REPORTAGE – IL TREKKING PER SCOPRIRE LE INFINITE TRACCE DELLA STORIA. DA BOLOGNA A GORIZIA.

Camminare a piedi per valli e monti non solo fa bene alla salute ma divaga la mente dai rumori della vita quotidiana. Tutto ciò che si fa tramite il trekking rimane scolpito nella memoria e con i tempi che corrono è un ottimo sistema per fare turismo a basso costo.

Bologna – Per gli amanti della montagna, i grandi camminatori, è risaputo che l’escursionismo non solo fa bene alla salute individuale di chi intraprende il cammino, respirando aria buona, facendo esercizio fisico stando in mezzo alla natura. Ma, offre anche la possibilità di conoscere storia e cultura del territorio che si calpesta. Un’escursione in montagna, spesso, può trasformarsi in un viaggio a ritroso, facendosi catapultare dalla macchina del tempo in epoche remote. Perché, oltre ad essere in movimento col corpo, lo siamo con la mente, con lo spirito dei luoghi: si entra in empatia ed in simpatia con essi!

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Un’esperienza de genere è stata vissuta da quanti hanno partecipato nel 2018 ad un grande trekking tra Italia e Slovenia, organizzato dal CAI di Bologna, in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Un itinerario di 4 giorni che si è sviluppato lungo il corso del fiume Isonzo, proprio su quei scenari protagonisti, loro malgrado, delle efferate vicende belliche tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico. Tra i tanti posti visitati, i camminatori sono saliti sul Monte Sabotino, da cui si apre la vista di Gorizia, e sui fianchi del Monte Svinjak, nel museo all’aperto di Celo. Il viaggio ha previsto il passaggio nelle trincee fedelmente ricostruite e ben conservate del Kolovrat e sul Ponte di Napoleone, la visita di Tolmino, dei cimiteri militari e, infine, Caporetto, col suo museo ed il suo sacrario militare. Oltre alla presenza come guida di due accompagnatori CAI, il Club Alpino Italiano, è stata prevista la consulenza di un esperto di storia risorgimentale.

Il Monte Sabotino

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Il cammino tra le montagne trasmette una forte carica di spiritualità non comune. Infatti, oltre alla constatazione di quanta magia ed alchimia  ci possa essere in un incantevole paesaggio naturale montanaro, è stata, secondo i partecipanti, la possibilità di entrare nello spirito del tempo, in quello che è stato l’aspetto più tragico della Grande Guerra vissuta dai soldati e dagli abitanti della zona. Si è avuta la possibilità di sedersi dentro una trincea e sulle sue scomode pietre, constatarne lo spazio minimo vitale e la salita lungo il sentiero per arrivarci. E’ stata come una vera immersione in quella storia vissuta dai nostri bisnonni e nelle sue disumane condizioni.

Le gallerie sul monte Sabotino.

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A parere di chi ha effettuato il percorso, è stato appreso sulla Prima Guerra Mondiale più in quelle poche ore che in tanti libri letti. E, sarebbe cosa buona e giusta, proporre una simile esperienza agli studenti, invece di farli poltrire tra i banchi di scuola o davanti ad un computer, per offrire loro una modalità affascinante, concreta, dinamica, sostenibile: camminarci dentro, immergendosi. In questo viaggio è stato piacevole per i viandanti scoprire il sentiero della pace, un percorso che parte dall’interno della Slovenia e giunge fino Trieste.

Un tratto del sentiero della Pace
Un tratto del sentiero della Pace

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L’esperienza del trekking non si limita solo ai giorni trascorsi in montagna. La sua ricchezza non si esaurisce una volta fatte le valige e tornati a casa, ma rimane sulla pelle, tanto che può essere amplificata e condivisa anche quando si ritorna alla cosiddetta “normalità quotidiana”. Sarebbe molto propositivo ed innovativo inserire esperienze del genere nei programmi delle scuole medie inferiori e superiori. Andrebbero a sostituire quelle stantie e monotone gite scolastiche, che propongono lo stesso programma da 40 anni: viaggi in località nazionali o straniere, sottoposte alla tortura del turismo e del consumo di massa, concentrati in pochissimi giorni. Alla fine non resta granché, solo il ricordo giovanile di aver fatto una gran cagnara, definita divertimento, ma di dove si è stati, cosa si è visto, non rimane che il nulla. Ed allora, avanti tutta con il trekking, anche per gli studenti e non solo!

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