QUANDO ALLE DONNE NON SONO CONCESSE NEMMENO LE MESTRUAZIONI

in un Paese tristemente fallocentrico, tutto ciò che riguarda le donne, e che non tange gli uomini, viene derubricato a irrilevante

L'amazzone

Che l’Italia sia tra i Paesi occidentali più “a misura d’Uomo”, non sorprende: basta affinare un minimo il proprio senso critico per realizzare che le discriminazioni a danno delle donne sono molteplici.  
Una tra queste merita decisamente la definizione di beffarda: la “Tampon Tax” (la tassa sugli assorbenti e i prodotti igienici femminili).

L’eterna imposta, che periodicamente torna alla ribalta, si è affacciata nuovamente sulla scena politica, subendo, per quanto riguarda l’ipotesi di una sua revisione, l’ennesimo smacco nella manovra appena predisposta dal Governo (anche se di recente l’emendamento che prevede una riduzione di tale imposta è stato quantomeno riammesso alla discussione, ma la battaglia è ancora lunga…).


La richiesta di un’Iva agevolata per un bene di prima necessità, tassato invece come uno di lusso, sembra interessare poco ad una politica che pecca addirittura di sfrontatezza nell’addurre come giustificazione la necessità di “far cassa”.  Infatti i prodotti in questione portano nelle tasche dell’erario un introito non indifferente. 

Tutto questo grava sulla spalle delle donne, le quali non solo non possono avvalersi delle stesse opportunità lavorative degli uomini, ma subiscono un gap di retribuzione salariale che vede, ancora una volta, il sesso maschile prevalere.
Quindi coloro che dovrebbero essere economicamente agevolate si ritrovano anche a far fronte ad ulteriori iniquità. 

Si potrebbe azzardare che se fossero gli uomini ad avere il ciclo mestruale, probabilmente avremmo gli assorbenti consegnati a domicilio del tutto a carico dello Stato
Ma in un Paese tristemente fallocentrico, tutto ciò che riguarda le donne, e che non tange gli uomini, viene derubricato a irrilevante. Di più: la misoginia che caratterizza il Bel Paese finisce per costringere il genere femminile a sopportare tassazioni ingiuste che, ovviamente, non vengono applicate ai corrispettivi beni maschili.

Tampons

Dulcis in fundo, sarebbero da condannare anche degli pseudo-ambientalisti che si riscoprono tali solo quando si parla di coppette mestruali o di assorbenti in tessuto, in nome di un pianeta che necessiterebbe di ben altre accortezze per scampare alla sua autodistruzione. Sarebbe anzi poi da chiedere ai suddetti sostenitori (in maggioranza uomini, guarda caso) di indossare personalmente ciò che propongono, per poi metterci al corrente dei benefici apportati alle zone intime. Per non parlare di come sarebbe curioso vedere questi soggetti intenti a lavare assorbenti di pezza “in quei giorni”.
Ma d’altra parte gli uomini hanno sempre saputo ciò che è meglio per le donne, pur non essendolo


Come non farsi sedurre dalla bizzarra idea di andarsene in giro, tutte noi, senza assorbenti, col naturale flusso in bella vista che ci “sporca” i vestiti (e non solo). Allora si che verrebbero prese tutte le precauzioni del caso. 
Se non fosse che secoli di inadeguatezza e sensi di colpa, inculcati sapientemente nelle donne, indurrebbero queste potenziali eroine a provare ribrezzo per se stesse, anziché per il Genere che tale ribrezzo meriterebbe.