ROMA – ELEZIONI IN PAREGGIO: IL M5S SI SBRICIOLA NONOSTANTE LA VITTORIA REFERENDARIA

La Lega credeva di fare molto di più specie in Toscana. Scontate la riconferma dei governatori di Puglia e Campania. Le regioni "rosse" tengono.

Roma – Se per il referendum ha vinto senza problemi il Si, è anche vero che l’astensione è stata molto alta, come si era già ipotizzato. Il Sì ha ottenuto comunque il 70 per cento dei consensi ma c’era da aspettarselo. Alle Regionali la partita tra i due fronti contrapposti è finita, sostanzialmente, con un pareggio. Tra centrodestra e centrosinistra si è registrato un 3 a 3, considerato che la Valle d’Aosta, dove la Lega è un pelino avanti, non esprime direttamente il presidente della Regione che verrà scelto a maggioranza assoluta.

Al centrodestra resta il controllo di 14 regioni italiane, ma il 3-3 di questa tornata rallenta lo sfondamento leghista e, dopo l’Emilia-Romagna, certifica la tenuta delle ultime “Regioni rosse“. Il successo di Eugenio Giani in Toscana  (grazie ai sindaci) certamente ha suscitato enorme stupore, poiché, a dispetto delle previsioni della vigilia, Salvini ha dedicato molto tempo per spingere la propria candidata alla vittoria. Ma il risultato è stato impietoso.

Pesante sconfitta, infatti, della leghista Susanna Ceccardi, con oltre il 43% delle preferenze. Adesso superata la comprensibile delusione il buon Matteo del Carroccio sarà pancia a terra per difendere la propria leadership da tentazioni di conquista che provengono dal Veneto.

Da quel Veneto che ha tributato il “plebiscito” a Luca Zaia, la vittoria “preventivata” di Giovanni Toti in Liguria e di Francesco Acquaroli che espugna le Marche. In Campania è netta l’affermazione di Vincenzo De Luca con il 60% ed oltre dei suffragi. Identico successo per Michele Emiliano in Puglia, con buona pace di Renzi che ha sostenuto Ivan Scalfarotto che ha messo a segno un risultato deludente.

Luca Zaia

Con estrema naturalezza Vincenzo De Luca si avvia a governare altri cinque anni in Regione Campania. Il duello con l’eterno rivale, Stefano Caldoro, dura da dieci anni ma stavolta non è toccata a lui. Infatti nel 2010 prevalse Caldoro col 54,2 per cento contro il 43,0 di De Luca; nel 2015 i consensi furono appannaggio del candidato di centrosinistra con il  41,1 contro 38,4. Il dato di oggi è ulteriormente migliorato per il riconfermato governatore che guadagna oltre dieci punti percentuali rispetto a cinque anni fa, doppiando Caldoro che invece scende al suo minimo storico.

Michele Emiliano

Secca la sconfitta in Campania dei 5Stelle, che speravano di sottrarre consenso a De Luca. Invece la vittoria del presidente uscente gli assegna un ruolo di rilievo nello scacchiere nazionale, essendo l’unico candidato del centrosinistra che ha vinto oltre ogni aspettativa. Risultato non trascurabile se si considera che stava per essere sacrificato sull’altare della possibile intesa fra Pd e M5S.

Vincenzo De Luca

De Luca però è andato avanti speditamente e senza alcun ripensamento rispetto alla ipotetica alleanza con i pentastellati, vincendo “pesantemente” sul partito di Grillo che si affloscia un po’ dappertutto nonostante la vittoria referendaria. Le Regionali, così, certificano la tenuta del centrosinistra.

Ma non solo. Anche Michele Emiliano, che correva senza il sostegno di Italia Viva e M5S, ha sconfitto, e non era scontatissimo nonostante le previsioni favorevoli, Raffaele Fitto sostenuto dal centrodestra unito, con circa 8 punti percentuali di distacco. Palla al centro dunque. Né vinti, né vincitori. Questa è la politica, bellezza…

 

Ti potrebbe interessare anche —->>

DI MAIO LA VITA (ANCHE POLITICA) E’ FATTA A SCALE…