MODICA – CONDANNATO IMPRENDITORE PER MALTRATTAMENTI ALLA MOGLIE.

Al culmine di una lite, l’uomo le avrebbe sferrato un pugno ad un occhio per impedirle di chiamare le forze dell’ordine.

Modica – Condannato a due anni e undici mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e del risarcimento di 15 mila euro in favore dell’ex moglie che si è costituita parte civile. Con sentenza dell’8 giugno, Gaetano Dimartino, giudice monocratico presso il tribunale di Ragusa, ha condannato G. C. di 60 anni, imprenditore di Modica, in provincia di Ragusa, per maltrattamenti in famiglia e lesioni. La donna, da quanto emerge dagli atti, da anni subiva maltrattamenti da parte del marito ma solo nel 2013, guarda caso il giorno della la festa della Donna, ha avuto il coraggio di denunciare chiedendo, contestualmente, la separazione. Nel 2015 l’imprenditore, oggi sessantenne, era stato rinviato a giudizio su richiesta del sostituto procuratore Andrea Sodani. Il processo ha avuto inizio nel febbraio del 2016 e, nel corso delle udienze, la donna ha raccontato terribili episodi di violenza di cui è stata vittima. Una volta, al culmine di una lite, l’uomo le avrebbe sferrato un pugno ad un occhio per impedirle di chiamare le forze dell’ordine. Un’altra volta la donna, sempre dopo una lite, era fuggita da casa gettandosi da una finestra. In quell’occasione era stata soccorsa in strada da agenti di polizia. Tante le denunce presentate nel corso degli anni, accuse respinte dal marito che in primo grado è stato condannato. L’ex moglie dell’imprenditore modicano, assistita dall’avvocato Giusy Cicero, si è costituita parte civile e dovrà ricevere un risarcimento di 15 mila euro.

L’avvocato Giusy Cicero
“…È stato un lungo percorso giudiziario durato ben sette anni sia in ambito civile che penale – spiega l’avvocato Cicero – percorso penalizzato nei tempi per via della chiusura dell’ ex tribunale di Modica, ma di fatto questa sentenza rappresenta una possibilità concreta di riscatto morale per la mia assistita, volta a ristabilire quella dignità più volte violata. Sicuramente l’annosa vicenda interesserà ulteriori gradi di giudizio. La pronuncia dell’otto giugno, rappresenta un primo passo, significativo e considerevole”.