PALERMO – AMBULANZE E CONFRATERNITE: I VECCHI AMORI DELLA MAFIA

Il trasporto degli infermi e le confraternite di soccorso, in uno con il racket del caro estinto, portano nelle casse della mafia soldi a palate. Stavolta le Fiamme gialle hanno messo le mani su una vasta organizzazione criminale che avrebbe rubato ingenti risorse all'Asp.

Palermo – Le ambulanze sono da sempre una grande passione per i clan mafiosi proprio per i cospicui affari che generano. Bernardo Provenzano – il boss mafioso scomparso nel 2016 – addirittura se ne andava in giro per Palermo proprio a bordo di un’ambulanza negli anni Ottanta.

Chissà forse anche il superlatitante Matteo Messina Denaro utilizza lo stesso mezzo per muoversi. Chi può dirlo? Due trafficanti di droga vicini alla famiglia di corso dei Mille, invece, avevano attrezzato un grande autoparco per trasportare emodializzati, in convenzione con l’azienda sanitaria locale.

Un business milionario i cui proventi illeciti si materializzavano grazie ad una finta onlus, la “Avel”, acronimo di associazione Voluntary Emergency Leader. I finanzieri del nucleo di polizia Economico Finanziaria del capoluogo siciliano hanno arrestato sei persone. Dietro il sodalizio, che nascondeva una vera e propria società commerciale, c’erano Pietro Corrao e Saverio Marchese, entrambi già condannati per traffico di droga con l’aggravante mafiosa.

In carcere è finito pure Salvatore Scavone che dall’aprile 2019 percepiva illegittimamente il reddito di cittadinanza, 400 euro al mese che fanno sempre comodo. Ai domiciliari è andato il prestanome dei veri gestori, Beniamino Cusimano.

L’inchiesta denominata “Bloody Mary“, coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Salvatore De Luca e dai sostituti Bruno Brucoli e Andrea Fusco, riguarda le persone indagate e arrestate per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di falso. Per l’associazione Avel è scattato il sequestro. Dal 2012 al 2018 la finta onlus avrebbe incassato dall’Azienda sanitaria provinciale tre milioni e 900 mila euro fruendo, evidentemente, di controlli alquanto superficiali. O addirittura nulli.

“…L’aspetto più allarmante di tutta questa vicenda è il concreto rischio di infiltrazioni criminali all’interno di un settore estremamente delicato come quello del volontariato…” ha detto il colonnello Gianluca Angelini, comandante del nucleo di polizia Economico Finanziaria di Palermo.

La Guardia di Finanza, già da tempo, aveva elevato il livello di attenzione su questo settore: “…A garanzia – aggiunge il colonnello Angelinidell’insostituibile ruolo svolto dalle vere associazioni senza scopo di lucro che operano nel rispetto delle regole e che rappresentano una delle forme più qualificanti di concreto esercizio della solidarietà sociale, che deve essere preservata da ogni tentativo di condizionamento o inquinamento criminale...”.

L’indagine ha passato al setaccio anche un’altra associazione per il trasporto degli emodializzati, pure questa sequestrata. Si tratta della “Confraternita di Misericordia” i cui gestori sono accusati di avere creato un vero e proprio cartello fra le sette associazioni che svolgono il trasporto degli emodializzati in provincia di Palermo.

Un “patto illecito”, accusa la Procura, “per rifiutare il trasporto collettivo ed accettare solo il più remunerativo trasporto singolo dei malati”, spiegano i finanzieri in una nota. “Così ingannando l’Asp e cagionando un danno rilevante alle casse pubbliche”. Ai domiciliari sono finite Concetta Teresi e Marilena Scalia, che gestivano la Confraternita della Misericordia. Gli inquirenti però continuano su altre piste

 

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