ROMA – LE TELECOMUNICAZIONI IN MANO ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA? QUELLI DELLA BANDA LARGA…

A questo quadro a tinte fosche si aggiungono le lunghe trattative del settore finanziario, con relativi ministeri e assessorati regionali, nonché degli uffici tecnici comunali con relativi geometri ed ingegneri, pronti a soddisfare le esigenze delle grandi imprese di turno, spesso in odore di mafia. Che quadretto idilliaco.

La banda Larga?

RomaIl settore delle telecomunicazioni, in Italia, è da sempre un campo minato, almeno dai tempi di Sua Emittenza Silvio Berlusconi. Quando si accenna alla Banda Larga si intende parlare di internet e di fibra veloci. Strategica e imminente” sentenziò tronfio e guascone come al solito, nel 2015, l’allora presidente del consiglio Matteo Renzi (chi era costui?), definita “La Lince di Rignano” da Il Fatto Quotidiano.

Il Cavaliere se la ride. Sempre…

Il governo con la legge di Stabilità aveva presentato all’UE un Piano dettagliato che comprendeva in sintesi: a) Investimenti per lo sviluppo della rete telematica in banda larga; b) Interventi anti-dissesto per l’edilizia scolastica, per le strade, per le piattaforme ICT e per le ferrovie. Ora, la Banda Larga sarà pure strategica, ma imminente non direi. Sono passati 5 anni e siamo ancora alla prima pietra!

La banda larga: il futuro della comunicazione?

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Per Banda Larga, in inglese Broadband, s’intende comunemente l’internet veloce, ovvero la trasmissione e ricezione di una grande quantità di dati in simultanea lungo lo stesso cavo, a una velocità molto più elevata dei precedenti sistemi di telecomunicazioni. In pratica, per permettere di far viaggiare filmati, musica ed altri file “pesanti” in poco tempo. Pur in assenza di una definizione di “banda larga” nella normativa italiana e continentale la Commissione europea ha, tuttavia, utilizzato il termine per indicare una connessione più veloce di quella possibile tramite un modem analogico.

Infratel, società in house del Ministero e soggetto attivatore del Piano Nazionale Banda Larga e Progetto Strategico Banda Ultra Larga, ci spiega che si intende: a) “qualsiasi connessione ad Internet (wireless o di reti fisse) tra i 2 e i 20 Mbps in download”; b) Banda ultra larga, invece, tutte quelle connessioni che permettono di scaricare a 30 Mbps o più.

L'istallazione della banda ultralarga in Italia
L’istallazione della banda ultralarga in Italia.

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La Banda Larga risulta essere strategica, a parere dei tecnici del settore, per una serie di servizi come videochiamate, teleconferenze, telelavoro, telemedicina e informatizzazione dei rapporti tra il cittadino e la pubblica amministrazione e tra studenti e scuola. Oookla, leader mondiale di “broad band testing”, ha stilato una classifica e l’Italia risulta essere agli ultimi posti in classifica insieme ai Paesi Balcanici, Grecia e Turchia, mentre il resto d’Europa corre a tutt’altra velocità. Anche paesi come la Bielorussia, l’Estonia, Polonia, Ucraina sono avanti rispetto a noi nella creazione delle sovrastrutture tecniche.

Invece, per quanto riguarda le… Bande Extra-Large, siamo tra i primi in classifica, con una certa varietà nell’efficienza del servizio offerto: mafia siciliana, ‘ndrangheta calabrese, camorra campana, Sacra Corona Unita pugliese. 4 organizzazioni criminali di 4 regioni diverse del meridione d’Italia simili eppure differenti. 4 regioni in mano ad organizzazioni che hanno sottratto il controllo del territorio allo Stato, come a significare che Loro sono lì, presenti mentre lo Stato è da un’altra parte, assente. Hanno una capacita di diffusione capillare, esercitata in modalità diverse per raggiungere un consenso sociale quanto più ampio possibile.

I tentacoli della Piova sulle comunicazioni?
I tentacoli della Piova sulle comunicazioni?

