NEL CAMPO DEI BALCANI LA PARTITA EUROPA-CINA

Pechino non molla e oltre la via della Seta cerca altri ingressi e non lesina aiuti e sostegno a chi è più sofferente. Non si tratta di solidarietà ma legge di mercato. Tu dai una cosa a me ed io faccio lo stesso. Per poi sedermi al tavolo delle trattative.

La sfida tra EU e China potrebbe spostarsi nei Balcani

Nella giornata di oggi si terrà il vertice UE-Balcani occidentali. Inizialmente la sede dell’incontro avrebbe dovuto essere Zagabria ma poi la riunione è saltata, per ovvi motivi, e si procederà per via telematica. Il meeting internazionale disaminerà le relazioni tra le due parti, valutando i risultati fino a questo momento raggiunti, soprattutto alla luce della recente pandemica. L’Unione Europea, da parte sua, si definisce il partner principale della regione evidenziando come la duratura cooperazione potrebbe portare a mobilitare circa 3,3 miliardi d’euro per aiutare i Paesi della zona.  Di questi, 38 milioni sarebbero destinati al settore sanitario dei Balcani occidentali, mentre altri 389 milioni andranno a rimpinguare le casse dell’IPA (strumento di assistenza preadesione). Quest’ultima somma dovrebbe essere utilizzata per rafforzare i sistemi sanitari nazionali e attutire l’impatto sociale ed economico della crisi.

Per quanto riguarda la macrofinanza l’Europa politica, in collaborazione con il Fondo Monetario internazionale, ha proposto di versare nelle casse dei governi dei Balcani occidentali circa 750 milioni di euro, in modo da facilitare il bilanciamento dei pagamenti in arretrato.  A beneficiare di questo fondo dovrebbero essere anche una settantina di banche locali. L’idea dell’Unione Europea sarebbe quella di fornire 455 milioni d’euro per garantire la sopravvivenza nel breve periodo al tessuto economico locale, attraverso prestiti alle piccole imprese con vincoli meno ferrei oppure tramite prestiti agli imprenditori bisognosi. In ultimo l’UE potrebbe fornire 1,7 miliardi di euro per prestiti supplementari per investimenti nel settore pubblico così da contribuire alla salvaguardia dei posti di lavoro.

Il presidente Xi Jinping

Un programma importante che, come sottolineato dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, ha il chiaro intento di “approfondire la cooperazione strategia su questioni quali i cambiamenti climatici, il multilateralismo e la politica estera”. Tra i protagonisti dell’incontro ci saranno i leader di Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Repubblica di Macedonia del Nord e Kosovo. La presenza del Kosovo, sottolineano da Bruxelles, non pregiudica la linea europea riguardo al riconoscimento dello Stato.

La particolarità del vertice, però, risiede nel fatto che avvenga a pochi giorni dall’annuncio del rinnovo del mega prestito cinese all’Ungheria per dar vita al progetto di ammodernamento della linea Budapest-Belgrado.  Com’è stato riportato dai colleghi di Radio Capodistria, l’ingente somma di denaro (1,7 miliardi d’euro) finanziata dall’Exim Bank of China, coprirà l’85% dei costi di costruzione, affidandone la ristrutturazione principalmente alle aziende cinesi. L’intento ultimo di Pechino sembrerebbe quello di realizzare un’unica linea commerciale che partirebbe dal porto greco del Pireo (67% in mano cinese) fino all’Ungheria, passando per la Serbia. Un progetto che porterebbe il mercato cinese fin dentro il cuore dell’Europa. Inoltre la situazione interna ungherese, dove Viktor Orbán esautorato il Parlamento governa tramite decreti governativi, renderebbe ancor più spinosa la questione. Non si può escludere con certezza che la strategia di Orbán sia quella di condurre un doppio gioco con Europa e Cina così da incrementare la presenza economica del gigante asiatico nel Vecchio Continente. Sembrerebbe infatti che la mossa finanziaria dell’UE sia mirata ad erodere la predominanza di Pechino nei Balcani occidentali.

Viktor Mihály Orbán

La posizione della Serbia, per di più, contribuirebbe ad alimentare maggiori perplessità negli uffici comunitari. Negli ultimi 10 anni gli investimenti cinesi verso Belgrado hanno superato i 10 miliardi di euro e anche durante la pandemia il presidente serbo Aleksandar Vučić si è rivolto direttamente a Pechino per chiedere aiuti. Chissà perché concessi immediatamente, quando si dice la strategia. In attesa di capire i risvolti del vertice la nuova partita economica tra Europa e Pechino si giocherà nei Balcani tramite cospicui investimenti locali mirati ad limitare di molto la presenza dell’una o dell’altra parte.