ROMA – IL DPCM ANTI-CONTAGIO E’ OPERATIVO: L’ITALIA DIVISA IN TRE COLORI

Se ne riparlerà prima di Natale per riconquistare la libertà piena e sempre che la curva epidemiologica segni una battuta di arresto. Gli italiani sono fiduciosi e faranno il loro dovere. Il governo dovrà fare il suo.

Arieccoci!

Roma – Firmato il nuovo Dpcm anti-Covid, predisposto con misure sartoriali differenti a seconda della Regione onde evitare misure più rigide a livello nazionale. Così dalle ore 22 alle 5 del mattino, a decorrere dal 5 novembre e fino al 3 dicembre, sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e le motivazioni verranno accompagnate dalla solita autocertificazione.

Il provvedimento, impostato secondo strategie regionali, è modulato in base alla curva epidemiologica del virus. Per questi motivi l’Italia viene divisa per zone: rossa, arancione e verde. L’immagine che bisogna avere bene in mente, per comprendere di che cosa stiamo parlando, è quella di un semaforo: il rosso segna lo stop, l’arancione il rischio ed il verde “il via libera”. Nel rispetto delle regole nazionali ovviamente.

L’Italia divisa in tre colori come un semaforo

Si potrà passare da un colore all’altro in funzione dell’aumento o diminuzione del contagio. Nella zona rossa resteranno aperte solamente le industrie e le scuole fino alla prima media. Il resto seguirà le lezioni da casa. Chiusi tutti gli esercizi commerciali, compresi parrucchieri ed estetisti.

Nessuna serrata per i servizi essenziali, ovviamente farmacie e supermercati saranno aperti al pubblico come nel marzo scorso. Nella zona arancione i ristoranti restano chiusi per tutto il giorno e non più solo dopo le 18. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Oltre quindi alla serrata dei locali, restano in vigore le regole generali.

Qui la Dad sarà solo per le superiori, gli studenti potranno frequentare in presenza fino alla terza media. Nella zona verde le regole sono meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre. I centri commerciali saranno chiusi nel weekend ed il trasporto pubblico avrà le utenze dimezzate sino al 50%. Dopo la chiusura di cinema e teatri un altro colpo alla cultura: anche i musei restano chiusi.

La Dad per più scuole di ordine e grado diversi.

Alle 22, in buona sostanza, finisce la giornata e ci si ritira in casa. La trattativa tra governo e Regioni sulle restrizioni inserite nel provvedimento è stata molto laboriosa, per le peculiarità e le differenze territoriali. Così i ministri della Salute e per gli Affari Regionali, Speranza e Boccia, hanno mantenuto fino all’ultimo contatti con gli esponenti delle regioni, rispettandone le indicazioni. Lo scenario in una zona dichiarata rossa ovvero di livello 4 è lo stesso di quello sopportato nella primavera scorsa, tranne qualche piccolo particolare:

– vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione e anche all’interno del territorio stesso (salvo necessità e urgenza).
– chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole; chiusi i mercati di generi non alimentari;
– chiusa l’attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto
– sospese le attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all’aperto
– è consentito svolgere individualmente attività motoria (passeggiate) in prossimità (circa 250 mt) della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale
– attività scolastica in presenza per scuola dell’infanzia, elementare e prima media. I provvedimenti saranno valutati su base settimanale e avranno durata minima di 15 giorni.

A seguito di questa nuova-vecchia “batosta” ci chiediamo che cosa abbiano fatto le opposizioni. Pur essendo state invitate a partecipare e contribuire alla stesura del Dcpm, hanno voltato le spalle e rifiutato di collaborare. Come si poteva immaginare, nonostante avessero promesso il loro impegno. Berlusconi in testa. Adesso diranno di non essere stati coinvolti?

Tutti a casa, il famoso film di Comencini interpretato da Alberto Sordi

Il tentativo è quello di non paralizzare il Paese, infatti nemmeno nelle zone rosse si parla di lockdown rigido. Per quanto riguarda gli spostamenti extraregionali ci si potrà muovere solo tra Regioni di fascia verde. Per comprovate necessità, motivi di salute e di lavoro sarà possibile spostarsi anche fra una regione e l’altra sempre in sicurezza. Speriamo che questi sacrifici servano per una ripartenza normale e definitiva. La prospettiva futura dipende anche da noi. Forse soltanto da noi. 

 

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