ROMA – LIBIA ASSASSINA: TRE MIGRANTI MORTI AMMAZZATI. IL RESTO LI SBARCA IN SICILIA.

Certamente non si può continuare a pagare la Libia per poi non vedersi mantenute le promesse. Purtroppo i diritti umani sono sconosciuti in quel pezzo d'Africa ma si può rimanere a guardare.

Campi di concentramento libici.

Roma“…Gestire il controllo delle frontiere e i flussi dell’immigrazione irregolare sempre nel rispetto dei diritti umani e della salvaguardia delle vite in mare e in terra…. Cosi si era espressa, una decina di giorni fa, il capo del Viminale Luciana Lamorgese nei riguardi del primo ministro libico Fayez Serraj portando in dono, per conto dell’Europa, 30 automezzi destinati al controllo delle frontiere terrestri. Ma alla Libia interessano solo i mezzi e i tanti, troppi milioni di euro che nel corso degli ultimi anni l’Europa e l’Italia hanno sborsato per poter chiudere gli occhi e dire che il problema dell’immigrazione è stato risolto.

Marco Minniti.

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La parola dei magrebini vale come il due di coppe quando la briscola comanda bastoni. Poco importa se gli approdi vengono fermati con la reclusione nei lager, le torture, le violenze e le uccisioni. A questo doveva servire il memorandum Italia-Libia firmato del 2017 dall’allora ministro Marco Minniti. Alla faccia dei diritti umani. Nella notte tra lunedì e martedì gli uomini della Guardia Costiera libica hanno ucciso tre migranti. E’ avvenuto a Khumkus, ad est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco. Le persone uccise sono tre sudanesi che, dopo essere stati intercettati in mare dai militari, e una volta riportati a terra, hanno tentato la fuga. Nel corso della sparatoria sono stati feriti anche altri 5 migranti.

L’OIM è presente in Libia con i propri volontari.

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Lo ha reso noto l‘Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che, attraverso il capo missione Federico Soda, ribadisce che la Libia non è un porto sicuro e denuncia:

“…Nei primi sette mesi di quest’anno – scrive Oim – sono stati 6.518 i migranti riportati in Libia dalla Guardia costiera libica, per la maggior parte uomini (5.716), ma anche donne (462) e minori (340) tra cui 84 bambine. In tutto il 2019 le operazioni libiche di recupero di migranti in mare avevano riportato in Libia 9.225 persone. Nel 2020 gli annegamenti sulla “rotta mediterranea centrale”, quella che dalla Libia porta all’Italia, sono stati finora 101 e 168 i migranti dati per dispersi…”.

La Guardia Costiera libica ha ucciso 3 migranti.

Tutto questo senza contare le violenze di ogni genere a cui sono sottoposti i migranti detenuti nei lager e le famiglie che, in larga parte, hanno seguito gli uomini. Quella delle violenze in Libia e in altri Paesi della Quarta Sponda è una situazione insostenibile di cui deve essere investita non solo l’Unione Europa ma anche l’Onu. In quelle terre si continua a uccidere e pretendere soldi senza rispettare la parola data. 

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