OPERAZIONE ANTIMAFIA CON SEQUESTRO DI BENI A IMPRENDITORE COLLUSO

Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Penale e Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani, su richiesta congiunta del direttore della Dia, Giuseppe Governale, e dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi.

L’attività investigativa orbita intorno alle risultanze dell’operazione “Anno Zero” del 201 quando la Dia di Palermo aveva eseguito provvedimenti di fermo e decreti di sequestro nei riguardi di numerosi affiliati a famiglie mafiose del mandamento di Castelvetrano, fra i quali spiccavano lo stesso Carlo Cattaneo e Rosario Allegra, poi deceduto, cognato di Matteo Messina Denaro.

Le indagini, stante le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, avrebbero confermato l’espansione, nella Sicilia occidentale, delle agenzie di scommesse affiliate a siti internet di gioco on line sponsorizzati da Cattaneo, grazie alla presunta affiliazione con la criminalità organizzata con a capo il superlatitante Denaro.

Il documento d’identità del latitante più ricercato d’Italia.

I molteplici rapporti d’affari erano stati avviati, fra il 2012 e il 2013, su iniziativa di Francesco Guttadauro, nipote di Messina Denaro, poi condannato per associazione mafiosa. Dopo l’arresto di Guttadauro, nel dicembre 2013, sarebbe stato Rosario Allegra a riscuotere, nel tempo,  somme di denaro da Cattaneo, che venivano utilizzate per il sostentamento dei familiari del latitante e dell’intera organizzazione criminale.