ROMA – A REGIONI E COMUNI LE RESPONSABILITA’ IMPOPOLARI. IL GOVERNO MINIMIZZA.

Se le cose andranno bene il merito sarà del Governo. Al contrario la mannaia delle responsabilità ricadrà su Regioni e Comuni. Una scelta strategica niente male.

RomaDa ieri il secondo Dpcm di ottobre è servito. Condivisibile e di grande speranza, per il messaggio chiaro che è stato inviato agli italiani dal Presidente del Consiglio. Misure graduali, in buona sostanza, ma che potrebbero essere inasprite, anche da Regioni e Comuni, se sarà necessario. Così sono state previste nuove misure per limitare gli incontri e la relativa diffusione del virus.

L’approccio scientifico è sempre lo stesso: più ci si incontra specie fra sconosciuti, nuovi amici, persone che frequentano ambienti diversi o a rischio, più ci si infetta. Non c’è nulla da fare. In effetti la disciplina di alcuni settori, ritenuti maggiormente “sensibili” sono stati al centro di vivaci dibattiti fra governo, esperti e Regioni. Tra questi spiccano in primis la Movida a cui fanno seguito le occasioni conviviali, la scuola ed il trasporto. La soluzione raggiunta, per gli esercizi pubblici, conferma la chiusura alle 24.

Movida addio…

Per i bar, i pub e altri locali di somministrazione e mescita di bevande e cibi lo stop alla vendita viene anticipato alle ore 18 ma ai tavoli si potrà proseguire l’attività. In effetti le modifiche sono state oggetto di una lunga discussione, come il numero massimo di sei persone per tavolo che alla fine ha riscontrato il consenso di tutti. Deciso anche lo stop a sagre, convegni e fiere locali. Nessuna limitazione per le attività commerciali negli ospedali, stazioni, aeroporti e lungo le autostrade.

E’ rimasta aperta fino all’ultimo la questione relativa a palestre e piscine che, come indotto economico, hanno affrontato ingenti spese per adeguare i propri spazi ai protocolli di sicurezza, nonostante nessun focolaio sia stato mai evidenziato in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati e costantemente sanificati. Alla fine, però, è stato deciso di permettere a palestre e piscine di rimanere aperte ma con una settimana di tempo per adeguarsi ai nuovi protocolli di sicurezza.

L’hanno spuntata

Chi non si adeguerà dovrà chiudere tra sette giorni. Tanto per essere chiari. Per i licei è stata disposta una modalità ancora più flessibile con la campanella che suonerà dalle ore 09.00 e con possibilità di lezioni anche nel pomeriggio. Pertanto le attività scolastiche proseguiranno in presenza ma per le “superiori” verranno favorite modalità più flessibili, anche con turni pomeridiani.

In definitiva la “road map” del Governo si è basata, per il nuovo Dpcm, in particolare sullo smart-working reso obbligatorio, stretta un po’ a tutti gli eventi, un medio giro di vite allo sport e più didattica a distanza nelle scuole. Gli italiani nonostante siano spaventati ed esasperati, pur tra mille perplessità politiche, sono certamente protesi ad assicurare l’incolumità propria ed altrui. In caso contrario, purtroppo, non vi saranno solo le pesanti sanzioni amministrative dalle quali difendersi ma il virus da fronteggiare.

Evidenza in rosso: sino a domenica 18 ottobre si sono registrati 11.705 nuovi casi di coronavirus in Italia. E la situazione si complica anche se l’attuale curva in risalita per gravità nulla ha a che vedere con quella drammatica della primavera scorsa. La ricerca scientifica, per nostra fortuna, è sempre al lavoro ma è necessario che ognuno faccia la propria parte. E’ opportuno precisare che durante il dibattito per il varo del Dpcm si sono registrati numerosi interventi da parte di esponenti del mondo politico e sanitario.

Di contro il silenzio, davvero assordante, della titolare del dicastero dell’Istruzione la dice lunga e non sarebbe la prima volta. Al posto di Azzolina, assente ingiustificata, ha parlato Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, la quale ha evidenziato come siamo messi nel settore particolarmente discusso:

”…Si è concordato un sistema di orari per le scuole superiori più flessibile di quello in vigore – ha detto De Michelied un’ulteriore spinta sulla flessibilità e diversità dei tempi di ingresso negli istituti scolastici. Anche lo smart working aumenterà la sua percentuale che attualmente è al 50%…”.

Paola De Micheli

Peraltro la questione degli orari scaglionati per le scuole ed il rafforzamento del  lavoro da remoto fa anche parte delle richieste avanzate dalle Regioni per il nuovo provvedimento già in vigore. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Franco Locatelli, ha cercato comunque di tranquillizzare gli animi per l’evidente preoccupazione che si sta diffondendo nel Paese affermando che pur in una fase di “indubitabile forte crescita dei contagi“, al momento “non si è in una situazione né di panico né di allarme, anche perché solo un terzo dei positivi è sintomatico, mentre il restante dei contagiati è asintomatico o paucisintomatico, cioè con sintomi di minore intensità…“.

Attenzione però Regioni e Comuni hanno ottenuto, o “subito“, una grande discrezionalità nel poter serrare ulteriormente le manette. Nonostante questo possa sembrare una sorta di scarica barile da parte del Governo. Anche perché gli stessi enti locali debbono sempre rivolgersi a Roma se, di contro, intendessero allentare la presa.

Franco Locatelli

Per adesso è cosi ma tutto dipenderà dai prossimi giorni e dal comportamento di ognuno di noi. Siamo testimoni di uno dei più nefasti eventi del secolo dunque dobbiamo agire di conseguenza. Siamo usciti da guai alla salute molto più seri e avevamo conoscenze scientifiche limitate. Supereremo anche questa pandemia

 

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