ROMA – CHI VACCINERA’ I VACCINANDI? ARCURI E I SUOI CONTE-BOYS

Considerando la mancanza di vaccinatori specializzati non sarebbe affatto strano vedere lo stesso Arcuri con i suoi Conte-boys indaffarati a vaccinare la popolazione: esilarante e mortificante. Che smacco, ragazzi.

Domenico Arcuri e i vaccinatori immaginari

Roma – Tra qualche tempo il famoso inizio di tante barzellette “ci sono un italiano, un francese e un inglese”, potrebbe cominciare col nome di Arcuri al posto dell’anonimo italiano. Dopo l’arrivo in Italia del vaccino anti Covid, per la verità in dosi ridicole se pensiamo che il nostro anticipo equivale ad un quindicesimo delle dosi acquistate dalla Germania, arriva l’ennesima figura che definiremo, per educazione, dilettantesca: non ci sono i vaccinatori.

Non si può dire che mancasse il tempo di preparare un bando adeguato, ma Domenico Francesco Arcuri, 57 anni di Melito Porto Salvo,  Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid, si è ridotto all’ultimo momento, un po’ come lo studente che aspetta l’ultima settimana di vacanza per fare i compiti che gli sono stati assegnati.

Domenico Arcuri fortemente voluto da Giuseppe Conte

Soltanto l’11 dicembre scorso il richiamato bando, per reclutare 3mila medici e 12mila infermieri, è stato pubblicato. Mentre si attendono 400mila dosi di vaccino in arrivo ogni settimana. Nel bando si parla di contratti di nove mesi da 58.842 euro lordi per i medici e da 27.693 euro lordi per gli infermieri, compresi di tre quarti della tredicesima. In aggiunta non si tratterà di assunzioni da parte del Ministero della Salute, delle Regioni, né di nessun altro ente: si tratterà di lavoro in affitto.

La chiusura del bando, in scadenza alle 18.00 del 28 dicembre, ha subìto un ritardo in seguito ad un ennesimo errore da parte di Arcuri, il commissario fortemente voluto da Giuseppe Conte e già dirigente d’azienda laureato in Economia e Commercio, ed è stato prorogato allo stesso orario del giorno successivo.

Chi vaccinerà i vaccinandi?

Nel frattempo le agenzie per il lavoro sono sul piede di guerra ed esigono risposte chiare sul proprio margine di guadagno, che nel bando si indica nella misura del 5%. Ma la domanda è: “lordo o netto? Perché se comprende pure l’Iva allora si scende al 3,9% ed è difficile proporre ribassi”. Arcuri, lo stesso Commissario fortemente voluto da Conte, risponde: “Si precisa che per mero errore materiale nell’avviso non è stato indicato correttamente il margine di agenzia al netto dell’Iva”.

Dunque le agenzie avevano fiutato la fregatura. D’altronde ormai fidarsi di questi “esperti” diventa impossibile. E così, al netto del 22% dell’Iva, il ricavato si ridurrebbe in effetti al 3,9%. Una presa in giro. Certo, definirlo “mero errore” è un eufemismo. “Volevamo fregarvi ma non ci siamo riusciti” sarebbe risultato più onesto.

Stefano Boeri

Bisognerebbe chiedere ai 5 Stelle dove sia finita questa famosa onestà tanto millantata. Nel frattempo siamo a corto di vaccinatori, salvo forse chi ha partecipato al questionario online di Arcuri, si lo stesso Commissario voluto assolutamente dal premier, nel quale aspiranti medici e infermieri possono caricare il loro curriculum vitae (no, non è uno scherzo).

Mentre l’architetto Stefano Boeri, progettista del Bosco Verticale di Milano, altro specialista voluto assolutamente dal presidente Conte, pensa ad allestire gli hub a forma di primula rosa, come un wedding planner che si occupa di decorazioni incomprensibili, bisognerà attendere le richieste territoriali. A proposito, la realizzazione dei padiglioni petalosi resta avvolta nel mistero: nessuno, nemmeno gli assessori regionali, sanno con quale denaro verranno realizzati (un’idea noi ce l’avremmo) né dove, né in che modo.

Gli Hub petalosi di Boeri. Chi caccia i soldi?

A questo punto non sarebbe affatto strano vedere lo stesso Arcuri, con i suoi Conte-boys indaffarati a vaccinare la popolazione, in mancanza di personale qualificato. Esilarante e mortificante. Poi dicono che avrebbero sistemato la faccenda. Macché. 

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