PAVIA – BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA AL SAN MATTEO: INDAGATI VENTURI, NICORA, MERLINI E BALDANTI.

La Procura pavese intende verificare gli accordi per l’affidamento diretto ed esclusivo alla Diasorin Spa, da parte della Regione Lombardia, di 500mila test del valore di 2 milioni di euro.

Da sinistra: Venturi, Policlinico San Matteo, Nicora

PaviaBlitz della Guardia di Finanza al Policlinico San Matteo: indagati Alessandro Venturi e Carlo Nicora, rispettivamente Presidente e Direttore generale del San Matteo, il professor Giampaolo Merlini, Direttore Scientifico della Fondazione Irccs San Matteo di Pavia, oltre al professor Fausto Baldanti Responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare, nonché l’Amministratore Delegato della società biotecnologica piemontese Diasorin Spa.

Fausto Baldanti, responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare, nonché l’amministratore delegato della società biotecnologica piemontese Diasorin Spa.

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Il caso è sempre lo stesso: l’affidamento diretto ed esclusivo alla Diasorin Spa, società che produce test sierologici, cui la Regione aveva ordinato  500mila test del valore di 2 milioni. Un importo un po’ troppo alto per un affidamento diretto – in cui di solito la cifra non supera i 40mila euro – tant’è che la Procura di Milano aveva aperto un’inchiesta per sospetta violazione della concorrenza. Alle indagini della Procura seguirono le accuse del Movimento 5 Stelle, l’esposto presentato dalla Technogenetics, concorrente della Diasorin, che si era rivolta al Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Lombardia perché riteneva non fosse stato rispettato il principio di concorrenza.

Tecnhnogenetics, azienda leader nel settore dell’immunodiagnostica.

Dunque la sentenza dell’8 giugno, con la quale il Tar accolse il ricorso della Technogenetics ordinando la sospensione dell’accordo fra il Policlinico e Diasorin. Pochi giorni fa, però, il Consiglio di Stato, cui si era rivolto il San Matteo, ha ribaltato il tutto, interrompendo l’esecutività della sentenza auspicando l’esecuzioni di ulteriori indagini sul rapporto tra l’azienda privata e l’ ospedale pubblico. Ma cosa c’entra il San Matteo? Semplice: con quell’affidamento il Policlinico San Matteo avrebbe concesso, senza una gara pubblica, alla sola Diasorin di formulare il test, poi acquistato dalla Regione in 500 mila pezzi per 2 milioni di euro.

Giampaolo Merlini
Giampaolo Merlini, direttore scientifico fondazione Irccs San Matteo 

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Per questo ora la Procura della Repubblica di Pavia, nell’ambito delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dal sostituto Paolo Mazza, vuole vederci chiaro ed ha così ordinato perquisizioni domiciliari e locali nei confronti di diversi soggetti indagati per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato. I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Pavia stanno passando al setaccio uffici, archivi e apparati informatici del Policlinico San Matteo, della Fondazione Insubrica di Ricerca per la vita, della Diasorin Spa e della Servire Srl.

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Per gli inquirenti, appunto, sembrerebbe sia stata favorita, a discapito di altre potenziali concorrenti, la società piemontese di rilevanza internazionale, ovvero la Diasorin, operante nel settore delle biotecnologie, trasferendo ad essa tutti i risultati delle attività di ricerca e sperimentazione effettuate dalla Fondazione Irccs San Matteo di Pavia. La Diasorin avrebbe quindi sviluppato test sierologici e molecolari per la diagnosi da infezione Covid-19, allo scopo di ottenere la marcatura CE, senza gara, rendendo possibile un vantaggio economico per l’impresa piemontese. Ulteriori accertamenti sono in corso per delineare i rapporti economico commerciali esistenti tra Diasorin, Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita e la società Servire S.r.l. tutte operanti presso l’Insubrias Biopark di Gerenzano, in provincia di Varese.

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