NOTAIO GIAMBATTISTA COLTRARO ALLA SBARRA

Slittata al 20 marzo prossimo l’udienza a carico del professionista siciliano accusato di falso ideologico e materiale nell’ambito dell’indagine Terre Emerse. Per l’accusa il notaro avrebbe rogitato atti falsi ma l’ex politico isolano si è sempre dichiarato innocente

Il notaio Giambattista Coltraro.

Siracusa – Slitterà al 20 marzo il processo a carico del notaio siciliano Giambattista Coltraro. Il professionista ha prodotto un certificato medico nel quale si dichiara l’indisponibilità dell’imputato a partecipare all’udienza già slittata alcune volte. Il 10 febbraio scorso, infatti, sarebbe stata la volta del Pm Tommaso Pagano con la sua requisitoria ma senza l’imputato non si è potuto procedere. Il giudice monocratico Carla Frau non ha potuto fare altro che rinviare l’udienza durante la quale, sorprese a parte, il magistrato giudicante dichiarerà chiusa la fase dibattimentale e passerà la parola al Pm che dopo il suo intervento formulerà la richiesta di condanna o di assoluzione per Giambattista Coltraro, accusato di falso ideologico e materiale, reati contestati al politico e professionista siciliano nell’ambito dell’indagine Terre Emerse.

L’ex capogruppo di Sicilia Democratica ha sempre respinto le accuse affermando di aver rogitato i contratti di compravendita di decine di terreni nel rispetto della legge. Ricordiamo che per i presunti reati commessi il Gip Giuseppe Tripi aveva inflitto a Coltraro l’interdizione dall’attività professionale per un periodo di dieci mesi. Il notaro era stato costretto a chiudere gli studi di Augusta, Priolo Gargallo e Noto per trasferirsi a Buccinasco, in provincia di Milano, in attesa degli esiti del processo.

Uno degli atti di compravendita contestati dai magistrati inquirenti al professionista già parlamentare siciliano.

Continua invece il processo ordinario a carico di Antonino Carcione, 48 anni, residente a Carlentini; Monica Lanza, 40 anni, residente a Carlentini; Giuseppe Carcione, 23 anni, residente a Carlentini; Carmelo Bonaccorso, 44 anni, residente a Carlentini; Luciano Salamone, 64 anni, residente a Carlentini; Sebastiano Carcione, 51 anni, residente a Carlentini; Michele Ausilio, 43 anni, residente a Vizzini; Giuseppe Mistretta, 54 anni, residente a Roma; Alessandro Buressiniani, 40 anni, residente a Cori in provincia di Latina; Ersilio Calderone, 54 anni, residente a Roma, Sergio Ciuffetti, 56 anni, residente a Frascati in provincia di Roma e Alessandro Tiralongo, 58 anni, residente a Siracusa. Queste persone, a suo tempo, erano state raggiunte, a vario titolo, da provvedimenti cautelari per presunti reati di falso, estorsione, truffa aggravata, associazione a delinquere, corruzione e per aver sottratto terreni ai legittimi proprietari tutti costituiti come parte civile.

Uno dei numerosi possidenti di terreni agricoli che si sono visti sottrarre le proprietà da soggetti terzi.