ROMA – DAI PEDOFILI AGLI STUPRI DI SUORE E NOVIZIE. NEL SILENZIO SACRO DEI CONVENTI.

Il problema ha assunto dimensioni così importanti da spingere Papa Francesco a realizzare una casa dove poter accogliere e prestare aiuto alle anime ferite e disilluse che necessitano di un percorso volto alla riconquista della fiducia, prima di tutto verso sé stesse.

Una delle tante novizie provenienti dal continente africano in assenza di vocazioni nostrane.
Una delle tante novizie provenienti dal continente africano in assenza di vocazioni nostrane.

Città del VaticanoLa Chiesa, purtroppo, è stata spesso teatro di abusi. Violenze sessuali e psicologiche nei confronti di minori da parte di ministri, in particolare presbiteri.

Ma esistono anche altri tipi di abusi, ad esempio quelli all’interno delle Congregazioni femminili, fenomeno di cui finora si è parlato molto poco, a cui padre Giovanni Cucci nella rivista gesuita ”La civiltà cattolica” dedica un ampio articolo intitolatoAbusi di autorità nella Chiesa. Problemi e sfide nella vita religiosa femminile” nel quaderno 4083-4084, III volume.

padre Giovanni Cucci
Padre Giovanni Cucci

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Dietro a quelle donne che hanno pronunciato voti pubblici di povertà, obbedienza e castità, si nascondono storie di soprusi e manipolazioni. E’ solo quando queste assumono la forma di abusi sessuali che l’opinione pubblica rivolge loro uno sguardo di attenzione. Bisogna, però, essere consapevoli che le suore sono vittime anche di abusi di autorità e di coscienza. I ricatti per la detenzione di un potere illimitato, la discriminazione, la gestione dittatoriale di alcune superiori rimangono segreti inconfessabili nelle mura dei conventi, che mettono a dura prova soprattutto le novizie provenienti dai Paesi poveri e, in generale, le anime meno docili e”indomabili.

Nel citato articolo si precisa come il rinnovamento a seguito del Concilio Ecumenico Vaticano II e del magistero successivo, abbia dato origine ad una ventata di cambiamenti non omogenea che ha trovato resistenza in quelle Congregazioni convinte fermamente che le vecchie consuetudini potessero essere ancora un “modello di governo” da replicare.

Uno scatto del Concilio Vaticano
Uno scatto del Concilio Ecumenico.

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In un’intervista rilasciata alla rivista ”Donne Chiesa Mondo”, il cardinale João Braz de Aviz, prefetto per la Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e la Società di Vita apostolica, ha parlato del grave argomento senza mezzi termini:

“…Abbiamo avuto casi, non molti per fortuna, di superiori generali che una volta elette non hanno più ceduto il loro posto – ha detto l’alto prelato – Hanno aggirato tutte le regole. Una ha voluto persino cambiare le costituzioni per poter restare superiora generale fino alla morte. E nelle comunità ci sono religiose che tendono ad ubbidire ciecamente, senza dire ciò che pensano …”.

Cardinale João Braz de Aviz,
Il cardinale João Braz de Aviz,

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Il potere diventa, in questi ambiti, una forma di assicurazione di privilegi preclusi agli altri membri, come ad esempio l’affidamento alle comunità di familiari e parenti, ospitati e curati gratuitamente dalle religiose infermiere che non possono agire altrimenti. Le suore superiori godono, inoltre, di privilegi esclusivi, quali le migliori cure mediche, un armadio super-accessoriato, la possibilità di andare in vacanza e usufruire di permessi. Un vero miraggio per una semplice suora, a cui difficilmente viene concesso un controllo medico, un indumento pesante perché “…E’ doveroso risparmiare per motivi di povertà…”.

Tutto ciò ha comportato un drastico calo di vocazioni negli ultimi 50 anni in Italia, tanto che si parla di”importazione di vocazioni”, facendo leva su queste”giovani risorse straniere” che difficilmente riescono a destreggiarsi a causa delle difficoltà linguistiche fuori dalla comunità religiosa. Il cardinale ricorda anche i casi di violenza sessuale subiti dalle novizie, più rare rispetto a quelle delle Congregazioni maschili, ma non per questo meno gravi.

Papa Francesco
Papa Francesco

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Un vissuto estremamente duro e traumatico che porta molte suore a rinunciare ai propri voti e a ritrovarsi abbandonate per strada, costrette a mantenersi addirittura ricorrendo, in alcuni casi estremi, alla prostituzione. Il problema ha assunto dimensioni così importanti da spingere Papa Francesco a realizzare una casa dove poter accogliere e prestare aiuto a queste anime ferite e disilluse che necessitano di un percorso volto alla riconquista della fiducia, prima di tutto verso sé stesse.

Una dura realtà che dev’essere assolutamente presa in considerazione, se si vuole che la Chiesa continui a mantenere una certa credibilità, senza ovviamente generalizzare e negare il valore e l’importanza dell’opera svolte nel corso dei secoli dalle religiose in Italia e non solo.

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