ROMA – INVESTIMENTI E FISCO: DUE RIFORME INDILAZIONABILI. POTREBBE NON ESSERCI UN FUTURO

Le imprese debbono assumere e lo Stato deve metterle nelle condizioni di poterlo fare. Recuperare sul serio i soldi degli evasori e abbassare le tasse oggi non domani. Curare e proteggere i comparti a rischio.

Tempus fugit

RomaItalia sveglia! Indirizziamo ogni energia economica nei comparti giusti. Purtroppo se non si ha consapevolezza che la situazione economica e sociale è soltanto esplosa anticipatamente, a causa del Covid, ogni sforzo sarà solo un palliativo per ritardarne gli effetti nefasti. Infatti proprio per colpa della pandemia sono esplose tutte le contraddizioni, ed il malessere, che c’erano da troppo tempo e che sono stati trascurati da tutti i governi che si sono succeduti almeno negli ultimi 20 anni.

Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ritiene che senza investimenti non si va da nessuna parte. E affinché ci sia maggiore efficienza in tutti i settori produttivi e amministrativi della nazione sarebbe indifferibile, tanto per fare un esempio, che Cassa Depositi e Prestiti entrasse nel consiglio di amministrazione di Tim, onde evitare che lo Stato spenda soldi a pioggia. Non mancano, certamente, gli accorgimenti per regolare il flusso di denaro italiano ed europeo. Si deve essere realisti e dunque favorevoli ad ogni forma, conveniente, di aiuto europeo. Se esiste.

Roberto Landini

Chi intende fare l’euro-scettico lo faccia pure ma a casa propria. Adesso, in questo momento cruciale per il Bel Paese e per il mondo intero, ci vuole responsabilità. Ci troviamo immersi nel rischio e nella possibilità di non avere un futuro quindi non servono “cassandre e gufi pessimisti“. Tutte le risorse europee, se sono reali per come il premier Conte le ha descritte, devono essere utilizzate, comprese quelle del Mes. È un’occasione storica, da sfruttare con grande saggezza. Urgono investimenti su larga scala, pubblici e privati, in infrastrutture materiali e immateriali, nella sanità come nell’istruzione, nella formazione così come per un nuovo modello ambientale sostenibile.

Per una veloce ripresa occorre guardare al futuro con questa logica:”… Adesso bisogna puntare tutto sugli investimenti – aggiunge con toni forti Landinidobbiamo rifare le infrastrutture, le scuole e riformare il fisco. Adesso non domani o dopo…”. L’argomento Fisco è prioritario e non più gestibile a colpi di circolari.

E’ ormai obbligatoria la strada per una tassazione equa, in grado sul serio di contribuire a migliorare i servizi del Paese. Non come è accaduto sin’ora: paghi per niente. Il sistema fiscale, vessatorio e iniquo, è stato troppo scollegato dalla realtà sociale. La nostra società è profondamente mutata nel tempo ed è diversa da quella che c’era al momento delle precedenti riforme fiscali. Tutto ha un suo tempo.

Se la nostra politica non intende comprendere queste necessità indilazionabili si parlerà all’infinito di evasione fiscale. Tasse basse per tutte le tasche, con due-tre sole aliquote per redditi altissimi. Se non si metterà in atto questo modello non ci sarà futuro. Il numero uno di Cgil parte da lontano e non ha torto. E come potrebbe averne?:”…Sul lavoro bisogna pensare ad una riforma molto profonda e ad ammortizzatori sociali che possano servire per la formazione – aggiunge Landiniin sostanza per essere competitivi dobbiamo avere un quadro chiaro in tutti i settori perché ci sono anche ambiti che non hanno avuto crisi economica a causa della pandemia, e non sono pochi…”.

Investimenti industriali urgentissimi

In una fase come questa, inedita e nuova per tutti e peraltro poco prevedibile a lunga scadenza, serve un’analisi trasparente per comprendere quali sono stati gli indotti più colpiti e che dovranno essere i più protetti. Bisogna girare l’occhio verso quei settori produttivi che, prima della pandemia, erano già critici e al limite del baratro. Se cosi non si farà non si potranno predisporre tutele sufficienti per imprese e lavoratori.

Lo Stato deve tornare ad occuparsi dei settori strategici, importanti ed indispensabili. Subito. Sennò pagheremo un prezzo troppo alto, cosi come è stato per aver pigiato l’acceleratore sulla privatizzazione:”… Ci sono stati tagli nella sanità che, tutt’oggi, stiamo pagando in termini di disservizi, competenza e sicurezza – ha concluso Landini – ed i risultati catastrofici sono sotto gli occhi di tutti…“. Aspettare ancora per fare soltanto i propri interessi significa non avere a cuore la sorte degli italiani. Da destra a sinistra passando per il centro. 

 

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