ROMA – L’ITALIA SI CHIUDE A RICCIO: DIVAMPANO LE POLEMICHE FRA SALVINI E LAMORGESE

La polemica di Salvini contro Lamorgese è sterile e dietrologica. Nel momento in cui dovremmo essere tutti uniti c'è chi tenta di dividere. Mentre l'Italia si chiude a riccio.

RomaMentre il nuovo DPCM è quasi pronto per la pubblicazione ufficiale qualunque pretesto è buono per la propaganda politica e Salvini non perde occasione. Così il segretario della Lega dopo aver appreso la notizia dello sbarco a Lampedusa dell’attentatore di Nizza, Brahim Aoussaoui, attacca il ministro Luciana Lamorgese e chiede non tanto maggiori informazioni ma le sue dimissioni.

Diretta la replica dell’attuale responsabile del dicastero dell’Interno che, alle provocazioni di Salvini, risponde delineando una situazione davvero preoccupante: ”…Responsabilità per l’accaduto non ce ne sono da parte del governo e quanto successo è un grave attacco all’Europa – dice Lamorgese – si parla tanto dei decreti sicurezza che abbiamo modificato ma devo dire che tali provvedimenti hanno creato solo insicurezza, rendendo disoccupate circa 20mila persone che sono dovute uscire dal sistema dell’accoglienza…”.

Il tunisino terrorista criminale

Brahim Aoussaoui il terrorista che ha accoltellato ed ucciso tre persone nella basilica di Notre-Dame de l’Assomption a Nizza è, come abbiamo detto, un 21enne tunisino arrivato in Europa passando per l’Italia. Sbarcato a Lampedusa il 20 settembre scorso insieme ad altri trecento migranti, quasi tutti tunisini, l’uomo è stato poi ospite dell’hotspot di Lampedusa per essere poi trasferito sulla nave “Rhapsody” dove ha trascorso la quarantena di due settimane insieme agli altri compagni di ventura.

Successivamente l’uomo sarebbe stato trasferito da Lampedusa ad un centro di accoglienza di Bari il 9 ottobre. Qui il tunisino avrebbe ricevuto un ordine di espulsione dall’Italia ma al posto di tornare nel Maghreb Brahim ha varcato la frontiera dirigendosi in Francia dove ha messo in atto l’attentato mortale già organizzato a tavolino.

Per dovere di cronaca Aouissaoui non era mai stato segnalato dalle autorità tunisine, al contrario di altri, e non era neanche attenzionato sotto il profilo della sicurezza nei canali di intelligence. Lo scontro politico, scatenatosi appena trapelata la notizia, è ancora in corso e non mancano polemiche e richieste di chiarimenti in quella che si profila un’ingarbugliata vicenda con inevitabili risvolti politici e diplomatici.

Imponente spiegamento di forze antiterrorismo

L’attuale ministra dell’Interno e l’ex capo del Viminale sono due personalità completamente diverse, con esperienze, sensibilità e competenze assai differenti. In questi casi è opportuno rimanere uniti nell’ambito del Bel Paese evitando fratture istituzionali con altre realtà europee come la Francia. Che forse non aspettava altro.

Casi analoghi, purtroppo, si sono verificati anche in passato: “…Mi chiedo come mai le forze di opposizione che oggi si sono scusate con la Francia – si chiede Luciana Lamorgesealla quale manifesto tutta la mia solidarietà, non hanno ritenuto di scusarsi in altri casi gravi che si sono verificati, come nel caso degli attentati alla metropolitana di Londra, al London Bridge nel 2017 e alla Rambla nell’agosto del 2017...”.

Dunque, conclude Lamorgese, questo è il momento di fermarsi con le polemiche, di essere vicini al popolo francese ed ai vari Paesi europei perché questo è un attacco all’Europa. Parla a tutti il ministro ma lo sguardo è rivolto a Salvini, che gira la testa altrove. Il leader leghista però non si ferma e continua a chiedere le dimissioni dell’attuale responsabile del Viminale, per evidente e palese incapacità:

L’attentato di London Bridge

“…Aouissaoui è sbarcato un mese e mezzo fa e poi scomparso – chiosa Matteo Salviniallora la domanda è quanti altri erano con lui e quanti sono ancora sul territorio italiano o poi sono scomparsi?...” Una brutta storia. Intanto la Procura antiterrorismo di Tunisi ha aperto un’inchiesta sul potenziale coinvolgimento nell’attacco di Nizza di un fantomatico gruppo Al Mahdi nel sud della Tunisia, in quanto un suo sedicente membro avrebbe postato sui social un messaggio per rivendicare la responsabilità dell’attentato.

E mentre infuria la baraonda con i “cugini” francesi il Governo di Conte vara restrizioni interregionali e blocchi nelle zone rosse. L’Italia si chiude a riccio nel tentativo di arginare l’avanzata del nemico invisibile. Io speriamo che me la cavo. 

 

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