardo.

Tiziano Allegretti

Roma – Quindici anni fa spariva da casa Tiziano Allegretti, grafico pubblicitario di 27 anni. Dopo il 5 maggio del 2005, data della scomparsa, di Tiziano si erano avute le notizie più disparate. Dall’omicidio per problemi di droga sino alla scomparsa volontaria con la presenza di Tiziano a Milano. Per ultimo, depistaggi e mitomani a parte, si era parlato di un presunto coinvolgimento dei “Casamonica” sulla sparizione del giovane su indicazioni contenute in una lettera anonima scritta da una donna e sulle informazioni di un’altra donna che aveva indicato in Tiziano il padre della sua bambina.

Via dei Ciceri dove Tiziano aveva il suo ufficio. 

Le ricerche e le indagini, dapprima svolte dai carabinieri con qualche ritardo e incongruenza, furono poi affidate alla polizia ma di Tiziano Allegretti si erano perdute le tracce. Poi il silenzio assoluto, per anni, sino a quella che ci auguriamo possa essere una svolta. Facciamo un passo indietro. Tiziano si allontanava dal suo studio di pubblicità in via dei Ciceri, poco lontano da casa, nella mattinata del 5 maggio 2005, dopo aver salutato la sua ragazza che lavorava con lui. I genitori, non vedendolo rientrare per pranzo e avendolo cercato inutilmente dappertutto, sporgevano denuncia:

”…Tiziano da qualche tempo assumeva sostanze stupefacenti – raccontava il padre Angelo Allegretti, ex insegnante, scomparso nel giugno del 2017 a 67 anni – e ci chiedeva scusa per il dolore che ci aveva arrecato. Mio figlio diceva sempre dove andava e non mancava occasione per telefonarci anche più volte al giorno. Poi spariva all’improvviso nonostante qualcuno avesse rivelato di averlo visto nel nostro quartiere, a bordo del suo Aprilia fucsia, in compagnia di un’altra persona…”.

I genitori di Tiziano che non si sono mai arresi.

Le ricerche iniziavano con qualche giorno di ritardo e le verifiche sul codice IMEI del telefonino di Tiziano non davano esito alcuno. Intanto le indagini passavano di mano e il caso veniva affidato alla sezione omicidi della squadra Mobile romana che scopriva alcuni strani accadimenti nell’inquietante vicenda del giovane grafico del Tuscolano:

”…Dopo circa otto mesi dalla sparizione – raccontava il padre – saltava fuori il cellulare di Tiziano ritrovato da un commerciante che si era preso il telefono ed aveva buttato la scheda mentre io con mia moglie, l’8 gennaio del 2006, rinvenivamo lo scooter di nostro figlio all’interno del fossato dell’Acqua Mariana nel parco di San Policarpo. Un mese dopo il ritrovamento della moto gli inquirenti scoprivano una scritta nera tracciata su un muro con una bomboletta la cui grafia è stata attribuita a mio figlio e che annunciava la sua fuga volontaria. Non ho mai creduto a questa ipotesi…”.

Tiziano Allegretti frequentava da tempo un panettiere di 32 anni. Uno spacciatore piuttosto conosciuto nel quartiere che gli procurava la droga ma che ha sempre negato di sapere qualcosa della vicenda. Poi spuntava fuori una foto che ritraeva un giovane somigliante a Tiziano in una discoteca di Milano:

”…Si tratta del Karma – Borgo del Tempo Perso dove siamo andati più volte a controllare ma senza risultati – aggiunge la mamma di Tiziano, Camilla Miceli di 64 anni – nessuno ci ha detto se si trattava di Tiziano oppure no. Qualcuno saprà pure chi è quel ragazzo ritratto nella foto...”.

E’ Tiziano il giovane evidenziato nel cerchio rosso che si trova in discoteca con i suoi amici? 

Mesi dopo una giovane di nome Jessica si sarebbe messa in contatto con la famiglia Allegretti rivelando che Tiziano sarebbe vivo e che avrebbe chiuso ogni rapporto con la sua famiglia. Angelo e Camilla tornavano a Milano e riuscivano a parlare con Jessica che confesserà loro di essere la madre della bimba avuta da Tiziano. Anche un poliziotto affermerà che Tiziano vivrebbe a Milano ma l’agente avrebbe ritrattato la sua versione durante un interrogatorio.

La discoteca di Milano ormai chiusa da tempo

Dunque Tiziano si sarebbe allontanato da Roma volontariamente e qualcuno lo avrebbe aiutato per farlo credere morto. Oppure c’è un altro motivo ben preciso per cui il giovane, all’epoca dei fatti, sarebbe stato costretto a trasferirsi a Milano? Che c’entrano con un grafico pubblicitario i servizi segreti e alcune presunte operazioni di polizia sotto copertura?

 

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