ROMA – ARRIVA IL FONDO PERDUTO: 5.2 MILIARDI PER TUTTI ENTRO QUALCHE GIORNO.

Un sostegno a imprese, partite Iva e autonomi che potrebbe alleviare sul serio i problemi economici di milioni di Italiani in crisi economica. Purchè i soldi ci siano davvero e vengano erogati entro le date stabilite. L'esperienza ci insegna il contrario...

Pronti 5,2 miliardi i contributi a fondo perduto?
Pronti 5,2 miliardi i contributi a fondo perduto?

Roma – Ammontano già a 5,2 miliardi i contributi a fondo perduto, erogati dall’Agenzia delle Entrate ai titolari di partita Iva previsti dal decreto Rilancio. Così quando mancano poco meno di due settimane alla scadenza del termine per la presentazione delle istanze, fissato al 13 agosto, gli uffici del fisco hanno cominciato ad effettuare bonifici agli aventi diritto.

Il contributo a fondo perduto, previsto dall’articolo 25 del decreto Rilancio, spetta ai titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, ed è commisurato alla diminuzione di fatturato subita a causa dell’emergenza epidemiologica. Possono ottenere l’agevolazione i contribuenti che nel 2019 hanno conseguito un ammontare di ricavi e compensi non superiore a 5 milioni di euro.

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Il Decreto, infatti, ha previsto misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro, all’economia e alle politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare la norma tende ad aiutare famiglie, imprese e professionisti a fronteggiare i disagi causati dall’emergenza pandemica.

Per accedere al contributo è necessario aver avuto un ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del mese di aprile 2019, oppure aver iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018 o avere il domicilio fiscale o la sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi, i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020.

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L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Nel dettaglio la percentuale è pari al 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro; 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro; 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro. In ogni caso è previsto un contributo minimo per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e neanche del valore della produzione netta ai fini dell’Irap. Per chi non l’avesse ancora fatto resta tempo fino al 13 agosto per presentare l’istanza, esclusivamente per via telematica. È opportuno, comunque, ricordare che nel caso in cui il soggetto richiedente fosse un erede che continui l’attività per conto del soggetto deceduto, le domande possono essere inviate fino al 24 agosto 2020.

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Si tratta, in definitiva, di un vero e proprio bonus (o indennizzo) privo dell’obbligo di restituzione, riconosciuto anche ad imprese, artigiani e commercianti che hanno registrato un calo del fatturato nel mese di aprile 2020 a seguito della diffusione del rischio pandemico da Covid-19.

In sostanza, al fine di permettere alle imprese di far fronte alla crisi di liquidità causata dall’emergenza epidemiologica, il legislatore, con l’art. 25 del citato D.L. n. 34/2020, ha esteso a tutte le imprese, a prescindere dall’attività economica concretamente esercitata, la possibilità di beneficiare di contributi a fondo perduto.

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Così viene demandato allAgenzia delle Entrate, sia la concessione del bonus, che l’attività di recupero di eventuali indennizzi indebitamente percepiti. Pertanto pur essendo concettualmente un’indennità a fondo perduto (fiscalmente irrilevante), è opportuno ricordare che sono previste rigide misure sia di controllo che sanzionatorie per i furbastri.

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