ROMA – ARRIVANO I QUATTRO MOSCHETTIERI CHE LOTTANO PER L’ECONOMIA SOLIDALE IN ITALIA.

Benessere, Equo, Solidale, Sostenibile, in stretto ordine alfabetico e spopolano nel web. Sono i nuovi quattro moschettieri che rivoluzioneranno il mercato sostenibile. Il rapporto tra finanza ed etica, nel corso della storia, è stato sempre di forte natura dicotomica e rappresenta quasi un ossimoro.

Economia solidale.

Roma – Potrebbero essere considerati i nuovi Moschettieri, i 4 spadaccini senza macchia e senza paura. Quelli del romanzo di Alexander Dumas combattevano per il re di Francia, Luigi XIII. Questi, invece lottano per valori molto più… Nobili di qualunque re, principe, conte o duca. I loro nomi sono: Benessere, Equo, Solidale, Sostenibile, in stretto ordine alfabetico e spopolano nel web. Attraverso le loro gesta è possibile collegare chi vive nella stessa città, provincia o regione. Inoltre, per estendere i rapporti tra organizzazioni diverse che possono trovare terreni comuni d’intesa e d’azione. Un punto di riferimento per favorire la domanda e l’offerta tra produttori, imprenditori, distributori, fornitori di servizi, operatori, professionisti, amministratori, consumatori e cittadini che agiscono nell’economia solidale in Italia. Una piattaforma al servizio di questa realtà presente sul territorio, nata per promuovere la formazione di una grande rete di comunicazione e scambio legata ai criteri e alle pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Come i quattro moschettieri di Dumas.

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E’ possibile, in questo modo, ricreare sul web la rete delle realtà dell’economia solidale e della sostenibilità: gruppi d’acquisto solidali (GAS), distretti di economia solidale (DES), reti di economia solidale (RES), produttori di biologico, mercati contadini a km zero e consumatori critici, operatori del turismo responsabile, del commercio equo, del risparmio energetico e della produzione di energie rinnovabili, della mobilità ecologica e della ristorazione biologica, fino ai servizi ed ai prodotti di finanza etici. Ed ancora: i settori dell’abbigliamento e dell’arredamento ecologico, della bioarchitettura, dell’informatica libera ed aperta, dell’informazione e dell’editoria indipendente, della medicina alternativa, della cooperazione e del cooperativismo, delle banche del tempo, della valorizzazione delle competenze culturali e multiculturali. Nell’immenso spazio del web, ogni abitante ha a disposizione una propria pagina per interfacciarsi con le altre realtà della community. Potrà aggiungere alla propria rete organizzazioni o persone che hanno gli stessi scopi; sponsorizzare o creare eventi, mettendo a disposizione le proprie competenze e fare informazione libera, aperta e generata dagli utenti.

Un esempio di bioarchitettura in piazza Gae Aulenti a Milano

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Alla base del progetto c’è un sistema di georeferenziazione, creato per visualizzare e relazionare soggetti tra loro affini. Ad esempio, un Gas potrà contattare tutti i Gas e i produttori presenti sul territorio; potrà far conoscere agli altri Gas i suoi produttori di riferimento per esprimere giudizi sui prodotti. Oppure, un istallatore di pannelli solari potrà formare una rete con le aziende erogatrici di servizi energetici e con i comuni della sua regione che hanno optato per investire nell’energie rinnovabili. Una rete sociale, quindi, per creare una community on line, dove individui e organizzazioni si profilano e si incontrano secondo affinità, competenze e finalità comuni, attraverso la messaggistica, i gruppi tematici, le richieste di fare rete.

Una grande mappa a forma di icona, con tutte le organizzazioni, gli eventi, le offerte di lavoro/stage e i bandi legati al settore dell’equo sostenibilità. Un avanzato sistema di geo localizzazione degli abitanti della rete e di alcuni contenuti da loro inseriti, realizzato grazie ai meccanismi di mappatura di google. Strumenti per iniziative e buone pratiche, attivare e diffondere campagne, creare gruppi di interesse e massa critica per unirsi allo scopo di una trasformazione culturale, sociale ed economica della propria comunità.

Citizen Journalism in Iran…

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Una piattaforma di e-commerce, che privilegia l’acquisto solidale e collettivo, la filiera corta ed il prezzo trasparente, per offrire una concreta possibilità di consumo responsabile a cittadini e comunità.  Ma, soprattutto informazione e diffusione della conoscenza e i suoi contenuti che ruotano intorno a 10 canali tematici, alimentati dagli stessi abitanti della community. Direttamente dal proprio profilo si potranno inserire contributi da condividere con gli altri utenti, un’opportunità di citizen journalism, di giornalismo partecipativo. Non solo, attraverso i canali tematici, sarà possibile segnalare eventi, offerte di lavoro, link utili, pubblicazioni editoriali, bandi e normative, strumenti utili per essere aggiornati sul mondo dell’equo sostenibilità. Ecco l’elenco di alcuni canali: Abitare e Costruire, Finanza Diritti e Reti Sociali e Risparmio, Energia ed Eco Efficienza, Politica e Partecipazione, Salute e Benessere, Sapere Comunicazione, Viaggio e Ospitalità, Produzione e Responsabilità.

Geolocalizzazione.

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Allo scopo di garantire affidabilità e trasparenza dei soggetti ospitati all’interno del portale, è stato scelto un sistema basato sulla partecipazione degli utenti e delle reti dell’economia sociale e alternativa esistenti, definiti segnalatori, con la funzione di validare le richieste di accesso alla community presentate dalle organizzazioni registrate. Per avere una maggiore visibilità e presenza sul territorio, viene offerta la possibilità di diventare Partner Segnalatori non solo a organizzazioni e reti nazionali, ma anche a quelle che operano e si relazionano a livello localistico e che possono accreditare le realtà del loro territorio.

Il buon mercato è favorito da un sistema di e-commerce, realizzato per fornire un servizio alle imprese responsabili dal punto di vista sociale e ambientale e per rispondere ai bisogni di consumo critico e consapevole.

Buonmercato si differenzia da altre piattaforme di e-commerce per i seguenti motivi:

*non comporta costi d’iscrizione e di realizzazione del negozio online;

*permette alle aziende di ridurre la filiera distributiva;

*garantisce alle aziende di essere visibili in un contesto coerente;

*privilegia l’acquisto collettivo per offrire più sconti agli utenti;

*evidenzia il prezzo trasparente, dichiarando come i diversi fattori produttivi incidono sul prezzo finale: materie prime, trasporti, lavoro etc.;

*permette la costituzione di un database di clienti diretti.

I rapporti finanziari sono gestiti da Banca Etica, la prima istituzione di finanza etica in Italia. Nata agli inizi degli anni 2000, opera esclusivamente, a fianco delle realtà dell’economia solidale: cooperative sociali, ong, onlus, associazioni e organismi impegnati nella tutela dell’ambiente, nella produzione biologica e nel commercio equo e solidale.

20 anni di Banca Etica

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Il rapporto tra finanza ed etica, nel corso della storia, è stato sempre di forte natura dicotomica e rappresenta quasi un ossimoro. Il seme tracciato da questa community può intaccare certezze consolidatesi nel tempo ed essere il primo tassello di una concezione della vita, della società e dei rapporti sociali di produzione, in cui Madame La Sobriètà ne sia la Signora Assoluta!

ROMA – QUEI BORDELLI DEL PENSIERO CHE SI CHIAMANO GIORNALI: SLOW JOURNALISM, UNA CHIMERA?