NON VEDENTE ALLA GUIDA DELLA SUA AUTO, HA VISTO LA PALETTA DELLA FINANZA…

Il solito falso cieco e caduto nella rete dei finanzieri, quando si è “visto” perduto, ha pensato bene di mentire: occhio non vede, cuore non duole. Dovrà rispondere di truffa aggravata ai danni dello Stato e reati accessori.

Arrestato il finto invalido

Cieco, ma con la patente. Dal 2013 un cittadino sudanese di 43 anni, da diverso tempo residente a Schio, in provincia di Vicenza, truffava lo Stato percependo la pensione di invalidità, più l’indennità di accompagnamento, perché sulla carta era cieco assoluto. Nei fatti, però, si muoveva tranquillamente per le vie della città, anzi, per ben due volte è anche risultato idoneo per il rinnovo della patente. A smascherarlo sono stati i finanzieri del Comando provinciale di Vicenza che, al termine delle indagini, hanno effettuato un sequestro preventivo per un valore di circa 90 mila euro nei confronti del truffatore.

Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno pedinato il falso cieco per diverso tempo riprendendo la sua quotidianità e appurando che lo stesso svolgeva compiti incompatibili con lo status di non vedente assoluto. L’indagato è stato colto alla guida dell’autovettura di sua proprietà, nonché a deambulare nei pressi della sua abitazione senza alcuna assistenza e a recarsi presso l’ATM per prelevare i soldi delle pensioni. Inoltre faceva jogging ed eseguiva saltuariamente piccoli lavori edili, benché formalmente disoccupato. Sulla scorta di ciò, lo stesso è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Vicenza per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, punito dall’art. 640-bis del codice penale. Nel corso delle indagini gli uomini della Guardia di Finanza hanno anche accertato che l’uomo agiva in combutta con la moglie, una cittadina ghanese di 39 anni.

L’indagato, già in sede di procedura di riconoscimento dello status di “cieco assoluto”, sembrava affetto, a detta della specialista oculista che ne aveva eseguito la diagnosi, dalla cosiddetta “sindrome da indennizzo” in quanto si rifiutava di collaborare, chiudendo gli occhi o ribaltando le pupille verso l’alto, nascondendole dietro la palpebra superiore ed asserendo che la luce gli provocasse dolore. La mancanza di collaborazione del paziente, in altre parole, non ha permesso la quantificazione esatta del visus e del campo visivo, parametri fondamentali per il riconoscimento dello status di “cieco assoluto” e che avrebbero permesso di vanificare l’intento fraudolento dell’indagato. All’esito della procedura amministrativa, tale status, in assenza di esami oggettivi che ne potessero ribaltare l’esito, è stato dunque riconosciuto sulla base della circostanza che il paziente fosse affetto da glaucoma acquisito ad un occhio. Invece, il 43enne sudanese, per ben due volte, nel 2014 e nel 2017, ha rinnovato la patente. Le circostanze descritte sono state comunicate all’ Inps di Schio che ha avviato la procedura di sospensione dell’erogazione del beneficio assistenziale e di restituzione di quanto indebitamente percepito. L’operazione delle Fiamme Gialle si è sviluppata facendo leva sulle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria ed è stata condotta trasversalmente tanto sotto il profilo amministrativo quanto quello penale con il conseguente sequestro preventivo del patrimonio finalizzato alla confisca, che è obbligatoria nel caso in cui il procedimento penale si concluda con la condanna dell’indagato.