MILANO – SI AL PROGETTO LIBERI DI SCEGLIERE A SOSTEGNO DEI MINORI DI FAMIGLIE MAFIOSE.

Il progetto assicura una concreta alternativa di vita ai ragazzi minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa ed ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali.

Monica Forte

Milano – Sì alla risoluzione della Commissione Antimafia: al via in Lombardia il progetto per donare un’alternativa ai minori di famiglie mafiose. Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la risoluzione della Commissione regionale Antimafia, sollecitata dal  Coordinamento nazionale delle Commissioni e degli osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità. Sì al progetto “Liberi di scegliere”  che assicura una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa ed ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali.

Per prima cosa la risoluzione impegna la Giunta regionale della Lombardia ad attuare il progetto “Liberi di scegliere” anche operando interventi sulla propria legislazione volti a consentire la realizzazione di progetti appropriati di accoglienza, cura e protezione per i minori coinvolti nelle situazioni citate in premessa. Dal 2012, su iniziativa del Tribunale per i minori di Reggio Calabria, la regione Calabria ha infatti avviato il Progetto sperimentale “Liberi di scegliere”, finalizzato alla rieducazione ed al reinserimento di minori e giovani provenienti da contesti di criminalità organizzata attraverso la realizzazione di percorsi personalizzati di sostegno ed inclusione sociale. Il progetto nel corso degli anni è proseguito grazie ad accordi istituzionali tra l’ente regionale, il tribunale per i minorenni, il ministero della Giustizia e dell’Interno e ha trovato il sostegno, tra gli altri, del dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), della Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo, della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) e dell’Associazione Libera

l’Associazione Libera sostiene il progetto

Nel 2019 il Coordinamento nazionale delle Commissioni e degli osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità istituito nel 2018 presso la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative, di cui fa parte anche la Commissione antimafia di Regione Lombardia, ha iniziato a lavorare ad alcuni progetti per uniformare e armonizzare il più possibile la normativa e le iniziative per il contrasto alle mafie e la diffusione della legalità su tutto il territorio nazionale

La risoluzione di oggi, inoltre, oltre ad impegnare il Pirellone a favorire la più ampia diffusione e conoscenza del progetto attraverso efficaci canali di comunicazione, intende avviare le procedure necessarie per la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa, che possa coinvolgere per l’attuazione enti, associazioni o società, prendendo i contatti con la Direzione Distrettuale Antimafia, i competenti Tribunali per i minorenni, la Procura della Repubblica presso i competenti Tribunali per i minorenni, nonché con le Direzioni regionali dei Ministeri coinvolti e le Conferenze Episcopali regionali:

Il cuore di Milano

“…Il progetto Liberi di scegliere – dichiara Monica Forte (M5S Lombardia), Presidente della Commissione regionale Antimafiarappresenta la possibilità di scegliere un futuro di libertà dall’illegalità. Il destino dei figli delle famiglie mafiose è spesso segnato: per i maschi  l’educazione mafiosa inizia già a dodici-quindici anni con l’uso di coltelli per poi progredire con le armi fino al primo omicidio che consente di avanzare nella scala gerarchica. Per le donne il destino è solitamente di sposare il figlio di un’altra cosca per creare una alleanza. Questi bambini devono avere la libertà di scegliere la legalità. Grazie alla risoluzione approvata, Regione Lombardia è la prima tra le regioni del nord, dopo l’esperienza della Calabria, a farsi promotrice di un Progetto straordinario che potrà crescere tante giovani donne e giovani uomini riconoscenti verso le Istituzioni che facendo rete con la società civile costruiscono un mondo migliore. Ringrazio sentitamente tutte le forze politiche per la grande sensibilità attestata che ha portato all’approvazione di una risoluzione collegiale di grande valore politico e sociale…”.