PAVIA – LA MAFIA DEI RIFIUTI DIETRO GLI ULTIMI INCENDI?

I rifiuti dati alle fiamme lasciano spazio prezioso ad altri rifiuti. Bruciare costa molto meno che smaltire e si fanno soldi a palate. Cosi la criminalità organizzata e i suoi sodali lucra sullo smaltimento di qualsiasi tipologia di rifiuti, anche tossici e nocivi.

Pavia – Chi c’è dietro i due incendi del centro di raccolta Asm Pavia in località Montebellino? Ieri si è scatenato il secondo incendio in tre mesi nell’impianto che si trova in zona Cravino, località Istituti Universitari di via Abbiategrasso e, come a giugno, le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento da parte dei vigili del Fuoco e della polizia Locale di Pavia.

Sul luogo pompieri e agenti della Locale non hanno ancora rinvenuto tracce di inneschi, taniche, liquidi ovvero particolari della scintilla che avrebbe causato anche questo incendio. Nessuna ipotesi viene scartata.

E’ andata in fumo un’area di oltre mille metri quadrati dove, nei due capannoni adiacenti, verrebbe stoccata la frazione indifferenziata di rifiuti prima che questi finiscano in discarica. I vigili del Fuoco hanno effettuato tutte le operazioni di smassamento per evitare la presenza di ceneri combuste al di sotto delle macerie e quindi la possibilità di nuovi focolai. Nel frattempo i tecnici del gruppo specialistico di Contaminazione Atmosferica avrebbero installato la strumentazione per il campionamento dell’aria. Nonostante la cospicua coltre di fumo nero, al momento, non risultano pericoli di intossicazione per la popolazione locale.

Il centro di stoccaggio di Montebellino andato in fumo.

Per chi non lo sapesse il Montebellino è un centro di stoccaggio per la raccolta differenziata di rifiuti riciclabili che integra ed amplia i servizi attualmente offerti da ASM Pavia. A giugno bruciarono circa 250 metri cubi di rifiuti ingombranti non pericolosi, più o meno collocati nello stesso posto in cui erano giacenti quelli bruciati domenica scorsa.

Sempre in provincia di Pavia nel 2018 divampò un secondo incendio nell’area posta sotto sequestro – sempre a causa di un rogo divampato nel 2017 le cui fiamme divamparono per otto giorni consecutivi causando addirittura la chiusura delle scuole. Si trattava del deposito della Eredi Bertè a Mortara che diede origine a un’inchiesta più ampia sulle eco-mafie in Lombardia.

Incendio società Eredi Bertè a Mortara, provincia di Pavia.

Sempre nel 2017 scoppiò un incendio al termodistruttore di Parona, impianto gestito da Lomellina Energia. Poco prima c’era già stata un’esplosione alla Salpo di Gambolò, azienda che tratta il riciclo dell’alluminio e non vanno dimenticati anche i due roghi divampati alla Aboneco Recycling, azienda che tratta rifiuti speciali alla periferia di Parona, lungo la ex statale 494, vicino all’ipermercato Bennet.

Nel primo caso, le fiamme si sprigionarono all’esterno dell’impianto, nell’area di circa 300 metri quadri dove si trovano soprattutto rifiuti ingombranti come materassi, ferro, legno, ma anche plastica, gomma, scarti di macchinari e di circuiti elettrici mentre nel secondo, a prendere fuoco, è stata una delle cataste di rifiuti che si trovano sul retro del capannone: materiale quest’ultimo in attesa di subire il trattamento, ovvero la separazione dei rifiuti per tipologia prima della lavorazione vera e propria.

Incendio Corteolona Genzone, sei arresti.

Nel cumulo c’erano soprattutto rifiuti urbani, materassi e pezzi di mobili. Poi era andato in fumo un capannone di Corteolona-Genzone con tremila metri cubi di rifiuti. In quell’occasione la banda dei rifiuti era stata smascherata e arrestata. 

Tutti incendi divampati in aziende di smaltimento rifiuti la cui origine dolosa potrebbe essere assai probabile. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha effettivamente rilevato che il Nord è la nuova frontiera dello smaltimento illecito ma, ad oggi e tranne in qualche caso, la Terra dei Fuochi lombarda continua a bruciare e a fruttare alla mafia una barca di soldi. I responsabili finiti in galera sono davvero pochi rispetto al numero di incendi. 

 

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