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A queste storiche, se ne possono aggiungere altre: Banditismo Sardo; Anonima Sequestri; la Banda della Uno Bianca; la Banda Cavallero, che operò tra Milano e la Provincia di Torino compiendo una moltitudine di rapine negli anni ’60; la Banda della Magliana; la Mafia del Brenta; Mafia Capitale e poi le bande terroristiche, di matrice ideologico-politica, di sinistra e di destra. Poi ci sono state bande particolari come la Loggia massonica P2. Ecco, infine, una carrellata reati, in cui primeggiamo:

a)Infrazioni contrarie ai doveri inerenti ad una pubblica funzione; b) Scorrettezze continuate e aggravate nelle attività di consulenza: fiscale, giuridica, aziendale, immobiliare; c)Peculato e falso ideologico in atti pubblici; d)Frode in pubbliche forniture: e)Turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente; f) Corruzioneelettorale e abuso d’ufficio; g)Smaltimento di rifiuti tossici pericolosi; h) Oscura gestione finanziaria degli EE.LL. (Enti Locali), Regioni e P.A. (Pubblica Amministrazione);

Massimo Carminati, uno dei massimi protagonisti di Mafia Capitale
Massimo Carminati, uno dei massimi protagonisti di Mafia Capitale

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Come si evince, è uno squallido scenario. Basta associare ad ogni reato succitato un fatto di cronaca accaduto negli ultimi tempi e ci si rende conto di quanto sia diventata endemica l’illegalità nel funzionamento dell’apparato pubblico-amministrativo. Un sistema che avviluppa, perché disinvolto nella commistione pubblico/privato. Reati che, di fatto, seppur sanzionati dal punto di vista del diritto quando vengono scoperti e giunti a sentenza, non vengono eseguiti perché coloro che sono stati giudicati colpevoli in carcere ci stanno poco o niente. Tutt’al più agli arresti domiciliari: bella la vita in lussuose ville con annesse piscine ed altri confort, con molta probabilità acquisite con attività poche chiare nella migliore delle ipotesi e/o con attività corruttive, di concussione, truffaldine e frodanti, atti a procurare, finanche, danni ambientali e sociali, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti tossici, nella peggiore.

Arresti domiciliari…

In aumento, appaiono, quei reati associati alle aste pubbliche per la gestione dei vari servizi sociali, sanitari e socio-sanitari, i lavori afferenti ai diversi settori della P.A., alle carenti attività ispettive di competenza della Polizia Municipale, Polizia di Stato, Carabinieri e Ministero della difesa. A questo quadro a tinte fosche, si aggiungono le lunghe trattative del settore finanziario, con relativi ministeri e assessorati regionali, nonché degli uffici tecnici comunali con relativi geometri ed ingegneri, pronti a soddisfare le esigenze delle grandi imprese di turno, spesso in odore di mafia o, legalmente, irreprensibili, ma i cui titolari sulla carta risultano solo ed esclusivamente dei prestanome, a volte a loro insaputa.

Il ministero della Difesa
Il ministero della Difesa

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Avete presente le lungaggini burocratiche e le trattative infinite nelle varie commissioni parlamentari, in settori delicati quali sanità, trasporti, infrastrutture, telecomunicazioni? Ebbene perché hanno una durata così lunga? Elementare Watson, soleva dire Sherlock Holmes al suo fido assistente.  Perché i referenti, eletti in parlamento dalle varie lobby del settore, devono dar conto e portare a casa qualcosa di concreto. A volte basta una virgola spostata od omessa, l’aggiunta di un avverbio come “almeno” all’ultimo gong, per cambiare il senso di una Legge o di un Decreto Legge. Altro che dibattito acceso e vivace riportato dalla stampa mainstream, che secondo questa interpretazione, valuta il lungo tempo intercorso come segnale di vitalità democratica del paese. Uah, Uah, Uah!

Uno slogan di qualche decennio fa relativo agli eterni lavori sulle strade italiana, chiosava: “Stiamo lavorando per voi!” Beh, è la stessa locuzione utilizzata dai parlamentari eletti in parlamento per soddisfare le aspirazioni delle Grandi Imprese. Il “voi”, in questo caso, è riferito alle imprese che elargiscono prebende e non ai cittadini elettori, che, poveri allocchi, elargiscono voti. Che fine ingloriosa stiamo facendo. Attenzione: al Peggio non c’è mai fine!     

REGGIO CALABRIA – ‘NDRANGHETA STRAGISTA, L’OMBRA DEL CAVALIERE.