MILANO – LAVORATORI FEDEX-TNT: PICCHETTI DI PROTESTA CONTRO 70 ESUBERI.

La grave situazione occupazionale post pandemia dilaga a macchia d'olio in tutta Italia. Si continua con esuberi e prospettive di chiusura delle attività produttive nonostante le più rosee prospettive del Governo.

Alcuni dei lavoratori in sciopero

Milano – Continuano le proteste dei lavoratori della Fedex-Tnt. Nella scorsa notte alcuni dipendenti della sede lombarda di Peschiera Borromeo, a San Giuliano, hanno indetto un picchetto per protestare contro la politica di esuberi che riguarda circa 70 lavoratori nonostante, come sottolineano i sindacalisti, vi fosse un accordo che ne prevedesse la stabilizzazione a partire da aprile.

Nella mattinata di oggi, invece, un’altra delegazione, con il sostegno del sindacato Si Cobas, si è radunata davanti alla sede romana del colosso della logistica per esprimere la solidarietà ai colleghi lombardi. Altri presidi sono stati convocati a Bologna, Piacenza e Napoli.

Sciopero nella sede lombarda della TNT

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La vicenda Fedex-Tnt è una di quelle che ha tenuto maggiormente banco durante le prime fasi post lockdown. Le immagini dell’occupazione dei magazzini della Fedex-Tnt e delle successive cariche della polizia hanno raggiunto le case di milioni d’italiani, obbligandoli, al confronto con i reali effetti dalla contrazione economica prodotta dal Covid-19. Alla base del malcontento dei lavoratori c’è la vertenza sindacale tra il colosso della logistica e 66 lavoratori interinali, soci di una cooperativa e gestiti da Adecco, che l’azienda ha deciso di lasciare a casa dopo aver promesso la loro assunzione.

Sciopero davanti alla sede romana della tnt

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Le azioni di oggi arrivano a circa un mese dal presidio indetto dai lavoratori e dai SI Cobas sotto la Prefettura Milanese. In quella giornata, 24 giugno, una delegazione di manifestanti riuscì ad incontrare i rappresentanti della Prefettura per discutere della vertenza e per trovare un piano per arginare l’emorragia lavorativa. L’ufficio territoriale di governo aveva mostrato solidarietà verso le vicissitudini degli impiegati e rinnovando il proprio impegno per il ruolo di paciere:

“…Questa importante presa di posizione da parte della Prefettura – avevano scritto i rappresentanti del SI Cobas – è il frutto di molteplici fattori: in primo luogo dell’abnegazione dei lavoratori che in queste settimane non hanno mollato né ai ricatti padronali né alla dura repressione della polizia; in secondo luogo del sostegno di tutti i Cobas della filiera TNT che a livello nazionale hanno sostenuto la lotta in corso a Peschiera Borromeo; in ultimo, ma non in ordine di importanza, grazie a all’ampia rete di solidarietà messa in piedi attorno agli scioperi, che hanno potuto contare su una crescente partecipazione di studenti, realtà politiche e di movimento, singoli attivisti e sul sostegno nazionale delle realtà aderenti al Patto d’azione…”.

Sciopero Tnt a Milano

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A un mese da quel comunicato però la soluzione non è stata ancora trovata e i lavoratori sono tornati a protestare contro la multinazionale americana. Quale sarà l’esito di quella che è diventata la vertenza più chiacchierata del post Coronavirus?

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