PIAZZA ARMERINA – LAVORARE STANCA: MEGLIO UNA PASSEGGIATA AL MERCATO.

Continuano in tutto il territorio nazionale gli accertamenti dei dipendenti pubblici in servizio o, per meglio dire, di quelli che sembrano in servizio ma in realtà sono altrove. Dappertutto tranne dove dovrebbero essere: dietro la scrivania. Previsti i licenziamenti e la restituzione degli stipendi truffati allo Stato.

Piazza Armerina – Altro che lavoro, al mercato settimanale non si può rinunciare. Il Comune di Piazza Armerina, in provincia di Enna, travolto da un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza che ha messo alla sbarra 18 assenteisti, ma sono 69 in tutto gli indagati. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno messo in luce un sistematico e diffuso meccanismo in virtù del quale un elevato numero di dipendenti del Comune ennese, pur risultando in servizio, anche attraverso colleghi compiacenti che provvedevano, per loro conto, ad effettuare la registrazione in modo artificioso ed illegale, in realtà si allontanava dal luogo di lavoro per finalità private e senza un adeguato titolo giustificativo. Tali condotte sono state in particolar modo registrate nella giornata del giovedì, in occasione del mercato settimanale cittadino, un appuntamento imperdibile per i dipendenti che, per allontanarsi ingiustificatamente dall’Ente, a volte utilizzavano anche i mezzi del Comune.

I dipendenti lasciavano il Comune per fare shopping

Pedinamenti, appostamenti e telecamere, hanno permesso di segnalare alla Procura della Repubblica 69 soggetti, di cui 54 dipendenti comunali su 164 in forza all’Ente e 14 impiegati nei cantieri di servizio che, a vario titolo e con profili di responsabilità di eterogenea entità, sono venuti meno ai propri obblighi d’ufficio. Tra questi, 13 sono stati destinatari della misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici per la durata di 6 mesi ed ulteriori 5 dell’obbligo di firma quotidiano presso la Polizia Giudiziaria nelle fasi immediatamente antecedenti all’avvio e alla conclusione della giornata lavorativa. Le indagini hanno consentito di far emergere un collaudato meccanismo volto a frodare l’accertamento dell’effettiva presenza in servizio dei lavoratori dell’Ente Locale: in un caso, addirittura, è stato verificato che la presenza in servizio di una dipendente del Comune veniva reiteratamente attestata grazie al concorso di un privato che provvedeva a registrare, per conto della dipendente, la presenza in servizio di quest’ultima utilizzando il suo badge personale. Oltre ai provvedimenti di natura giudiziaria, a conclusione dell’operazione denominata “Torno Subito“, sono state segnalate al Comune di Piazza Armerina le posizioni di ciascuno dei responsabili, al fine di ottenerne il recupero delle somme indebitamente percepite durante le ore di assenza.