MILANO – IN AUMENTO LE TRUFFE INFORMATICHE. SOTTO INCHIESTA I GESTORI TELEFONICI.

La Procura di Milano ha avviato un'indagine su vasta scala eseguita dai nuclei specializzati della Guardia di Finanza. Nel mirino degli inquirenti 11 persone, alcune società operanti nel settore ed i gestori telefonici.

Milano – Nonostante siano passati tanti anni dalle prime truffe telefoniche, i “furbetti” del sistema telematico ormai rodato a dovere continuano con le loro malefatte. Nelle ultime ore migliaia di utenti delle compagnie telefoniche hanno lamentato addebiti per la fruizione di app e giochi mai acquistati né autorizzati. “…I consumatori sono stati oggetto delle peggiori scorrerie…”. Questo il pensiero del procuratore Francesco Greco, anche lui vittima di una truffa. Intanto la Guardia di Finanza ha inviato una lettera all’autorità Garante per le Comunicazioni in relazione alla posizione di Vodafone, Tim e un’altra società. Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, riguardano 11 persone, accusate a vario titolo di frode informatica ai danni dei consumatori, intrusione abusiva nel sistema telematico e tentata estorsione contrattuale.

I nuclei specializzati della Guardia di Finanza che seguono in rete i truffatori informatici per poi identificarli. 

Secondo quanto scoperto dagli inquirenti, per avviare l’abbonamento ai programmi a pagamento, bastava visitare un pagina web cliccando erroneamente su un determinato banner pubblicitario e succedeva il finimondo. Da quel momento in poi l’utente si trovava inondato di servizi inutili come oroscopo, meteo o  foto e notizie di gossip, articoli in vendita, che in realtà non aveva mai richiesto. Appena rivelata la truffa, gli agenti del nucleo speciale Tutela Privacy e Frodi tecnologiche della Guardia di Finanza hanno provveduto ad effettuare controlli nella sede legale di Wind-Tre. I magistrati inquirenti hanno poi inviato una comunicazione all’Agcom, l’autorità Garante per le Comunicazioni in relazione alla posizione di Vodafone, Tim e un’altra società.

Molto determinato è sembrato Francesco Greco che durante la conferenza stampa per presentare l’operazione ne ha spiegato esaurientemente i punti cruciali: “…Serve una responsabilizzazione delle piattaforme digitali usate dalle società multiutility che permette a queste situazioni di proliferare – ha detto il magistrato altrimenti si crea una asimmetria di potere tra gli enormi agglomerati economico finanziari e i cittadini che diventano in questo modo oggetto delle peggiori scorrerie…“.

Il Palazzo di Giustizia di Milano

Il procuratore ha sottolineato come ormai la criminalità informatica stia facendo passi da gigante, tanto da essere considerata dallo stesso procuratore come un vero e proprio problema “…Il terzo problema del mondo – ha aggiunto Greco – dopo i disastri ambientali e quelli climatici ma non è percepito come tale né nella cultura generale né nelle forze dell’ordine…”.

Negli ultimi anni anche la Polizia Postale ha allertato i consumatori a più riprese sulla potenzialità delle truffe online che sempre di più colpiscono gli utenti, in particolar modo quelli più avanti negli anni. La rete, oltre alle comodità, ha fornito ai truffatori una nuova piattaforma dove muoversi liberamente, diversificando costantemente la tipologia dei raggiri.

Da accertare, inoltre, la posizione della Pure Bros Mobile Spa. La procura milanese aveva già sequestrato 12 milioni di euro alla società romana, coinvolgendo nelle indagini anche Angelo Salvetti e Fabio Cresti, con l’accusa di “accesso abusivo a sistema informatico”. L’ipotesi, conclude Greco, è che quei soldi siano frutto proprio dei servizi erogati senza autorizzazione ai clienti degli operatori di telefonia mobile Wind, Tim e Vodafone almeno fino al 30 ottobre 2019. Ma non finisce qui.