METAL DETECTOR – LA RILEVAZIONI ID DEL TARGET SUI DIGITALI: AMORE E ODIO

Al valore numerico dell'ID deve seguire l'interpretazione del suono che ci giunge dalla cuffia. Il rapporto ID-suono serve ad indicarci la natura del reperto che cerchiamo. Affidandoci solo ai numeri si rischiano madornali flop.

Ciao Amici, ben ritrovati. Quest’oggi abbiamo deciso di parlarvi di un argomento molto discusso nel nostro ambito: la rilevazione ID del Target negli apparati digitali. Per i novizi cercheremo di spiegare cos’è l’ID ovvero il numero che viene visualizzato sul display dell’apparecchio e che sta ad indicare, tramite la conduttività dell’oggetto, di quale materiale è composto il reperto rilevato. 

Quasi tutti i metal detector digitali possiedono una scala ID che varia da modello a modello. Prendiamo l’esempio del Nokta-Makro anfibio in copertina. La sua scala varia da zero a 99. In questo range di solito da 0 a 25 verrà indicato il materiale ferroso, 45 a 50 alluminio, da 55 a 60 gli strappi di lattina, i tappi da bibita 78 a 82, i centesimi di euro 81-82, 1 euro 83-85 e 2 euro 74-75.

A seconda del materiale rilevato l’ID darà un valore numerico

Quindi per i nuovi arrivati seguire i valori sopra indicati diventa quasi una priorità e, il più delle volte, tutto ciò che non è nel range delle monete viene scartato e non scavato. Molti però non sanno che questi ID numerici variano moltissimo a seconda della situazione: la mineralizzazione del terreno incide, a seconda del suo grado, abbassando drasticamente questo valore numerico, la profondità, l’umidità del terreno e persino la posizione dell’oggetto e la sua angolatura rispetto al terreno. Conta anche la vicinanza di altri oggetti metallici che, allocati ad un reperto “buono“, falsificano l’ID e vi fanno dannare l’anima. 

Pensate di posizionare una moneta da un euro a circa 10 cm di profondità su di un terreno neutro e asciutto, sicuramente ad ogni passata della piastra l’ID risulterà molto stabile e in linea con la tabella sopra riportata (83-85), se però proviamo a mettere di traverso la moneta si potrà benissimo notare che l’ID scenderà drasticamente e sarà completamente instabile. Posizioniamo la stessa moneta a una profondità tale da far si che il range del metal detector sia al limite e noterete che l’ID dagli 83-85 iniziali si abbasserà notevolmente rasentando i valori del ferro.

Suoni e valori numerici in uno con la loro interpretazione determinano il successo della ricerca

Come potete notare è praticamente impossibile fidarsi assolutamente dell’ID numerico di un qualsiasi metal detector, anche di quelli più blasonati e costosi. Certo i metal possono avere un ID più preciso, più stabile, meno sensibile alle mineralizzazioni ma da sola questa sorta di scala numerica non ha di per sé poteri magici di rilevamento. Se invece, con un po’ d’esperienza, accoppiamo l’ID al nostro udito e cioè ai suoni che arrivano dalla cuffia ecco che quel valore numerico diventa, sorprendentemente, un punto di riferimento. Ogni suono corrisponde ad un determinato intervallo numerico di ID ma un numero ID può avere una vasta scala di suoni che solo apparentemente sembrano uguali. Basta rilevare quello giusto, dopo qualche mese di applicazioni, e salterà fuori la sorpresa buona.

Forza di braccia ed esperienza

Il consiglio che possiamo darvi è quello di scavare praticamente tutto, se ve la sentite, oppure di coordinare per bene valore numerico e suoni.  Se invece decidete di andare avanti a forza di muscoli sette volte su dieci avreste fatto bene a non scavare ma le restanti tre saranno sicuramente piacevoli scoperte. Desideriamo ringraziare, come al solito, tutti coloro che ci supportano leggendo i nostri articoli ricordandovi che recensioni e servizi sono presenti anche sul nostro Canale YouTube RRS metal detector.

 

Ti potrebbe interessare anche —->>

METALDETECTOR – IL MANUALE D’USO QUESTO SCONOSCIUTO. LEGGERLO SIGNIFICA FUTURE SODDISFAZIONI